Il veneto
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IL VENETO. CLASSE 5 A SCUOLA “PARINI” BORBIAGO. LA BANDIERA DEL VENETO CON GLI STEMMI DELLE PROVINCE VENETE. IL TERRITORIO FISICO DEL VENETO. LA FAUNA DEL VENETO. Nell’area alpina del Veneto è presente un ricco “ catalogo ” faunistico . Vi si

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IL VENETO

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Presentation Transcript


Il veneto

IL VENETO

CLASSE 5 A

SCUOLA “PARINI”

BORBIAGO


La bandiera del veneto con gli stemmi delle province venete

LA BANDIERA DEL VENETO CON GLI STEMMI DELLE PROVINCE VENETE


Il territorio fisico del veneto

IL TERRITORIO FISICO DEL VENETO


La fauna del veneto

LA FAUNA DEL VENETO

Nell’area alpina del Veneto è presente un ricco “catalogo” faunistico. Vi si

trovano,fra gli altri , il camoscio, il cervo, il capriolo, il daino, la martora, la

marmotta,l’ermellino e lalepre. Poi ci sono le aquile reali, i gufi reali, i galli

cedroni, le coturnici, i picchi tridattili, la pernice bianca , che ha

la caratteristica di mutare il piumaggio da grigio e bruno in primavera a

bianco d’inverno. Inoltre, negli ultimi tempi, è stata segnalata la presenza

anche dell’ avvoltoio e persino dell’ orso bruno. Nelle zone lagunari si

trovano moltissime specie di uccelli, soprattutto migratori, come i germani

reali, alzavole, aironi, cigni reali, gruccioni e oche selvatiche. Tra i

rapaci si segnalano le albanelle reali, ifalchi, le poiane. Tra le tante specie

di rettili, nella zona alpina è presente, oltre allavipera comune o aspide e il

marasso, la vipera dal corno e nelle zone paludose lavipera palustre.


L ermellino e la vipera dal corno

L’ERMELLINO E LA VIPERA DAL CORNO


Gli uccelli del veneto

GLI UCCELLI DEL VENETO

IL BECCACCINO USA IL SUO LUNGO BECCO PER FRUGARE TRA IL FANGO DELLE RIVE ALLA

RICERCA DIVERMI.

L’AVOCETTA ,CHE HA IL BECCO RIVOLTO VERSO L’ALTO,CERCA IL SUO “PRANZO”NEL FANGO

DELLE ACQUE,A BASSISSIMA PROFONDITÀ.

I GERMANI REALI GALLEGGIANO SULL’ACQUA IMMERGENDOSI CON LA PARTE ANTERIORE DEL

CORPO E MANTENENDOSI IN EQUILIBRIO CON L’AIUTO DELLA CODA E DELLE ZAMPE.

RACCOLGONO L’ACQUA NEL LORO BECCO A FORMA DI CUCCHIAIO E LA FILTRANO CON I

LORO PICCOLI DENTI,TRATTENENDO IL CIBO.

L’AIRONE CENERINO,IMMERGENDO NELL’ACQUA IL LUNGO COLLO E IL BECCO AFFILATO,PUÒ

PESARE I PESCI DI CUI SI NUTRE IN ACQUE ALTE.

IL TUFFETTO,CHE HA UNA MACCHIA BIANCA SOTTO IL BECCO,COME DICE IL NOME È UN GRAN

TUFFATORE E CATTURA LE SUE PREDE A DUE O TRE METRI DI PROFONDITÀ.

LO SVASSO,L’UCCELLO CON LA CRESTA,INVECE,È UN VERO E PROPRIO SUBACQUEO:PUÒ

IMMERGERSI

FINO AI SEI METRI E OLTRE IL GABBIANO È UN UCCELLO ONNIVORO,CIOÈ MANGIA

QUALUNQUE COSA TROVI SULLA SUPERFICIE DELLA TERRA O DELL’ACQUA.


Ancora fauna

ANCORA FAUNA

BECCACCINO

SVASSO MAGGIORE


Il veneto

FINE

STELLA

AURORA

ALESSANDRO

ELEONORA

LAVORO DI GRUPPO!


