Glicogeno muscolare
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Glicogeno muscolare. FFA ematici. Glucosio ematico.  captazione glucosio  captazione FFA. glicogeno. captazione di glucosio + FFA. Contributo percentuale dei diversi substrati come fonte energetica durante esercizio fisico. 100. 75. 50. 25. ore. 0. 4. 3. 2. 1. Glucosio.

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100

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- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - E N D - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

Presentation Transcript


100

Glicogeno muscolare

FFA ematici

Glucosio ematico

 captazione glucosio

 captazione FFA

glicogeno

captazione di glucosio + FFA

Contributo percentuale dei diversi substrati come fonte energetica durante esercizio fisico

100

75

50

25

ore

0

4

3

2

1


100

Glucosio

Corpi chetonici

Lattato


100

180

Glicemia (mg/dl)

100

­

­

­

­

­

ore

8

12

16

20

24

¯

¯

¯

NORMALE


100

Principali ormoni coinvoltinell’omeostasi glicemica

Glucagone

Catecolamine

Cortisolo

GH

Insulina

iperglicemia

ipoglicemia


100

REGOLAZIONE INSULINICA

DELL'UTILIZZO DI GLUCOSIO

-

T

essuti

insulinodipendenti (muscolo,

grasso, fegato):

tessuti di deposito, possono utilizzare

glucosio solo in presenza di insulina

-

T

essuti

non insulinodipendenti

(sistema nervoso, globuli rossi):

tessuti vitali, utilizzano glucosio anche in

assenza di insulina


100

Ormoni controinsulari

Insulina

_

+

+

_

INTESTINO

REGOLAZIONE ENDOCRINA

DELL’OMEOSTASI GLUCIDICA

SANGUE

MUSCOLO/

TESS. ADIP.

Glucosio

FEGATO

SNC/GR


Principali risposte ormonali all esercizio fisico

Principali risposte ormonali all’esercizio fisico

Si riduce:

Insulina

Aumentano:

Glucagone

Catecolamine

Cortisolo

GH

ipoglicemia

iperglicemia


100

MUSCOLO

CHE LAVORA

REGOLAZIONE ENDOCRINA DELL’OMEOSTASI GLUCIDICA DURANTE ESERCIZIO FISICO

Ormoni controinsulari

Insulina

+

_

+

_

TESSUTI

INSULINODIP.

SANGUE

Glucosio

FEGATO

SNC/GR


Fattori che aumentano la captazione muscolare di glucosio durante esercizio

FATTORI CHE AUMENTANO LA CAPTAZIONE MUSCOLARE DI GLUCOSIO DURANTE ESERCIZIO

- Aumento del flusso sanguigno ai muscoli

in attività

- Apertura dei capillari con aumento del letto

vascolare

- Reclutamento di trasportatori del glucosio

(GLUT-4)


Effetti della contrazione sul trasporto del glucosio nel muscolo

EFFETTI DELLA CONTRAZIONE SUL TRASPORTO DEL GLUCOSIO NEL MUSCOLO

Aumentato

rapporto

AMP/ATP

Attivazione

Kinasi AMP-dipendente

Traslocazione

GLUT4


100

Glucose

Insulina e contrazione muscolare inducono la traslocazione alla superficie cellulare dei GLUT-4 con meccanismo diversi

Insulin

Exercise

paracrine

Plasma membrane

Autocrine

(no adenosine?)

IRS-1

?

PI3-kinase

Rab4

contraction

MAPK/JNKp38

?

Chronic adaptations?

