1 / 57

Comunicazione e divulgazione scientifica

IL problema della comunicazione e divulgazione scientifica. Interesse per la divulgazione scientifica enormemente cresciuto negli ultimi anni:- Diversificazione crescente tra le varie scienze e settori- Necessit

dafydd
Download Presentation

Comunicazione e divulgazione scientifica

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


    5. Comunicare cosa? Possibili definizioni di scienza tratte da vocabolari della lingua italiana... insieme di conoscenze ordinate e coerenti, organizzate logicamente a partire da principi fissati univocamente e ottenute con metodologie rigorose, secondo criteri propri delle diverse epoche storiche risultato delle operazioni del pensiero, specialmente in quanto oggetto di codificazione sul piano teorico e di applicazione sul piano pratico

    6. Comunicare cosa?

    9. Le conferenze spettacolo: Bernard Palissy (1575-1584) tiene conferenze pubbliche di scienza. E punta 4 volte il prezzo del biglietto qualora le teorie scientifiche sostenute si fossero rivelate errate Esperimenti spettacolari nei salotti e nei gabinetti di curiositŕ Nicolas Lemery (1670) costruisce un vulcano artificiale esplosivo, di grande successo François Rouelle fa dimostrazioni di chimica nei giardini reali, seguite da Diderot, Condorcet, Rousseau. Queste attivitŕ sono elencate anche nelle guide turistiche Jacques de Vaucanson (ca. 1738) e i suoi automi (il flautista, l’anatra, …, la scheda perforata) Forme di comunicazione: La scienza come Show

    11. 1700: popular science: nasce il pubblico, e la distinzione netta fra la categoria degli scienziati e quella della gente comune Joseph de Lalande (1732-1807, catalogo stellare) ferma i passanti sul Pont-Neuf mangiando ragni… e poi tira fuori un cannocchiale. Parigi, 1850-1914: le “veneri anatomiche” e i musei anatomici in cera. Georges Claude (1870-1960, aria liquida, neon) installa nel luna park di Parigi (1910) uno stand intitolato Scientia. Ispirato da Verne, pubblica “L’elettricitŕ alla portata di tutti”: 60.000 copie. La scienza in piazza

    13. I macchinari dietro le quinte all’opera e a teatro, dal 1600 in poi (Charles Babbage) 1700-1800: melodrammi, teatro di strada, poesie scientifiche sui temi piů svariati: il paracadute, l’evoluzione darwiniana, ... Dal 1830: fiabe e vaudeville scientifici. Chiari di luna, fantasmi, cascate di luce, arcobaleni, … Parigi, 1884: Les Invisibles: vengono proiettate su uno schermo immagini dal microscopio, con voce recitante a commento. La scienza a teatro

    14. Popular Science 1799: nasce la Royal Institution (RI), primo laboratorio di ricerca inglese. Uno dei compiti: migliorare la produttivitŕ agricola per i landlords Queste istituzioni diventano subito importanti anche nel ruolo di divulgatori della scienza. La RI fa anche divulgazione: celebri le lezioni spettacolo di Sir Humphry Davy. Alcune erano tanto affollate che la polizia fu costretta a fare il primo piano di gestione del traffico: rendere a senso unico e dimezzare la carreggiata della via antistante. Il successore di Davy nel 1826, come professore di chimica all Royal Institution č Michael Faraday. Celebri le Conferenze del venerdi, o le Conferenze di Natale, rivolte in particolare al pubblico giovanile. La Storia di una candela di Faraday.

    16. All’inizio solo al pubblico di classe media alta, che ci va per divertimento o per cercare di far progredire la propria attivita’ agricola o industriale. Poi anche gli operai diventano un pubblico: vedono nell’acquisizione di competenze tecnico-scientifiche una maniera di migliorare il proprio status e qualificarsi per il nuovo mercato del lavoro, specie in fabbrica o in miniera. Gli utilitaristi pensano che capire un po’ di scienza aiuti a far entrare nella testa dei lavoratori l’idea di un “ordine naturale delle cose” (e della divisione in classi) e favorire la pace sociale. La divulgazione e il pubblico

    17. Inoltre, l’industrializzazione crea un nuovo mercato per l’informazione in generale e per la divulgazione scientifica in particolare: compaiono decine di edizioni popolari di libri di botanica, entomologia, meteorologia, storia naturale, astronomia… Boston: le lezioni pubbliche al Lowell Institute (industriale tessile) attraggono folle oceaniche, sino alla rissa di fronte alla biglietteria. Gli oratori sono pagati profumatamente: vengono i piů celebri, anche da molto lontano. (Louis Agassiz). 1829: Charles Babbage scrive le Riflessioni sul declino della scienza in Inghilterra, e alcune delle sue cause. Viene fondata la British Association for Advancement of Science (BAAS) anche per stimolare l’interesse del pubblico: nel 1831 gli incontri scientifici della BAAS attraggono folle immense.