Il veneto1

.

SCUOLA G.PARINI

IL VENETO

IL GRUPPO DI : ELENA , ALICE , SIMONE DELLA 5^ A


La flora veneta

LA FLORA VENETA

La flora della Laguna Veneta è presente in forme molto diverse, in relazione alla salinità

delle acque, alla loro profondità e dell’entità dell’azione di marea. Nelle zone di barena ,

uno degli ambienti più caratteristici della Laguna Veneta, è una vegetazione di tipo

alofilo o amante del sale. Questa è costituita da piante che hanno sviluppato la capacità

di crescere in terreni asfittici, intrisi di sale, utilizzando diverse strategie di sopravvivenza :

possono accumulare sali all’interno delle loro cellule come la Salsola, o la Salicornia

oppure possono espellere i sali in eccesso attraverso le cellule delle foglie come il

Limonium.Le diverse associazioni vegetali che si possono trovare in barena sono

direttamente legate alle diverse condizioni di Salinità e d’umidità del terreno .

l’associazione a Limonietum, infatti prevale nelle zone centrali della barena , dove

l’acqua ristagna e la salinità è molto elevata ,mentre nelle zone molto umide , ma poco

Salate , diffusa , è l’ associazione a Juncetummaritimi.


I tipi di piante

I tipi di piante :

SALICORNIA:le salicornie , come dice il nome , contengono molti sali minerali come iodio e bromo , sono per questo utilizzate in farmacia per il loro effetto calmante e nelle cure degli ipotiroidei . Ricche di vitamina C sono state utilizzate fin dai Vichinghi . Sono considerate piane pioniere in quanto colonizzano ambienti proibitivi per altre piante . Presentano foglie carnose appressate le une alle altre . In autunno assumono una forte colorazione rossastra .

SALSOLA SODA :Pianta annuale con foglie carnose cilindriche appuntite disposte lungo il fusto . Un tempo si coltivava per estrarre dalle sue ceneri la soda , utilizzata nell’industria vetraria .

LIMONIUM :Pianta perenne alta dai 30 ai 50 cm , foglie basali disposte a rosetta , fiori piccoli violacei disposti a pannocchia , con fioritura verso giugno . I fiori , una volta raccolti , mantengono nel tempo il loro aspetto. Attualmente il Limonium occupa gran parte della barena a causa dell’aumento della salinità delle acque della Laguna .


Il veneto

IRIS O GIAGGOLO : Pianta erbacea , che cresce in prossiità dei fossi , al margine di paludi e anche in prati periodicamente allagati . Il fiore è di colore giallo e fiorisce in aprile – giugno , dotato di rizoma sotterraneo che manifesta la proprietà di trattenere metalli pesanti presenti nelle acque .

ASTER: Pianta biennale alta 30 cm , presenta foglie carnose a rosetta vicino al terreno , i fiori sono disposti a capolino di colore azzurro ; fiorisce in autunno .

BIANCOSPINO: e’un arbusto spinoso che può raggiungere i 12 m di altezza . I fiori , bianchi , a ombrello e profumati , hanno un diametro di circa 1 cm . I frutti , ovali sono rossi e contengono un nocciolo . Le foglie ,a forma di rombo seghettate , sono lunghe da 2 a 4 cm .

PRIMULA:erbacea perenne con fiori a gambo corto e cinque petali di svariato colore:bianco , giallo , rosso , blu . Assume invariabilmente il portamento a cuscino .


Il veneto

LIGUSTRO: Pianta con foglie coriacee , a margine intere con lembi rivolti verso l’alto . Infiorescenze a pannocchia con fiorellini bianchi a quattro petali . Fioritura estiva con bacche nere di maturazione .

OLMO BIANCO: Pianta che predilige i terreni umidi e pianeggianti , meglio se argillosa e ben soleggiati . L’apparato radicale genera i numerosi palloni che spesso fanno assumere all’ olmo l’aspetto cespugliosi .

ONTANO BIANCO:Può raggiungere i 30 metri e presenta la chioma ricca , slanciata , di colore verde – grigio . Popola soprattutto la fascia montana e subalpina con fitti boschetti , prediligendo le rive d’acqua .