GLUT4 Vesicles

calcium

Transverse tubule

Sarcoplasmatic reticulum


100

contrazioni+insulina

riposo+insulina (10mU/ml)

contrazioni (48/min)

citocalasina B

Effetti di insulina e/o contrazione muscolare sulle curve dose-risposta fra concentrazione di glucosio e trasporto del glucosio nel muscolo in vitro

4

0

0

3

0

0

Trasporto (nmol/g min)

2

0

0

1

0

0

riposo

0

0

1

0

2

0

3

0

glucosio (mmol/l)

(da Nesher et al, 1985)


100

ESERCIZIO FISICO

(Intenso)

Catecolamine ()

Effetti metabolici

RIDUZIONE INSULINEMIA

•aumento produzione epatica di glucosio

•aumento lipolisi

•aumento rilascio tessutale aminoacidi

•conservato effetto su utilizzazione del glucosio nel muscolo in attività


Ruolo degli ormoni controinsulari nell adattamento all esercizio fisico

Ruolo degli ormoni controinsulari nell’adattamento all’esercizio fisico

  • Effetti emodinamici

  • aumento gettata cardiaca

  • ridistribuzione del flusso sanguigno

  • Effetti metabolici

  • aumento glicogenolisi muscolare

  • aumento produzione epatica di glucosio

  • aumento lipolisi e chetogenesi

  • riduzione utilizzazione del glucosio

  • Effetti ventilatori

  • broncodilatazione

  • aumento frequenza respiratoria


100

Glucagone

Catecolamine

 Adrenalina

+

+

-

+

-

+

Insulina

Esercizio

Regolazione ormonale del flusso di glucosio durante esercizio fisico

Cervello

+

Captazione

muscolare

di glucosio

Produzione

epatica

di glucosio

Glicemia

-


Effetti acuti dell esercizio fisico sulla produzione e utilizzazione di glucosio

Effetti acuti dell’esercizio fisico sulla produzione e utilizzazione di glucosio

  • Aumento utilizzazione muscolare di glucosio,

  • malgrado la riduzione dei livelli di insulina

  • (aumento sensibilità periferica all’insulina)

  • Aumento produzione epatica di glucosio

  • (glicogenolisi + neoglucogenesi), a bilanciare

  • l’aumentato consumo e garantire l’apporto del

  • substrato per muscolo e SNC

  • Graduale sostituzione del glucosio con gli acidi

  • grassi come substrato energetico muscolare

  • Nell’esercizio protratto riduzione progressiva della

  • glicemia


100

Tipo 1 :

carenza assoluta di insulina

- esordio in genere in età giovane

- peso in genere normale

Tipo 2 :

carenza relativa + inefficacia dell’insulina (insulinoresistenza)

- esordio in genere in età adulta/senile

- spesso associato a obesità

DIABETE MELLITO


100

Steve Redgrave

5 volte oro olimpico nel canottaggio

(1984,1988,1992,1996,2000)

Diabete tipo 1


100

Il team per l’atleta affetto da

diabete tipo 1

Atleta

Allenatore

Diabetologo

Dietista


Mortalit a 7 anni in pazienti diabetici di tipo 1 n 548 suddivisi in quintili di attivit fisica

Mortalità a 7 anni in pazienti diabetici di tipo 1 (n=548) suddivisi in quintili di attività fisica

25

p=0.001

20

15

%

10

5

0

1

2

3

4

5

Quintili di attività fisica

(Moy et al, 1993)


100

Insulina esogena

REGOLAZIONE ENDOCRINA

DELL’OMEOSTASI GLUCIDICA

Ormoni controinsulari

Insulina

_

+

+

SANGUE

_

MUSCOLO/

TESS. ADIP.

Glucosio

FEGATO

SNC/GR


Fattori che influenzano la risposta glicemica all esercizio nel diabete tipo 1

Fattori che influenzano la risposta glicemica all’esercizio nel diabete tipo 1

  • terapia insulinica

    • tipo di insulina e dose

    • distanza di tempo dalla somministrazione

    • sito di iniezione (evitare arto esercitato)

  • controllo metabolico del momento

  • alimentazione prima e durante l’esercizio

  • intensità e durata esercizio

  • temperatura esterna


Effetti dell esercizio fisico su insulinemia e glicemia nel diabete tipo 1

esercizio

esercizio

Effetti dell’esercizio fisico su insulinemia e glicemia nel diabete tipo 1

glicemia (mmol/l)

insulina/colazione

.

