1 / 12

Lector et auditor nostros probat, Aule, libellos, sed quidam exactos esse poeta negat.

Lector et auditor nostros probat, Aule, libellos, sed quidam exactos esse poeta negat. Non nimium curo: nam cenae fercula nostrae malim convivis quam placuisse cocis.

declan
Download Presentation

Lector et auditor nostros probat, Aule, libellos, sed quidam exactos esse poeta negat.

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. Lector et auditor nostros probat, Aule, libellos, sed quidam exactos esse poeta negat. Non nimium curo: nam cenae fercula nostrae malim convivis quam placuisse cocis. O Aulo, quelli che ascoltano o leggono i miei libretti li lodano; c’è però un certo poeta che afferma che non sono perfetti. Io non gli do troppo peso: preferirei infatti che le portate del mio pranzo piacessero ai convitati piuttosto che ai cuochi.

  2. L’EPIGRAMMA E’ una forma poetica breve di argomento vario e di carattere ironico e arguto, satirico e polemico. Talvolta, con le sue battute suscita il riso, ma il più delle volte induce ad amare riflessioni. L’arte e l’efficacia della poesia epigrammatica consistono nella sua brevità e nella capacita del poeta di condensare nel giro di pochi versi un motto, un’arguzia o una battuta. Per la sua stessa natura di testo breve essa si avvale per lo più di un linguaggio condensato e allusivo, ricco di doppi sensi, in cui ogni parola acquista un significato ben preciso. Uno dei maggiori esponenti di questo genere è stato Marziale.

  3. Marziale nasce in Spagna tra il 38 e il 42 d.C. Venuto a Roma nel 64, conduce una vita modesta, da cliente. Raggiunge presto una certa notorietà: già nell’80 gli viene commissionata una raccolta di epigrammi per celebrare l’inaugurazione dell’Anfiteatro Flavio. Dall’84-85 comincia a pubblicare regolarmente i propri componimenti in libri. Sembra però che non gliene derivassero consistenti vantaggi economici. Nell’87 decide di lasciare Roma per tornare nel paese natale, dove muore verso il 104. Di Marziale ci resta una raccolta di Epigrammi in 12 libri, composti e via via pubblicati tra l’86 e il 102.

  4. Fu definito poeta "pittore dei costumi" e sebbene non si fosse mai posto problemi di carattere sociale, con i suoi versi riuscì a rendere viva la società nella quale viveva. Marziale è dunque un "classico" nell'equilibrio della forma e del contenuto e la sua tecnica compositiva è assai personale: assai varia a seconda della natura e dell'ampiezza del componimento che a volte si apre con una selva di idee che illustrano quella principale posta alla fine, altre volte dopo un giro di pensieri "vaghi ed indistinti" che tengono il lettore sulle spine ecco che erompe improvvisa ed arguta la battuta finale, l'aliquidluminis, il guizzo finale, che illumina il contenuto del carme.

  5. Poesia legata alla realtà. Questa è una delle caratteristiche della poesia epigrammatica che fanno pensare ad un’ispirazione antica da parte dell’autore. Infatti la realtà era una tematica molto cara a Catullo. Entrambi la rappresentano in modo giocoso e beffardo, mordace ed osceno. I loro componimenti si distinguono per la vivace aggressività e per la varietà di metri utilizzati. Marziale nonostante la sua ispirazione, non rimane ancorato al suo maestro, infatti non riprende l’attacco personale sempre presente nelle opere di Catullo.

  6. Ma com'era la vita a Roma al tempo di Marziale? La storia non la fanno solo gli imperatori o i condottieri con le loro guerre o i grandi uomini della politica con le manovre e le congiure: la storia contribuiscono a farla tutti e molte volte un grande evento o una svolta epocale hanno inizio proprio dai mutamenti della società dei quali solo pochi protagonisti si fanno interpreti. Quella moltitudine romana con la sua vita di ogni giorno è la fotografia fedele di un'epoca dalle nefandezze alla grandezza ed è questa l'umanità che Marziale fisserà nei suoi epigrammi.