ONTANO NERO: nonostante raggiunga con facilità i 15 metri dall’altezza

Presenta spesso un aspetto arbustivo. Tronco eretto con corteccia da bruno scura a nera e solcata.Chioma rada,a forma piramidale con fogliame deciduo.

ROBINIA: Pianta molto adattabile a qualsiasi tipo di terreno purchèben drenato e preferibilmente acido.Spesso utilizzata per il consolidamento di aree franose . Tronco con corteccia a grana grossa di colore giallo , verde , bruno fiore a grappolo commestibili .


Il veneto

SALICE BIANCO: Noto anche col nome di salice piangente per la bella chioma ricurva,ha foglie lunghe , dentate e ricoperte di peluria.Ama i terreni umidi e in particolare le rive dei fiumi.

PIOPPO BIANCO:Supera con facilità i 35 metri e si distingue per ilportamento eretto . Tronco robusto con corteccia inizialmente liscia , argenteo verdastra e via via rugosa , solcata e nerastra dalla base . Chioma arrotondata con foglie decidue , munite di picciolo , con lamina ovata o palmata a cinque lobi .


Le province del veneto

Le province del Veneto

Venezia

“Le case di Venezia sono edifici che rimpiangono di non essere barche “

diceva con una bella immagine poetica lo scrittore francese Paul Morand .

Venezia e i suoi contatti con l’ Oriente, con Bisanzio, con l’ Europa

occidentale . Venezia nel Rinascimento , potenza economica , patria di

grandi artisti, letterati , studiosi delle più diverse discipline . Tutte queste

cose hanno lasciato inestimabili tesori per l’intera umanità .

Vogliamo elencare qualcuno di questi tesori ? Beh , solo qualcuno ,perché per

elencarli tutti sarebbe troppo lunga la storia . A Venezia non bisogna

perdersi : la Basilica di S.Marco e la sua meravigliosa piazza , le basiliche

gotiche di Santa Maria Gloriosa e SS . Giovanni e Paolo , il Palazzo Ducale , la

Cà d’Oro sul Canal Grande , e se avete ancora un po’ di tempo , la Galleria

dell’ Accademia , il Museo Correr , dove si possono ammirare dipinti del

Rinascimento veneto , la Galleria Franchetti alla Cà d’Oro di Mantegna ,

Bellini , Carpaccio e Tiziano .


Belluno

Belluno

Si dice che il nome di Belluno deriva dalle parole celtiche belodunum,

“città splendente “ . Un nome appropriato visto che , oltre a conservare

tante importanti opere architettoniche e artistiche , d’epoca romana ,

medioevali , rinascimentali ,barocche, la città è “ incastonata “ tra le Alpi , il

Piave e la Pianura . Sorge su una sorta di terrazzo, sul lato destro del Piave ,

nel punto in cui vi confluisce il torrente Ardo . Antico insediamento

paleoveneto, nel I secolo divenne municipio romano , e come molte altre

città del Veneto venne ripetutamente devastate dai barbari . E fu sotto il

dominio dei Longobardi nel IV secolo e quindi dei Franchi nel’VIII . Feudo

vescovile nel X secolo. Nel 1404 divenne libero Comune e passò sotto

l’influenza veneziana . Nel 1797 fu ceduta, come tutto il Veneto, all’Austria.

Nel1866 entrò a far parte del Regno d’Italia. Economicamente molto

sviluppata , le sue industrie, medie e piccole, operano soprattutto nei settori

meccanico, elettromeccanico,tessile, l’abbigliamento e della lavorazione

del legno.