.

12

9

riposo

esercizio

6

3

0

0

4

0

8

0

120

160

minuti

(Ronnemaa e Koivisto, 1988)


Andamento dell insulinemia durante esercizio nel diabete insulino trattato

iperinsulinemia

normoinsulinemia

(stabile)

ipoinsulinemia

Andamento dell’insulinemia durante esercizio nel diabete insulino-trattato

insulinemia

soggetto non diabetico

durata esercizio


Inconvenienti di un eccesso di insulina durante esercizio fisico

Inconvenienti di un eccesso di insulina durante esercizio fisico

  • aumento captazione di glucosio indotto dalla

  • attività muscolare, con rischio di ipoglicemia

  • (che persiste anche dopo l’esercizio)

  • inibizione mobilizzazione acidi grassi, con

  • ridotta disponibilità di substrati energetici

  • alternativi al glucosio


100

+

-

Insulina 

Regolazione ormonale del flusso di glucosio durante esercizio fisico in un soggetto diabetico tipo 1 con iperinsulinemia

Glucagone

Catecolamine

Adrenalina

Cervello

-

+

+

Captazione

muscolare

di glucosio

Produzione

epatica

di glucosio

Glicemia

+

Esercizio


100

Inconvenienti di una mancanza di insulina durante esercizio fisico

  • ridotta captazione di glucosio nel muscolo che lavora, con scadimento della performance

  • mancato bilanciamento effetto iperglicemiz-

  • zante degli ormoni controinsulari, con aumento

  • della glicemia

  • eccessiva mobilizzazione di acidi grassi, con

  • aumentata sintesi chetoacidi e rischio acidosi


100

Regolazione ormonale del flusso di glucosio durante esercizio fisico

in un soggetto diabetico tipo 1 con ipoinsulinemia

Glucagone

Catecolamine

Adrenalina

Cervello

-

+

+

Captazione

muscolare

di glucosio

Produzione

epatica

di glucosio

Glicemia 

Chetonemia 

+

-

+

Insulina

Esercizio


100

Principali fattori determinanti il tipo di risposta della glicemia all’esercizio in pazienti con diabete tipo 1

  • Riduzione della glicemia

    • - iperinsulinemia relativa

    • - esercizio protratto (>30-60 min) o intenso

    • - distanza dal pasto > 3h/mancanza di spuntini

  • Glicemia stabile

    • - esercizio di breve durata

    • - insulinemia e alimentazione adeguate

  • Aumento della glicemia

  • - ipoinsulinemia

  • - esercizio estenuante

  • - eccesso di carboidrati prima/durante esercizio


100

Con complicanze

•I parametri cardiovascolari e metabolici devono restare negli intervalli di normalità

Massimo carico di lavoro permesso

nei diabetici

Senza complicanze

•Fino alla stanchezza


100

Possibili alterazioni che possono ridurre la capacità di esercizio nei diabetici

• neuropatia autonomica

• attività neuromuscolare

• cardiopatia diabetica

• attività cardiocircolatoria

•  capacità respiratoria

• attività respiratoria

• iper-ipoinsulinemia

• metabolismo

• alterazioni ormoni controregolatori

• risposta controregolatoria


100

Esercizio fisico e diabete tipo 1

Principi fondamentali da seguire

• Avere una buona conoscenza della malattia e degli

effetti dell’esercizio

• Intensificare l’autocontrollo in occasione

dell’esercizio per prevenire effetti metabolici

sfavorevoli e per saggiare la risposta individuale

allo sforzo e ai provvedimenti adottati

• Assumere supplementi di carboidrati nel corso

dell’esercizio in caso di sforzo protratto o sintomi

di ipoglicemia

• Sottoporsi a controlli medici regolari

• Rendere nota la malattia ad un compagno/allenatore

• Evitare sport particolari (roccia, immersione subacquea)