    18. 1864-1867: Conferenze di Pasteur alla Sorbona Il pendolo di Foucault nel Pantheon di Parigi Le esibizioni misteriose di Nikola Tesla con mantello nero e bacchetta magica contro Edison

    19. Negli Usa proliferano le “societŕ scientifiche”, persino nelle piccole cittadine. Quando il fisico Silvanus Thompson dŕ una lezione a Cardiff, i minatori organizzano treni speciali per andarlo a sentire. Nella prima metŕ del XIX sec., lo scopo č portare alle masse (ma le masse colte e benestanti) la gioia e i benefici morali della conoscenza, rivelare la perfezione dell’agire divino in ogni aspetto della Natura. Poi, anche alle masse povere, specie per mostrare che il mondo č un sistema perfetto, organizzato, e che ogni classe sociale deve stare al suo posto. Nella seconda metŕ del secolo si mostra non tanto la bellezza della Natura attraverso la luce della scienza, quanto la bellezza della scienza stessa. E diventano accessibili al pubblico anche le grandi dispute scientifiche: la guerra fra Huxley (darwinista) e il vescovo Wilberforce finisce sulle vignette dei giornali, come pure la guerra sull’etŕ della Terra fra Lord Kelvin e Darwin.

    22. XIX secolo: la stampa nordamericana accelera i ritmi produttivi e amplia la sua diffusione. Converte di fatto l’informazione in una nuova, straordinaria merce. Domina l’aspetto informativo (anglosassone); l’opinativo (francese), meno vendibile, resta a margine. Presto nasce anche il germe di un giornalismo scientifico: All’inizio le storie di scienza erano scritte dagli scienziati stessi, che in alcuni casi erano anche straordinari divulgatori Per es., le conferenze scientifiche vengono spesso ripubblicate, con grande successo, in inserti speciali dei giornali In seguito diviene necessario non solo trascrivere i discorsi scientifici, ma fare dei veri reportage, raccontare, ... Il giornalismo scientifico

    23. Negli anni ‘90 il New York Times pubblica grandi articoli sulla competizione fra Tesla, Edison e Marconi. La prima prima pagina di scienza (forse): 1896, i raggi X. Iniziano anche le “bufale” scientifiche sui giornali: nel 1835 il New York Sun pubblica una serie di articoli su come John Hershel abbia scoperto unicorni e folletti alati sulla Luna. La bufala si diffonde per il mondo.

    25. Si creava giŕ anche la divisione fra quelli che pensavano che la scienza fosse lě per risolvere tutti i nostri problemi, e quelli che invece sospettavano li causasse. La Grande Guerra palesa drammaticamente questa ambivalenza, con i gas e gli aereoplani... 1919: The Times “Rivoluzione nella scienza - Nuova teoria dell’Universo - Le idee di Newton detronizzate” 1920: Scientific American mette in palio 5000 dollari per un articolo di divulgazione sulla teoria: il giornalismo scientifico č una realtŕ

    26. Mappa riassuntiva della comunicazione della scienza

    27. La comunicazione scientifica e l’informazione: alcuni dati statistici Fonte: Barbara Montolli, Osservatorio permanente sulla comunicazione scientifica attraverso i media, volume I, Ilesis, Ricerca & Formazione per I Sistemi Sanitari, Italpromo Health Group (Roma 2002)

    28. Periodo considerato: dal 15 novembre 2001 al 15 maggio 2002 (per un totale di 6 mesi) Media monitorati: Sono i telegiornali che nel mese di marzo 2001 rappresentavano il 90% dello share nella fascia serale, corrispondente ad un ascolto medio di 22.5 milioni di spettatori

    29. Media monitorati:

    30. Questi quotidiani, insieme, hanno una vendita complessiva di 2.372.000 copie, pari a circa il 50% della diffusione totale dei quotidiani italiani, giornali sportivi compresi

    31. Categorie utilizzate per l’analisi delle notizie scientifiche

    32. Risultati dell’analisi quantitativa In 182 giorni sono stati raccolti: 490 notizie su Telegiornali (su 22.000 trasmesse in 900 tg): 0,5 al giorno per Tg Tempo: 3,5 % del Tg 2273 servizi televisivi nelle trasmissioni dedicate: 2,5 al giorno per rete Tempo: 1,7 % palinsesto 2430 articoli nei quotidiani, di cui 939 articoli negli inserti (su 150.000 pubblicate in 900 edizioni): 2,7 al giorno per quot. Spazio: 1,6 % utile 954 articoli nelle riviste 19 per numero Spazio: 11,3 % utile