Padova

Padova

Di origine antichissima ( vi sono testimonianze di un insediamento che

risale al ix secolo a.C .) Padova sorse sul fiume Brenta che però, in seguito

a disastrose alluvioni, nell’Alto Medioevo deviò il proprio corso lasciandolo

occupare dalle acque del Bacchiglione . Nel II secolo a.C. la città entrò in

contatto con i romani e nel 49 a.C. divenne municipio romano . Saccheggiata

e devastata ripetutamente da Unni e Longobardi , rifiorì nell’VIII sotto il

dominio dei Franchi . Nel 1138 divenne libero Comune . Dopo il dominio di

Ezelino da Romano e dei da Carrara , nel 1405 passò sotto il dominio di

Venezia . Sede di una delle più antiche università d’Europa ( 1222 ) , Padova

è una delle città venete più ricche di testimonianze storiche e artistiche .

Abbiamo già parlato dei famosissimi affreschi di Giotto nella Cappella degli

Scrovegni , ma non meno famosa è la Basilica si trova un vero capolavoro : i

monumento equestre di Donatello , che celebra il condottiero Erasmo da

Nardi , detto il “ Gattamelata “ . Sostenuta da una fiorente economia ,

Padova è anche centro di importanti attività culturali .


Rovigo

ROVIGO

Le sue origini risalgono alla costruzione di un castello, voluto dal

vescovo di Adria nel 920 , all’interno di un modesto insediamento

preesistente . Possesso della casa d’Este , alla fine del quattrocento

passò ai veneziani . Dal 1815 al 1866 fu sotto la dominazione

austriaca . Capoluogo del Polesine , situata tra il Po e l’Adige , Rovigo

non ha certo conosciuto i fasti e la ricchezza di altre città venete. Tutta-

via , oltre a conservare interessanti monumenti e opere d’arte

(ricordiamo ,ad esempio,la Pinacoteca che custodisce opere di Bellini e

Tiepolo) , Rovigo ha saputo conquistare nel tempo una notevole

importanza economica , soprattutto in campo industriale , agricolo e

commerciale .


Treviso

TREVISO

Sorta alla confluenza del Botteniga nel Sile , da un primo insediamento

dell’Età del Bronzo , Treviso , Tarvisiumper i Romani , si ampliò in Età

augustea . Fu ducato longobardo nell’VIII secolo e libero Comune nel XII ,

quindi signoria sotto i da Romano , i da Camino e gli Scaligeri . Nel 1339 passò

sotto il controllo di Venezia . Nel 1866 fu annessa al Regno d’Italia .

Nonostante un devastante bombardamento aereo durante la Seconda Guerra

Mondiale , la città conserva ancora importanti resti del passato e oggi le sue

piccole e medie industrie , associate a un ulteriore impulso delle attività

agricole , fanno di questo capoluogo uno dei centri veneti più sviluppati .


Verona

VERONA

Situata allo sbocco della Val d’Adige , è attraversata dall’omonimo

fiume. Si hanno notizie di un certo abitato nel IV secolo a.C. ma

sembra che questo sia sorto su un nucleo più antico. La sua storia è

complessa e affascinante: Ostrogoti e Longobardi ne fanno una delle

città capitali; devastata dagli Ungari nel 933, nel 1136 è libero Comune;

nel 1226 ne diventa signore Ezzelino da Romano e nel 1260 gli

Scaligeri; quindi fu la volta dei Visconti e dal 1405 del governo

veneziano . Dal trattato diCampoformio (1797) passa sotto l’Austria,

infine nel 1866 entra nel Regno d’Italia. Verona è, per importanza

economica, la seconda città del Veneto. Un’importanza che riguarda

anche la bellezza dei suoi palazzi, delle sue chiese , piazze e strade:

dalla spettacolare arena romana ,alle torri medioevali , dai palazzi

rinascimentali , alle chiese romaniche e gotiche.


Vicenza

VICENZA

Vicetia, dal latino vicus , villaggio : questa è l’origine del nome di Vicenza .