100

Attività fisica nel diabete insulino-trattato

- automonitoraggio -

•controllare le urine prima (chetonuria)

•controllare la glicemia prima (eventualmente durante)

e dopo

Attenzione all’ipoglicemia durante e dopo l’esercizio


100

Attività fisica e diabete tipo 1

Norme pratiche generali

-controllare la glicemia e la chetonuria prima di iniziare l’esercizio fisico

• con chetonuria: NO ESERCIZIO FISICO

• con glicemia non elevata: INGERIRE CHO

-al primo segno di malessere assumere bevande zuccherate o caramelle


100

Attività fisica e diabete

Adattamento della terapia

- Evitare le miscele di insulina (rapida + lenta)

-Ridurre la dose di insulina (precedente ed eventualmente successiva all’esercizio fisico) con criteri vari a seconda dello schema di terapia e

della glicemia

-Se si somministra la dose abituale di insulina, durante l’esercizio fisico sostenuto la glicemia può diminuire di 2-4 mg/dl/min

-Sperimentare le reazioni individuali all’esercizio fisico e verificare la risposta ai vari aggiustamenti adottati


100

Esercizio fisico programmato nel

diabete insulino-trattato

1.Ridurre del 20-40% la dose di insulina pronta precedente

2.Iniziare l’attività fisica 1-2 ore dopo il pasto

3.Iniettare l’insulina in zone non interessate dall’attività fisica

4.Nelle ore successive assumere un supplemento di carboidrati, se necessario (misurare glicemia)


100

Esercizio fisico non programmato nel

diabete insulino-trattato

1.Controllare chetonuria e glicemia

2.Se vi è chetonuria non effettuare l’esercizio

3.Se la glicemia è <140 mg/dl, ingerire 10-20 g di carboidrati (CHO) subito e quindi ogni 20-30 minuti

4.Se la glicemia e >140 mg/dl, iniziare l’esercizio e assumere CHO dopo 20-30 minuti

5.Se l’esercizio fisico è intenso e protratto, ridurre del 30% la dose insulinica successiva e/o aumentare l’apporto di CHO


Quantit di alimenti con un contenuto in carboidrati di circa 10 g

Quantità di alimenti con un contenuto in carboidrati di circa 10 g

Alimento

Peso in grammi

Cracker

12

Fette biscottate

12

Pane

15

Mela

100

Arancia

130

Latte

200


100

DIABETE MELLITO

Tipo 1 :

carenza assoluta di insulina

- esordio in genere in età giovane

- peso in genere normale

Tipo 2 :

carenza relativa + inefficacia dell’insulina (insulinoresistenza)

- esordio in genere in età adulta/senile

- spesso associato a obesità


100

Effetti di una singola seduta di esercizio sulla omeostasi glucidica

•Aumento marcato dell’utilizzazione del glucosio

•Aumentata sensibilità all’insulina per la captazione del glucosio

Gli effetti possono persistere per diverse ore dopo la cessazione dell’esercizio


100

8

25

7

20

6

15

5

10

4

3

5

-15

0

30

60

90

120

150

180

-15

0

60

120

180

Modificazioni della glicemia e dell’insulinemia durante esercizio fisico prolungato in pazienti con diabete tipo 2

Insulinemia (mU/l)

Glicemia (mmol/l)

diabetici

diabetici

controlli

controlli

minuti

minuti

(Devlin et al, 1987)


Effetti metabolici positivi a lungo termine dell esercizio fisico aerobico

Effetti metabolici positivi a lungo termine dell’esercizio fisico aerobico

  • Aumento della sensibilità insulinica

    • aumento massa magra

    • aumento capillarizzazione muscolare

    • aumento trasportatori di glucosio nel muscolo

    • aumento attività glicogeno-sintasi

  • Modificazioni anti-aterogene del profilo lipidico

    • aumento colesterolo HDL

    • riduzione colesterolo LDL

    • riduzione trigliceridi


Mitocondri e secrezione insulinica

Mitocondri e secrezione insulinica

L’insulina viene stoccata come PROINSULINA in granuli secretori ed elaborata nella forma biologicamente attiva e secreta sotto lo stimolo del glucosio

  •  ATP/ADP conseguente a ingresso e utilizzo glucosio determina la chiusura dei canali del K+ ATP-sensibili.