    33. Risultati dell’analisi quantitativa per i telegiornali Sono stati analizzati: la presenza delle notizie di scienza nel complesso dei cinque telegiornali valutata ogni giorno la frequenza con cui una notizia di argomento scientifico si trova all’interno di un telegiornale di prima serata in ciascuno dei mesi di osservazione lo spazio dedicato alla scienza all’interno dei telegiornali di prima serata, calcolato come percentuale sulla durata della trasmissione, suddiviso argomento la presenza, mese per mese, delle varie categorie lo spazio dedicato alla scienza all’interno dei telegiornali di prima serata, calcolato come percentuale sulla durata della trasmissione, suddiviso per categorie e per reti la suddivisione nelle categorie e nelle sottocategorie la posizione all’interno del telegiornale

    34.

    38. Risultati dell’analisi quantitativa per le trasmissioni Sono stati analizzati: la frequenza con cui un servizio di argomento scientifico si trova all’interno di una delle trasmissioni monitorate, in ciascuno dei mesi di osservazione lo spazio dedicato alla scienza all’interno delle suddette trasmissioni, calcolato come percentuale sul palinsesto, suddiviso argomento la presenza, mese per mese, delle varie categorie la suddivisione nelle categorie e nelle sottocategorie

    45. Risultati dell’analisi quantitativa per i quotidiani Sono stati analizzati: la presenza delle notizie di scienza nel complesso dei cinque quotidiani, valutata ogni giorno la frequenza con cui una notizia di argomento scientifico si trova all’interno di uno dei quotidiani in ciascuno dei mesi di osservazione lo spazio dedicato alla scienza all’interno dei quotidiani, calcolato come percentuale sull’area utile del quotidiano (senza inserti), suddiviso per argomento la presenza, mese per mese, delle varie categorie lo spazio dedicato alla scienza all’interno dei quotidiani suddiviso argomento e per testata la suddivisione nelle categorie e nelle sottocategorie la posizione all’interno del quotidiano

    46.

    51. Risultati dell’analisi quantitativa per i quotidiani la posizione all’interno del quotidiano

    52. Risultati dell’analisi quantitativa per le riviste Sono stati analizzati: la presenza delle notizie di scienza valutata per ogni numero la frequenza con cui una notizia di argomento scientifico si trova all’interno di una rivista in ciascuno dei mesi di osservazione lo spazio dedicato alla scienza all’interno delle riviste, calcolato come percentuale dello spazio dello spazio occupato rispetto all’area utile (senza pubblicitŕ), suddiviso argomento la suddivisione nelle categorie e nelle sottocategorie

    55. Risultati dell’analisi quantitativa per le riviste la posizione all’interno delle riviste:

    56. Commenti all’analisi quantitativa Ogni media ha messo in evidenza alcune peculiaritŕ: Telegiornali: Presenza massiccia delle notizie di carattere biomedico I principali commentatori alle notizie scientifiche sono: Ministri (della Salute, dell’Ambiente) Alcuni medici (quasi sempre gli stessi) Trasmissioni: Presenza massiccia delle notizie di carattere biomedico Predominanza dei documentari naturalistici Quotidiani: Prevalenza notizie di carattere biomedico 46% schede informative 26% articoli brevi, commenti o interviste (lasciati per lo piů ad esperti esterni al corpo redazionale) 28% articoli lunghi Solo l’8.5% degli articoli viene segnalato in prima pagina (articolo “civetta”) A firmare gli articoli sono quasi sempre gli stessi autori Inserti dei quotidiani: Ricca articolazione degli argomenti Riviste: Presenza massiccia delle notizie di carattere biomedico

    57. Conclusioni dell’analisi Copertura discontinua della scienza nei quotidiani e nei telegiornali (soggetta alle mutevoli vicende dell’attualitŕ politico-economica e dall’altro alla ricerca di novitŕ scientifiche “di impatto”) La comunicazione della scienza, almeno per quanto riguarda quotidiani e telegiornali, č un “argomento residuale”, fortemente condizionato dal funzionamento della macchina dell’informazione, interessata soltanto a notizie positive e rassicuranti, almeno tra una crisi e l’altra. L’idea di scienza che domina sui media italiani č quella di una lista di soluzioni brillanti ad una serie di problemi della vita quotidiana, soluzioni che conducono sempre al miglioramento, al miracolo. Ogni novitŕ (pazientemente costruita dal ricercatore “sulle spalle dei giganti”che lo hanno preceduto) viene invece presentata come un fatto sconosciuto finalmente svelato una volta per tutte.

More Related