Sorta in epoca pale-oveneta alla confluenza dei fiumi Retrone e Bacchiglione , ai

piedi dei monti Berici , nel 49 a.C. ottiene per i suoi abitanti la cittàdinanza

romana . Dopo aver subito numerose invasioni barbariche , venne occupata dai

Longobardi e poi dai Franchi . Libero Comune nel 1164 , subì il dominio dei

da Romano , degli Scaligeri , dei Visconti e infine di Venezia . Con il trattato di

Campoformio passò all’Austria . Dopo aver fatto parte del Regno Italico , ritornò

sotto il dominio austriaco , contro il quale nel 1848 si ribellò eroicamente ma a cui

dovette arrendersi . Nel 1866 entrò a far parte nel Regno d’Italia . Vicenza è un

importante centro industriale e commerciale in vari settori , come quello del tessile ,

dell’oreficeria , della lavorazione del cuoio e dell’attività tipografica . L’antico

villaggio paleovenetosi è trasformato nei secoli in una città bellissima in cui

possiamo leggere l’evolversi della storia impressa nella sua struttura , nelle sue pietre

e mattoni . Infatti Vicenza , chiamata anche “ Venezia di Terraferma “ , è famosa

per le opere architettoniche di Andrea Palladio , che si inseriscono con meravigliosa

Armonia nell’antico centro medioevale .


Ora parliamo dei musicisti veneti

Ora parliamo dei musicisti veneti


I musicisti del veneto

I MUSICISTI DEL VENETO

  • Tommaso Albinoni(Venezia,1671-1751)compositore e violinista.

  • Antonio Vivaldi(Venezia,1678-Vienna,1741),compositore e violinista veneziano.

  • BaldassareGaluppi(Burano,1706-Venezia,1785),compositore e organista.

  • Antonio Salieri (Legnago,1750-Vienna,1825),compositore.

  • Luigi Nono (Venezia 1924-1990),compositore di musica contemporanea.

  • Giuseppe Sinopoli(Venezia,1946-Berlino,2001),direttore d’orchestra, compositore.

  • Mario Brunello (Castelfranco Veneto,1960),violoncellista italiano.

  • Rondò Veneziano,ensemble musicale italiano che compendia la musica barocca da camera e le sonorità della musica pop e rock.


Antonio vivaldi

ANTONIO VIVALDI

Antonio Vivaldi è nato a Venezia ed è stato un compositore e violinista

italiano.

Detto il Prete Rosso per il colore dei suoi capelli, fu uno dei violinisti più

virtuosi del suo tempo e uno dei più grandi compositori di musica barocca.

Antonio Vivaldi contribuì significativamente allo sviluppo del concerto,

soprattutto solistico, genere iniziato da Giuseppe Torelli e della tecnica del

violino e dell’orchestrazione. Non trascurò inoltre l’opera lirica.

Vastissima la sua opera compositiva che comprende inoltre numerosi

concerti, sonate e brani di musica sacra. Le sue composizioni più note

sono i quattro concerti per violino conosciuti come le quattro stagioni

che noi abbiamo ascoltato a scuola.


Antonio vivaldi1

ANTONIO VIVALDI


I monumenti di venezia

I MONUMENTIDIVENEZIA

IL GRUPPO DI :

CHIARA, MARTA,

THOMAS E CHANTAL


Il palazzo ducale

Il palazzo ducale

  • IL PALAZZO DUCALE E’ L’ ESEMPIO PIU ‘ BELLO DELL’ ARCHITETTURA GOTICA VENEZIANA, DI FORME ELEGANTI E LEGGERE E’ RICOPERTO DI MARMI BIANCHI E ROSA . FU COSTRUITO FRA IL 1309 E IL 1442 COME SEDE DEL DOGE E DEL PARLAMENTO.

  • OGGI PER ENTRARE NEL PALAZZO DUCALE SI PASSA DALLA RIVA DEGLI SCHIAVONI, MENTRE UN TEMPO SI ATTRAVERSAVA LA PORTA DELLA CARTA(L’INGRESSO D’ ONORE)DA CUI SI ENTRAVA NELLO SPLENDIDO CORTILE PER POI SALIRE,ATTRAVERSO LA SCALA DEI GIGANTI (DETTA COSI’ PER LE DUE GRANDI STATUE DI MERCURIO E NETTUNO CHE LA CHIUDONO)E LA SCALA

  • D’ORO, ALL’APPARTAMENTO DUCALE E ALLA SCALA DEL MAGGIOR CONSIGLIO. QUESTA SALA E’ IMMENSA:MISURA QUASI 25m DI LARGHEZZA, 53 DI LUNGHEZZA ED E’ ALTA PIU’ DI 11METRI. SU UNA DELLE PARETI SI TROVA IL QUADRO PIU’ GRANDE DEL MONDO(METRI 22 X 7 )DIPINTO TINTORETTO E RAFFIGURANTE IL PARDISO.