  • depolarizzazione della membrana

  • Apertura canali del Ca2+ voltaggio-dipendenti

  •  [Ca2+]

  • esocitosi granuli insulina

L’ATP PRODOTTO DAI MITOCONDRI NELL’OSSIDAZIONE DEL GLUCOSIO MODULA LA SECREZIONE INSULINA


100

80

60

40

%

20

0

Sovrappeso

e obesità

Adiposità

centrale

Ipertensione

arteriosa

Dislipidemia

PREVALENZA DI DISORDINI METABOLICI

NEL DIABETE TIPO 2

(Verona NIDDM Complications Study, n=1780)


100

ATEROSCLEROSI E

SINDROME METABOLICA

dislipidemia

diabete

obesità

ATEROSCLEROSI

ipertensione

iperuricemia

trombofilia


100

60

50

46 %

40

33 %

Probabilità di CHD in 8 anni (%)

30

32 %

20

non

diabetici

8 %

10

0

-

-

+

195

195

195

336

336

185

RISCHIO E FATTORI DI RISCHIO PER MALATTIE CARDIOVASCOLARI IN MASCHI DIABETICI DI ETA’ >40 anni(Framingham Study, 1979)

2% nei non-diabetici

senza fattori di rischio

3%

-

Fumo

P.A. sistolica

135

Colesterolo

185


100

Perché consigliare l’attività fisica

al soggetto diabetico?

•Migliora il controllo glicemico

•Migliora il profilo cardiovascolare

•Riduce l’incidenza delle complicanze croniche

•Migliora l’aspettativa di vita

•Migliora il senso di benessere psico-fisico


100

Effetti del training sul metabolismo energetico

•Aumento dell’ossidazione dei lipidi

•Diminuzione relativa dell’utilizzazione del glucosio

•Minore produzione di acido lattico


100

Effetti favorevoli dell’esercizio fisico sui fattori di rischio cardiovascolare nel diabete tipo 2

•Riduzione glicemia

•Aumento sensibilità insulinica

•Riduzione colesterolo LDL e trigliceridi

•Aumento colesterolo HDL

•Riduzione tessuto adiposo, specie viscerale

•Riduzione fattori trombofilici

•Controllo dell’ipertensione (lieve)

Riduzione mortalità cardiovascolare


100

Peculiarità del diabete tipo 2 in relazione all’esercizio fisico

L’esercizio ha effetti benefici sui meccanismi patogenetici della malattia e sui fattori di rischio cardiovascolare associati al diabete: è uno strumento di cura.

Non vi è ipoinsulinemia assoluta: difficilmente l’esercizio può precipitare uno scompenso metabolico.

L’eventuale iperinsulinemia è in genere conseguenza dell’insulinoresistenza e si riduce con il miglioramento della sensibilità insulinica (non è così se farmaco-indotta)


100

Ruolo preventivo sul rischio CV dell’esercizio fisico

•Aumentata sensibilità all’insulina (aumentata sintesi dei glucotrasportatori GLUT-4, aumentata glicogenosintesi, aumento della capillarizzazione muscolare )

•Modificazioni anti-aterogene del profilo lipidico (riduzione colesterolo totale e LDL, aumento HDL, riduzionei trigliceridi)

•Riduzione del peso

•Riduzione del tessuto adiposo, soprattutto viscerale

•Controllo dell’ipertensione (lieve)

