I  20 esperti
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I 20 esperti. Alberto Abruzzese Professore di Sociologia delle comunicazioni di massa. Luigi Bobba Presidente nazionale delle Acli. Gianfranco Borghini Coordinatore dei Comitati per il Coordinamento delle iniziative per l’occupazione.

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I 20 esperti

I 20 esperti

Alberto Abruzzese Professore di Sociologia delle comunicazioni di massa.

Luigi Bobba Presidente nazionale delle Acli.

Gianfranco Borghini Coordinatore dei Comitati per il Coordinamento delle iniziative per l’occupazione.

Renato Brunetta Deputato al Parlamento europeo e professore di Economia del lavoro.

Bernardo De Bernardinis Presidente del Consorzio Sudgest.

Giampaolo Galli Direttore del Centro studi di Confindustria.

Luciano Gallino Professore di Sociologia.

Gustavo Ghidini Professore di Diritto industriale.

Matelda Grassi Vice Presidente del Gestore della Rete di trasmissione nazionale.

Fiorella Kostoris Padoa Schioppa Presidente dell’Isae.

Paolo Leon Professore di Economia pubblica.

Vincenzo Li Donni Professore di Economia dei trasporti.

Bruno Manghi Sociologo ed esperto di Politica sindacale.

Stefano Patriarca Responsabile del progetto finalizzato al decentramento amministrativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Giuseppe Pennisi Economista e docente di Finanza pubblica.

Federico Rossi Presidente del c.d.a. dell’Istituto di studi per la direzione e gestione d’impresa (Stoà).

Maurizio Sacconi Direttore dell’International Labour Office di Roma.

Bepi Tomai Direttore del Formez.

Gianfranco Viesti Professore di Economia dell’integrazione europea.

Stefano Zamagni Professore di Economia politica.


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ECONOMIA E DOMANDA DI LAVORO

  • Delocalizzazione produzioni materiali, spostamento dell’economia verso valorizzazione ambiente e cultura, attività di ricerca e ad alto valore.

  • Occupazione cresce, lentamente e con contratti a tempo; la rigidità sindacale favorirà un mercato del lavoro duale: flessibilità al margine, ma non per i contratti principali.

  • Disoccupazione: polarizzazione accentuata Nord-Sud, nonostante i miglioramenti di produttività, infrastrutture, ambiente.

  • Crescita del mismatch: la domanda di lavori qualitativamente elevati non incontra l’offerta.

  • Settori in crescita:

    • lavori legati alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione;

    • specialisti organizzazione;

    • servizi alla persona (sanitari e assistenziali) e alla famiglia;

    • insegnanti e formatori;

    • operatori turistici e ambientali;

    • giustizia.


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LE TRASFORMAZIONI DEL LAVORO

  • Nei servizi, attività più personalizzate, più autonome, più basate su mezzi tecnologici.

  • A breve, espansione del lavoro autonomo (distribuzione, discipline artistiche e ricreativo-culturali.

  • Nel medio periodo, stabilizzazione dipendenti-autonomi: preferibile sia per datori di lavoro che per prestatori d’opera.

  • Carenza di professionalità, sia nei settori tradizionali che nella new economy.

  • Nuova occupazione nel Sud: per chi ha un titolo medio-alto.

  • Uscita dal “sommerso” indotta dalle nuove attività, più qualificate e basate sulla comunicazione.

  • New economy: trasformazione economica del Sud, ma poca occupazione.


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IL FUTURO DELLE FASCE DEBOLI

  • Fasce deboli: più numerose, più difficili da identificare (anche dirigenti). Collegamento con nuove forme del lavoro e “cattive occupazioni”.

  • Situazione delle fasce deboli fortemente dipendenti da scelte di welfare e politiche pubbliche.

  • Maggior liberismo: minori barriere all’entrata per donne e giovani, ma aumento dei lavoratori poveri.

  • Fattore critico: la formazione. Le imprese chiederanno titoli di studio più elevati a parità di lavoro: spiazzamento dei soggetti a basso titolo.

  • Fasce deboli:

    • meno disoccupati, più inoccupati;

    • soprattutto, i soggetti dei territori deboli (p.es.: le laureate in materie umanistiche del Sud);

    • chi sceglie male il proprio percorso.


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LE POLITICHE, LA DEVOLUTION E IL WELFARE

  • Regioni, Province e Comuni impreparati rispetto alla devolution.

  • Omogeneità di indirizzi garantita dall’amministrazione centrale e nuovo centralismo su base regionale.

  • Devolution: elementi chiave: alleanza strategica con il privato sociale e vicinanza ai bisogni dei cittadini (Comuni); opportunità: interventi mirati; rischi: frammentazione delle politiche e accentuazione delle diversità tra territori; scarsa coesione e solidarietà istituzionale come fonte di conflittualità tra amministrazioni

  • Italia Lavoro: affiancamento delle amministrazioni locali; agenzia di richiamo e organizzazione della mobilità del lavoro dal Sud al Nord

  • Aumenteranno erogazioni universalistiche e sgravi fiscali per imprese; giovamento soprattutto per il Mezzogiorno (maggiore convergenza delle politiche del lavoro e del welfare).

  • Cosa farà il Centro-Destra?

    • rivisitazione delle forme di assistenza, non welfare universale (quindi declassamento diritti di cittadinanza e politiche verso gli esclusi);

    • politiche spostate sulle collettività locali e servizi affidati al settore privato;

    • parti sociali disinteressate alle fasce deboli.


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LE POLITICHE PER IL LAVORO E I S.I.

  • Politiche di natura “soggettiva” e concentrate al Sud con forti investimenti pubblici.

  • Le azioni del Centro-Destra:

    • liberismo v/s individualismo e workfare;

    • servizi per l’impiego privati;

    • più peso assicurazioni e aumento mobilità;

    • contrazione dei periodi di sostegno alla disoccupazione;

    • indebolimento sindacato e liberalizzazione dei licenziamenti;

    • verso la flessibilità penalizzando le fasce deboli.

  • Nel breve non si assisterà ad un avvio generalizzato dei servizi per l’impiego (S.I.): squilibri tra EE.LL. forti e deboli; situazioni di eccellenza (Veneto e Marche) e punte di inefficienza; aumento dell’emarginazione dei cittadini “deboli”.

  • In attesa della riqualificazione del personale (demandata a terzi), le politiche del lavoro saranno affidate ad altri soggetti (enti bilaterali e agenzie sindacali e datoriali).

  • Non sapranno sviluppare nei vari territori un approccio promozionale.

  • Non adotteranno un nuovo modello organizzativo rispondente ai veloci mutamenti del mercato del lavoro.


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LE PROSPETTIVE DI MIGLIORAMENTO

  • Per favorire l’incontro tra domanda e offerta:

    • si agirà in collegamento con il Sistema Informativo per il Lavoro;

    • ci si avvarrà di personale esperto.

  • Il modello migliore: una rete di agenzie che riduca al minimo la funzione degli uffici decentrati del Ministero.

  • Italia Lavoro contribuirà all’efficacia e all’efficienza dei servizi per l’impiego perché sarà capace di:

    • coordinamento, cooperazione e assistenza soprattutto nella fase di avvio;

    • superare le disomogeneità;

    • migliorare la qualità dei servizi offerti e introdurre elementi di innovazione.


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