La struttura della basilica di san marco

LA STRUTTURA DELLA BASILICA DISAN MARCO

E’ VISIBILE LA SEQUENZA DI CUPOLE E VOLTE CHE

CARATTERIZZANO LE TRE NAVATE. AL DI SOPRA

DELLE COLONNE CHE DIVIDONO LE NAVATE

LATERALI ERANO RICAVATI I MATRONEI, ANTICA-

MENTE USATI PER OSPITARE LE DONNE DURANTE LE

FUNZIONI . GIA’ NEL XII SECOLO,DOPO L’ INCENDIO

DEL 1145, UNA GRAN PARTE DEI MATRONEI FU

ELIMINATA E RIDOTTA AL SOLO CAMMINAMENTO

ATTUALE . NEL XIII SECOLO, DOPO ULTERIORI

INCENDI VENNERO ELIMINATI ANCHE GLI ALTRI.


I mosaici

I mosaici

LA BASILICA DI SAN MARCO E’ UN IMPONETE E RICCHISSIMA

COSTRUZIONE ISPIRATA ALL’ ARTE BIZANTINA,DECORATA DA PREZIOSI

MOSAICI E SORMONTATA DA CINQUE CUPOLE.

PRECEDUTO DA UN ATRIO RICOPERTO DI MARMI E DI MOSAICI MULTI

COLORI RAFFIGURANTI LE STORIE DELLA BIBBIA, L’INTERNO DELLA

BASILICA È ABBAGLIATA DAL FULGORE DORATO DEGLI INFINITI

MOSAICI CHE RIVESTONO LE SUE PARETI,LE VOLTE E LE CAVITA’

DELLE CINQUE CUPOLE SOSTENUTE DA PODEROSI ARCONI. PERFINO

IL PAVIMENTO E’ TUTTO A MOSAICI. UNA RICCA COLLEZIONEDI STATUE

E DI RILIEVI MARMOREI COMPLETA LA STRAORDINARIA DECORAZIONE

INTERNA . LA BASILICA DI SAN MARCO FU COSTRUITA INTORNO

ALL’ANNO MILLE PER CUSTODIRVI IL CORPO DELL’EVANGELISTA

MARCO .


La piazza san marco

LA PIAZZA SAN MARCO

  • La piazza san marco e’ chiusa su tre lati delle Procuratie,lunghi palazzi sostenuti da grandi portici,dove avevano sede i procuratori di SAN MARCO la piu’ alta magistratura dell’antica repubblica.

  • A nord le Procuratie vecchie, a sud quelle nuove e a ovest le nuovissime o napoleoniche, aggiunte solo nel 1810 . Il lato est della piazza e’ dominato dalla splendida basilica di SAN MARCO. Sotto i portici si trova eleganti negozi e famosi,antichi caffe’.


Campanile di san marco

Campanile di San Marco..

  • Il campanile di San Marco svetta isolato nella piazza, poiché venne eretto sul sito di un'antica torre di avvistamento la cui fondazione sembra risalire al IX secolo. Il campanile, più volte ristrutturato nel corso dei secoli, crollò nel 1902. L'attuale struttura risale all'opera di ricostruzione di Luca Beltrami, avvenuta tra il 1903 e il 1912.


I ponti

I PONTI

ORA VI PARLEREMO DEI

PONTI CHE POSSIAMO TROVARE A VENEZIA


Il ponte di rialto

IL PONTE DI RIALTO

Il Ponte di Rialto, costruito tra il 1588 e il 1591 per sostituire un precedente ponte in legno, fu per lungo tempo il centro della finanza e del commercio cittadini: sotto le sue doppie arcate coperte si trovavano laboratori, botteghe, banchi pubblici e privati, e le magistrature legate alle attività economiche. Rialto è collegato a San Marco, cuore politico e religioso della città, dall'antico percorso delle Mercerie, che conduce in piazza San Marco attraverso la Torre dell’Orologio.


