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Agrifutura Associazione di agricoltori ticinesi

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Agrifutura Associazione di agricoltori ticinesi. CONFERENZA STAMPA 20 luglio 2012. Soluzione “storica” per il macello: Agrifutura propone il “modello Zurigo”. Agrifutura Associazione di agricoltori ticinesi.

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agrifutura associazione di agricoltori ticinesi

Agrifutura Associazione di agricoltori ticinesi

CONFERENZA STAMPA

20 luglio 2012

Soluzione “storica” per il macello: Agrifutura propone il “modello Zurigo”

il problema macello

Agrifutura Associazione di agricoltori ticinesi

Secondo i dati noti, il macello di interesse cantonale della MATI SA lavora oltre 450 mila kg di carne all’anno proveniente dal bestiame appartenente a circa 400 clienti - conferenti. Queste cifre rappresentano circa i ¾ delle macellazioni del Canton Ticino. I costi di edificazione ammontano a circa 6 mio di franchi. A fronte di un contributo a fondo perso del Cantone di 1,5 mio di franchi e di un capitale sociale di 142 mila franchi. Il debito residuo è di 4,36 mio di franchi suddiviso in 3,36 mio di franchi di credito ipotecario e circa 1 mio di franchi di prestito LIM. Il CdA ha depositato i bilanci lunedì 9 luglio per “eccesso di debiti” secondo l’art. 725 del Codice delle obbligazioni svizzero.

Il problema macello

effetti concreti

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  • Sospensione delle macellazioni
  • - Ricerca di alternative da parte degli allevatori con rischio
  • di perdere al clientela acquisita
  • - Rischio di perdite milionarie per BancaStato e per il Cantone (LIM)
  • - Aumento delle distanze dei tragitti verso macelli alternativi
  • - Aumento dei rischi di infortunio (bestiame abituato al pascolo macellato
  • in strutture conformi, ma non appositamente attrezzate)
  • - Rischio dell’insorgere di macellazioni clandestine

Effetti concreti

la situazione preoccupante ma

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La situazione è preoccupante, ma…

… non ci troviamo ancora

in questa situazione

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La nave è ancora integra

In realtà, proseguendo con la metafora navale, il capitano, accortosi che il bastimento non era in grado di navigare, l’ha fatto ancorare appena fuori dal porto, evitando di speronare scogli pericolosissimi e senza possibilità di ritorno. Grazie a ciò si è ancora in grado di poter studiare delle possibili soluzioni in grado di far riprendere la navigazione, ma in acque sicure, a questo bastimento nuovo di zecca.

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Soluzione “storica”: il modello Zurigo

Soluzione…

Agrifutura da sempre desidera proporsi come un’associazione attenta alle soluzioni piuttosto che ai problemi. Anche in questo caso, nonostante tutta la vicenda lasci aperto più di un interrogativo su come si sia potuti giungere a questo punto, abbiamo cercato, assieme ad alcuni esperti, di trovare una soluzione proponibile e realizzabile nell’interesse di tutti.

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…”storica”…

Contrariamente a quanto si possa pensare, è guardando indietro, guardando alla storia dei macelli pubblici che si è potuto individuare la soluzione più logica. Da quando divenne importante la sicurezza alimentare e l’approvvigionamento in derrate alimentari delle città, la struttura macello ha una funzione pubblica. Sia la proprietà sia la gestione delle macellazioni erano fisicamente in mani pubbliche.

Naturalmente questa funzione pubblica va adattata a una visione moderna di partenariato pubblico-privato. Ecco allora che entra in gioco il modello Zurigo.

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…il modello Zurigo…

Nella città di Zurigo, esiste un partenariato fra pubblico e privato per assicurare il funzionamento del macello che è di proprietà comunale. Fino al 1985, la città gestiva in proprio il macello in strutture ormai datate. Nel 1985 è stata creata la Schlachtbetrieb Zürich AG (SBZ AG) a partecipazione pubblica. In quell’anno, fu edificato un nuovo e moderno comparto di macellazione. Fino al 1995, la città era coinvolta direttamente nella gestione che faceva però registrare cospicui deficit. Nel 1995, la città è uscita dalla SBZ AG che ora è detenuta per circa il 10% da commercianti di bestiame e carne e per il 90% da grandi aziende di trasformazione (Angst AG, Bühren, ecc.). La SBZ si occupa esclusivamente delle attività di macellazione. Nell’areale del macello diverse strutture sono state affittate a ditte private per attività di trasformazione e commercio e altre sono sorte ex-novo.

in concreto cosa proponiamo

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In concreto, Agrifutura, associazione di agricoltori ticinesi, suggerisce al Cantone di ACQUISTARE la struttura (che ora appartiene alla MATI SA) e di affidarne la gestione a un ente esterno (società o privato che sia) in base a un bando di concorso pubblico.

La MATI SA (ma anche altri attori interessati) potrà naturalmente partecipare al concorso per la gestione del macello oppure essere sciolta.

In concreto cosa proponiamo

pregi della proposta

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Si evita la procedura fallimentare, scongiurando perdite milionarie per BancaStato e per il Cantone.

Si evita una chiusura prolungata della struttura con conseguenze negative per la struttura stessa (deperimento attrezzature), per il settore dell’allevamento in Ticino e per la filiera del prodotto locale (Nostrani del Ticino, Marchio Ticino, vendita diretta).

Pregi della proposta

difetti della proposta

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L’attuazione di una simile soluzione implica da parte di tutti gli attori un approccio aziendale al problema comprimendo i tempi tecnici e amministrativi.

Ci auguriamo evidentemente di essere smentiti su questo punto nell’interesse di tutto il settore agricolo, ma anche del Cantone e di BancaStato che appartengono ai cittadini ticinesi.

Difetti della proposta

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Possibile tempistica

La palla ora è nelle mani del governo, ma anche delle forze politiche. A loro chiediamo di valutare la proposta e di procedere senza indugio nella sua attuazione. C’è un interessante esempio recentissimo che mostra come il Cantone abbia acquistato a Breganzona uno stabile amministrativo per circa 3,3 milioni di franchi in soli 3-4 mesi dalla stesura del messaggio all’approvazione del Gran Consiglio. Con quella tempistica ce la si può fare per la seduta parlamentare del 15 ottobre. Non facendo nulla in questa situazione, oltre ad andare incontro a “situazioni da Isola del Giglio”, verrebbe compromessa la filiera corta della carne nel nostro Cantone.

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Conclusioni

Più analizziamo questa proposta e più ci convinciamo che è la via da seguire. “Strutture in mano pubbliche e gestione privata” è un concetto che risponde a un approccio aziendale al problema dell’attività di macellazione.

L’esperienza di Zurigo ci può insegnare che da questa situazione di emergenza potrà nascere a Cresciano una sorta di “Polo della carne ticinese” dove sono ben distinti e codificati i compiti pubblici (assicurare che vi sia a lungo termine una struttura di macellazione confacente), i compiti del partenariato pubblico-privato (gestione delle macellazioni) e i compiti dei singoli privati (sviluppo di attività collaterali di trasformazione e commercio).

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Vi ringraziamo per la vostra cortese attenzione

e ci auguriamo che questa nostra proposta

possa contribuire a…

…rimettere in navigazione la nave del macello

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Domande?

Al termine del momento informativo

siete cordialmente invitati

a un breve aperitivo

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