•Riduzione del fibrinogeno

•Migliore performance cardiorespiratoria


100

Attività fisica nella cura del diabete tipo 2Norme generali

L’attività fisica intensa non è necessaria; anche le passeggiate comportano vantaggi metabolici

L’attività fisica va consigliata e valutata singolarmente


100

Malgrado una robusta evidenza scientifica che l’attività fisica è molto benefica per le persone con diabete tipo 2 è difficile trasferire questi principi nella pratica

  • Pazienti in genere anziani e sedentari

  • (abitudini inveterate, bassa potenza aerobica,

  • complicanze, comorbidità)

  • Scarsa cultura dell’esercizio in Italia (scarso

  • valore percepito, nessuna formazione medica)

  • Problemi logistici (struttura urbana, scarsità

  • di strutture e di personale formato)

  • Non incentivazione da parte del SSN (costo)


Exercise and type 2 diabetes acsm ada joint position statement

Exercise and Type 2 DiabetesACSM & ADA Joint Position Statement

Colberg et al, Diabetes Care, December 2010

  • Attività aerobica: almeno 3 ma meglio 5 giorni/settimana, per almeno 150 min/settimana (o 60-75 min se vigorosa)

  • Se moderata, considerare intensificazione (>60% VO2 max)

  • Attività di forza: da associare all’attività aerobica, almeno 2 ma meglio 3 giorni/settimana, per migliorare forza e az. insulinica

  • Moderata (50% 1-RM) o vigorosa (75-80% 1-RM)

  • Se autogestita può essere meno efficace per controllo metabolico, adeguata per massa muscolare e forza

  • Lenta progressione fino a 1-4 serie di 8-10 ripetizioni di 5-10 esercizi, con uso di macchine di resistenza e pesi liberi, a carico dei principali muscoli di arti superiori, arti inferiori e tronco


100

Rischi connessi con l’esercizio fisico

nel diabete tipo 2

  • Traumi muscolo-scheletrici

  • Ipoglicemia (anche tardiva, interazione con insulina,

  • sulfoniluree, glinidi)

  • Evento cardiovascolare acuto

  • •cardiopatia ischemica (silente!)

  • •neuropatia autonomica

  • Aggravamento complicanze croniche severe

  • (retinopatia, piede diabetico)


100

Attività fisica nella cura del diabete tipo 2

Indagini preliminari

Valutare la presenza e la gravità di:

1.Retinopatia

2.Nefropatia

3.Coronaropatia (forme silenti!) e macroangiopatia

4.Neuropatia somatica

5.Neuropatia autonomica


100

Esercizio fisico e diabete tipo 2

Precauzioni da adottare

  • •Sottoporsi a visita medica preliminare

  • Se non vi sono sufficienti elementi di giudizio

  • relativi alle complicanze privilegiare attività

  • di intensità moderata

  • •Effettuare autocontrollo glicemico in caso di terapia farmacologica con insulina o farmaci che stimolano il rilascio di insulina


Il problema della neuropatia autonomica

Il problema della neuropatia autonomica

  • Altera il compenso emodinamico allo sforzo

  • Si associa ad un aumentato rischio cardiovascolare e di lesioni al piede

  • Interferisce con la possibilità di usare la frequenza cardiaca come indice di intensità dello sforzo

  • Comporta una ridotta capacità di contrastare e percepire l’ipoglicemia

  • Può provocare incoordinazione temporale fra effetto dei farmaci ipoglicemizzanti e assorbimento dei nutrienti

  • Può comportare difficoltà nel controllo termico

Necessario non far superare livelli di attività fisica

percepiti come sforzo moderato


100

80

11

70

10

60

9

50

S+E

8

40

7

S+E

30

6

*

*

20

0

-60

0

70

130

190

-60

0

70

130

190

Interazione fra sulfoniluree ed esercizio sull’omeostasi glucidica nel diabete

Dopo glibenclamide (S)

Dopo 60’ di cicloergometro (E)

Esercizio + glibenclamide (S+E)