Il ponte di rialto1

IL PONTE DI RIALTO


Ponte dei sospiri

PONTE DEI SOSPIRI

Il PONTE DEI SOSPIRI FU COSTRUITO NEL 600

PER UNIRE GLI UFFICI DEL TRIBUNALE DEL

PALAZZO DUCALE ALLE PRIGIONI NUOVE

DOVE VENIVANO RINCHIUSI I DETENUTI IN

ATTESA DI GIUDIZIO. PER I SUOI STRETTI

CORRIDORI PASSAVANO I PRIGIONIERI E I

LORO SOSPIRI HANNO DATO IL NOME AL

PONTE.


Storia dell arte del vetro

STORIA DELL’ ARTE DEL VETRO

La storia del vetro di Murano nasce nel 1291 quando si decretò che le vetrerie di Venezia, attive probabilmente già prima del mille, fossero trasferite a Murano dal momento che i forni dei laboratori erano spesso responsabili di disastrosi incendi,che divenivano particolarmente gravi perché all’epoca le costruzioni erano principalmente il legno. Solo i mastri vetrai, fra i non nobili, potevano sposare figlie di patrizi. La Repubblica infatti ,emanò un decreto, in seguito ai disordini avvenuti nel Maggior Consiglio di Murano, che dichiarava cittadini muranesi solamente coloro i quali fossero nati nell’ isola o avessero acquistato i mobili nella stessa .


Il vetro

Il vetro

  • La tecnica della soffiatura trasforma una massa di vetro fuso, senza forma, in un oggetto delicato e trasparente. Utilizzando un tubo di ferro, detto "canna", l'artigiano preleva dal forno a crogiolo la quantità di vetro fuso sufficiente alla formatura. Poiché il materiale è allo stato pastoso, la porzione prelevata assume l'aspetto di una grossolana goccia, detta bolo o pera. Il bolo appena tolto dalla padella è troppo fluido e tende a colare; per questo viene parzialmente raffreddato facendolo rotolare su una piastra metallica. Questa operazione serve anche a dare al bolo una forma cilindrica. Il soffiatore pone poi la canna in posizione verticale e comincia a insufflare aria dentro il bolo, che gradualmente si gonfia mentre le pareti dell'oggetto in formazione si assottigliano.


Fabbricazione del vetro

FABBRICAZIONE DEL VETRO

  • Le materie prime vengono introdotte in un forno continuo alimentato a gas o nafta. La miscela comincia a fondere intorno ai 1.500 °C, poi procede verso la zona di raffreddamento, dove si svolge la fase di affinazione (eliminazione delle bolle, eventuale decolorazione), alla temperatura di 800-1.200 °C. La pasta di vetro così ottenuta può essere sagomata.


Soffiatura del vetro

Soffiatura del vetro

Questa immagine rappresenta un mastro vetraio mentre sta creando una scultura di vetro.


L arte

L’ ARTE

Da sempre gli uomini hanno voluto lasciare testimonianza di loro stessi, della loro vita, dei loro sentimenti attraverso la creatività, cioè attraverso l’arte. Di questi ci sono le incisioni rupestri, verso la fine 7 secolo gli artisti introdussero la figura umana,animali e complessi motivi decorativi . Il contatto con la civiltà romana portò a una maggiore abilità nella architettura come l’arena di Verona.La caduta del Impero romano fece si che il Veneto entrasse in contatto con altri popoli e culture diverse.


I piatti tipici del veneto

I PIATTI TIPICI DEL VENETO


Omelette con gamberi

OMELETTE CON GAMBERI

TRA TUTTI I PIATTI TIPICI DEL VENETO ORA VE NE

RAPPRESENTIAMO UNO: OMELETTE CON GAMBERI

QUESTO PIATTO E’ MOLTO COMODO E SEMPLICE DA PREPARARE .