  7. La grande Roma, caput mundi, dominatrice del mondo, era in realtà una città rumorosa, tumultuosa e contraddittoria: luogo di speculazioni indescrivibili, centro pulsante di vizi e stranezze incredibili, luminosa e sordida, "cenciosa e grandiosa al tempo stesso". Una città assai disordinata, cresciuta troppo in fretta e senza un piano urbanistico razionale: un incendio poteva distruggere in poco tempo interi quartieri, in certe zone ci si doveva inerpicare su e giù per strade strette e tortuose e si avvertiva una situazione di degrado dovuto ad una incuria perdurante da tempo

  8. Ma è soprattutto la donna e la vanità femminile che è messa sotto accusa in una serie infinita di figure femminili dalle quali traspare un certo misoginismo di Marziale: Fabulla, donna bellissima, graziosa e ricca ma che a troppo lodarsi diventa antipatica; “Bella es, novimus, etpuella, verum est, et dives, quisenimpotest negare? Sed cum te nimium, Fabulla, laudas, necdivesneque bella necpuella es.” Che tu sia bella lo sappiamo, che tu sia giovane e che tu sia ricca è vero, chi infatti potrebbe negarlo? Ma quando ti lodi troppo, Fabulla, non sei né ricca né bella né giovane. “Lesbia se iurat gratis numquam esse fututam. Verum est: cumfutuivult, numerare solet.” (Lesbia giura di non aver mai fatto l’amore gratis. Vero: quando vuol far l’amore è solita pagare.)

  9. Denuncia la corruzione del suo tempo Quodclamassemper, quodagentibusobstrepis, Aeli, Non facis hoc gratis: accipis, ut taceas. O Elio, nei tribunali non senza guadagno tu sempre schiamazzi e dai sulla voce agli avvocati: gratis non lo fai, ti pagano, infine, per farti tacere.

  10. XXVIII Hesternofetere mero qui credit Acerram, Fallitur: in lucemsemper Acerra bibit. Sbagli se credi che Acerra puzzi di ieri. Fino al mattino, vino. XXX Chirurgusfuerat, nunc est uispilloDiaulus. Coepit quo poteratclinicus esse modo. Beccaio da chirurgo, ora becchino: Lo stesso banco con un’altra insegna, Diaulo!

  11. Il grande merito di Marziale è aver capito lo spirito dei tempi e le nuove esigenze di un ambiente sociale e culturale che all'epica e alla satira, allora di moda, preferiva un genere letterario più agile e veloce quale è l'epigramma. Marziale era dotato di una sorprendente facilità di versificazione, possedeva una grande capacità di cogliere l'essenziale dei fatti, i caratteri fondamentali delle persone che animavano il suo mondo e di esprimerli in maniera breve, incisiva, fulminea ed elegante. Lo aiutò di sicuro la sua condizione sociale che lo vide sempre a contatto con ambienti di ogni genere e persone d'ogni classe sociale e risultò essere una efficace palestra di esperienze umane. Questo "poeta cliente" che gironzolava notte e giorno per la città imperiale e conosceva le fastosità e i freddi splendori dei palazzi e delle ville signorili. La conoscenza profonda del suo tempo, il sentimento morale che pervade diversi epigrammi, l'intuizione e la spontaneità di espressione possono essere definite le caratteristiche originali della poesia di Marziale che assumerà di volta in volta toni più o meno lirici a seconda dei temi trattati.

  12. Io non ho bisogno di denaro ho bisogno di sentimenti di parole di parole scelte sapientemente di fiori detti pensieri di rose dette presenze di sogni che abitino gli alberi di canzoni che facciano danzare le statue di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti. Ho bisogno di poesia questa magia che brucia la pesantezza delle parole che risveglia le emozioni e dà colori nuovi. Io non ho bisogno di denaro, ALDA MERINI

More Related