Glicemia (mmol/l)

Insulina (pmol/l)

S

E

S

E

Glibenclamide

Glibenclamide

esercizio

esercizio

0

minuti

minuti

(Larsen et al, Diabetes Care 1999)


100

0.7

0.6

0.5

0.4

0.3

0.2

0.1

*

0.0

0

70

130

190

-60

Concentrazioni plasmatiche di FFA in 8 pazienti studiati in 3 occasioni: dopo glibenclamide (S), dopo esercizio fisico (E) e dopo sulfonilurea combinata con esercizio fisico (S+E)

*

*

E

*

*

FFA (mmol/l)

*

*

S+E

*

S

*

Glibenclamide

esercizio

minuti

(Larsen et al, Diabetes Care 1999)


100

Rischio relativo di diabete tipo 2 in 5990 maschiin base all’attività fisica e al BMI

1

Rischio relativo

0,5

≥26

24-25.9

0

BMI

p<0.0001

<24

<500

500-1999

Attività fisica

(Kcal/settimana) p=0.007

≥2000

(Helmrich et al, NEJM 1991)


100

Cambiamenti nel peso e nell’attività fisica in 3234 soggetti con IGT assegnati a un programma intensivo di modifica dello stile di vita*, metformina o placebo

peso (kg)

Attività fisica (MET/h/settimana)

4

8

Stile di vita

2

Placebo

6

0

-2

4

Metformina

-4

Metformina

2

Stile di vita

-6

Placebo

-8

0

0

0.5

1.0

3.0

3.5

4.0

1.5

2.0

2.5

0

0.5

1.0

1.5

2.0

2.5

3.0

3.5

4.0

anni

anni

* dieta ipocalorica ipolipidica (obiettivo: calo ponderale

≥7%) + attività fisica moderata ≥150 min/settimana

Diabetes Prevention Program, NEJM 2002


100

p<0.001

Metformina

Stile di vita

Effetto della modifica dello stile di vita o della terapia

con metformina sulla comparsa di diabete tipo 2

in 3234 soggetti con IGT

40

Placebo

30

(%)

20

10

0

0

0.5

1.0

1.5

2.0

2.5

3.0

3.5

4.0

anni

Diabetes Prevention Program, NEJM 2002


100

Lancet, November 2009

Stop RCT

Frequenza cumulativa di diabete a 10 anni nel Diabetes Prevention Program

-18%

-34%

-31%

-58%

anni


100

Chi può beneficiare maggiormente dell’esercizio fisico nella prevenzione del diabete tipo 2?

•Soggetti con ridotta tolleranza glucidica

•Soggetti con pregressa alterata tolleranza glucidica, attualmente normali

•Gemelli omozigoti di diabetici tipo 2

•Fratelli, figli di diabetici tipo 2

•Soggetti obesi

•Madri di figli con macrosomia

•Soggetti di gruppi etnici con aumentata prevalenza di diabete tipo 2


100

Metanalisi degli studi randomizzati sugli effetti

dell’attività fisica aerobica sui parametri metabolici

(Soggetti sedentari sani/ipertesi; esercizio unico intervento; durata >4sett.)

72 trial; 3936 soggetti

HOMA

TG

Col LDL

Glucosio

Col HDL

Col tot

0.1

0

0

0.032

-0.04

-0.1

-0.078

mmol/l

-0.11

-0.2

-0.15

-0.2

-0.3

-0.31

-0.4

-0.4

Cornelissen & Fagard, Hypertension 2005; 46: 667


100

Metanalisi degli studi randomizzati sugli effetti

dell’attività fisica aerobica sui valori pressori

Normotesi

Preipertesi

Ipertesi

0

-1

-2

-1,6

-1,7

-1,7

-3

-2,4

mmHg

-4

-5

-4,9

-6

-7

-6,9

-8

PAS

PAD

Cornelissen & Fagard, Hypertension 2005; 46: 667


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