Il discepolato
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Cristo rappresenta, per chi è stato chiamato, «potenza di Dio e sapienza di Dio» (1 Cor 1.24) PowerPoint PPT Presentation


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Il discepolato «Mentre camminava lungo il mare della Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello, i quali gettavano la rete in mare, perché erano pescatori. E disse loro: “Venite dietro a me e vi farò pescatori di uomini”» Matteo 4:18,19.

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Cristo rappresenta, per chi è stato chiamato, «potenza di Dio e sapienza di Dio» (1 Cor 1.24)

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Presentation Transcript


Il discepolato«Mentre camminava lungo il mare della Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello, i quali gettavano la rete in mare, perché erano pescatori. E disse loro: “Venite dietro a me e vi farò pescatori di uomini”»Matteo 4:18,19


«Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo» Matteo 28:19


«Discepolo» indica un uomo che si lega ad un altro per apprendere da lui conoscenze ed esperienze. L’apprendimento comporta un agire corrispondente:Sl 119:1  1Beati quelli la cui via è senza macchia e che camminano nella legge dell'Eterno.


Nella Bibbia ricordiamo non solo singoli, ma anche ‘gruppi’ di discepoli: di Giovanni Battista, di Mosè (Gv 9:28), ecc.


Il discepolo segue le orme del maestro:1 Pietro 2:21«a questo siete stati chiamati, poiché anche Cristo ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio, perché seguiate le sue orme»


La chiamata Essere "chiamati" è parte del significato stesso dell’essere cristiani 1 Corinzi 1: 9Fedele è Dio dal quale siete stati chiamati alla comunione del suo Figlio Gesú Cristo, nostro Signore.


Caratteristiche della chiamata«Mentre passava lungo il mare di Galilea, egli vide Simone e Andrea, fratello di Simone, che gettavano la rete in mare, perché erano pescatori. Gesù disse loro: «Seguitemi, e io farò di voi dei pescatori di uomini». Essi, lasciate subito le reti, lo seguirono. Poi, andando un po' più oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni, suo fratello, che anch'essi in barca rassettavano le reti; e subito li chiamò; ed essi, lasciato Zebedeo loro padre nella barca con gli operai, se ne andarono dietro a lui»Marco 1:16-20


Questi versetti mostrano il significato dell’appello di Gesù a «Credere al vangelo»:è invito ad un atteggiamento nuovo, ad una vita nuova.


La risposta sincera alla chiamata rivoltaci da Cristo è caratterizzata da:1. Dinamismo– I discepoli «seguono l'Agnello dovunque egli va».Apocalisse 14:4


Col suo cammino, Gesù apre per noi un cammino nuovo: quello della libertà, della giustizia, dell’amore e della vita.


2. L’iniziativa non è dell’uomoQuello che l’uomo deve fare è lasciare tutto e seguire Gesù (Mc 1:20; 10:21). Alla base della vita del cristiano sta la chiamata del Signore. Si tratta di «essere conquistati» (Fil 2: 8-9).


3. RadicalitàL’invito di Gesù è radicale: ci strappa dal vecchio tessuto delle relazioni familiari, del lavoro …per buttarci a «pescare» qualcos’altro di più ampio e profondo. Alla chiamata possiamo rispondere solo con un si o con un no.


Cristo rappresenta, per chi è stato chiamato, «potenza di Dio e sapienza di Dio»(1 Cor 1.24)


La chiamata rende liberi e permette di “servire gli uni agli altri” - Gal 5:13


L a chiamata garantisce una comunione armoniosa perché “siamo stati chiamati per essere un solo corpo” (Col 3:15)


“Dio ci ha chiamati non a impurità, ma a santificazione” (1 Ts 4:7), ad avere la pace di Cristo nei cuori (cfr. Col 3:15), “a comportarsi in modo degno di Dio, che ci chiama al suo regno e alla sua gloria” (1 Ts 2:12).


La chiamata al regno è la “celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù” (Fil 3:14), che dovrebbe motivarci a proseguire nel nostro cammino cristiano.


La chiamata di Dio interessa il passato (perdono), abbraccia il presente (vita di comunione e pace) e si proietta nel futuro “aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore” (Tt 2:13).


Questa è la “speranza alla quale vi ha chiamati” (Ef 1:18), dice Paolo, pregando che possiamo essere illuminati da capirne l’enormità e la nobiltà.Per sperare, aggiunge Paolo, nella “ricchezza della gloria della sua eredità” (v. 18).»


L'elezione al discepolato è frutto della grazia divina e totalmente immeritata.


Inoltre noi stessi siamo chiamati a diventare un suo strumento per estendere la salvezza agli altri.Siamo chiamati al servizio.


Che cosa significa essere discepoli di Gesù? 1. Essere discepolo di Gesù significa seguire il «Maestro», «il Profeta».Gesù Cristo non è solo colui che ci apre la via del regno di Dioma è lui stesso la via.


2. I discepoli di Gesù diventano suoi amici (Gv 15:15)Chi li accoglie e li riceve, accoglie e riceve lui stesso (Mt 10: 40,42).


3. L’invito al discepolato si estende a tutti,

Esso è per i grandi come Nicodemo, ma anche per la gente comune come i semplici pescatori del lago di Galilea (Mc: 1:16ss).


4. La chiamata include una vocazione al servizio.I discepoli sono definiti pescatori d’uomini, espressione che indica come i discepoli debbano invitare tutti gli uomini ad accettare il regno di Dio, annunciando l’evangelo e operando nel nome di Gesù (Mc 16:15).


Scrive E. G. White, «Ogni vero discepolo nasce nel regno di Dio come missionario. Colui che ha ricevuto, dona. La grazia del Cristo è per ogni spirito come una sorgente nel deserto, che sgorga per tutti, per offrire acqua viva a coloro che stanno per morire». E. G. White, La Speranza dell’Uomo,


5. Il discepolato comporta gli stessi pericoli cui è sottoposto il Maestro (Gv 15: 18s; Mc 10:32).


Ma così come Gesù ha vinto il mondo e la morte, mediante la perfetta obbedienza e la risurrezione, ed è alla destra di Dio, anche il discepolo avrà la stessa sorte (Gv 14: 1-3; 16:33; Col 3:4; Ro 6.5).


I discepoli di Gesù avranno la gioia di vederlo «com'egli è» (1Gv 3.2).


6. I discepoli hanno sempre qualcosa di nuovo da imparare sul loro Maestro, sul suo messaggio (Mc 4: 10; Mt 13:16; 16:9-11) sul suo modo di comportarsi (Mc 10:13ss; 10:48)


7. Il discepolato porta alla comunione con Dio in Gesù per mezzo dello Spirito Santo, e la partecipazione futura nel regno di Dio (Gv 17; 14: 1-3; Lc 6.35).


«Nessuno che abbia messo la mano all'aratro e poi volga lo sguardo indietro, è adatto per il regno di Dio» (Luca 9:62).


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