GLI INGREDIENTI SONO:

  • 125 g DI GAMBERI

  • 65 g DI BURRO

  • 3 cl DI BISQUE DI GAMBERI

  • SALE PER L’OMELETTE

  • 3 UOVA

  • SALE E PEPE BIANCO

    (RICETTA PER 1 PERSONA )


Come preparare omelette con gamberi

COME PREPARARE OMELETTE CON GAMBERI

PRIVARE I GAMERI DEL CARAPACE ,ELIMINARE IL FILO INTESTINALE E CUOCERNE LE

CODE NEL BURRO ,SALANDOLE LEGGERMENTE. VERSARNE LE UOVA IN UNA TERRINA ,

SBATTERLE QUANTO BASTA PERCHE’ GLI ALBUMI SI MESCOLINO CON I TUORLI,

QUINDI AGIUNGERE 20g DI BURRO A FIOCHETTI PER DARE MAGGIOR CREMOSITA’

ALLA PRAPARAZIONE E CONDIRLE CON IL PEPE E LE 3 PRESE DI SALE. IN UNA PADELLA

A SPONDA CURVA FONDERE IL RIMANENTE BURRO E QUANDO E’ CALDISSIMO

VERSANI LE UOVA MESCOLANDONE CON UNA MANO SERVENDOSI DI UNA

FORCHETTA , E IMPRIMENDO CON L’ALTRA MANO UN MUOVIMENTO RITMICO

(AVENTI E INDIETRO) AL RECIPIENTE. ALZARE IL MANICO DELLA PADELLA E FAR

SCIVOLARE L ‘ OMELETTE CONTRO LA PARETE OPPOSTA IN MODO CHE SI PIEGHI ;

ALZARE CON LA FORCHETTA IL LEMBO RIMASTO AL CENTRO , RIPIEGARLO SU SE

STESSO , QUINDI COMPLETARE L’ARROTOLAMENTO ROVESCIANTO L’OMELETTE IN UN

PIATTO E INCIDERLA NEL SENSO DELLA LUNGHEZZA. ADAGIARE SOPRA L’INCISIONE E

E GAMBERI E VERSARE LA BISQUE ACCANTO A L’OMELETTE.


Granseole alla veneziana

GRANSEOLE ALLA VENEZIANA

QUESTO PIATTO E UN PIATTO TIPICO DI VENEZIA GLI INGREDIENTI SONO QUESTI:

  • 40 g DI MAIONESE

  • 4 GRANSEOLE DI MEDIA GRANDEZZA

  • UN CUCCIAIO DI ERBE TRITATE ( DRANGONCELLO , ERBA CIPOLLINA, SERFOGLIO, PREZZEMOLO)

  • OTTO FOGLIE DI CUOR DI LATTUGA

  • SALE E PEPE BIANCO

    (RICETTA PER 4 PERSONE)

    PULIRE SPAZZOLANDO CON CURA LE GRANSEOLE IN ACQUA CORRENTE, QUINDICUOCERLE IN ACQUA SALATA BOLLENTE PER 6-7 MINUTI. SPEGNERE LA FIAMMA E LASCIARLE INTIEPIDIRE , QUINDI SGOCCIOLARLE , STACCARNE LE ZAMPE E LE CHELE . INSERIRE LA PUNTA DI UN COLLTELLO NEL CARAPACE E FARE LEVA IN PROSSIMITA’ DEGLI OCCHI QUINDI ROMPERE LA PARTE INFERIORE DEL GUSCIO PER ESTRARNE LE CARNI INSIEME CON IL CORALLO E UNIRLE A QUELLERICAVATE DALLE ZAMPE E DALLE CHELE CONDIRE CON LE CHELE. CONDIRE CON LE ERBE ,IL PEPE E LA MAIONESE E MESCOLARLE. REGOLARE L’APERTURA DEI CARAPACI SUPERIORI , FODERARLI INTERNAMENTE CON LE FOGLIE DI LATTUGA LAVATE E ASCIUGATE E RIEMPIRLI CON LA FARCIA OTTENUTA.


Ecco la granseola pronta

ECCO LA GRANSEOLA PRONTA!


Insalata di bigoli ai frutti di mare

INSALATA DI BIGOLI AI FRUTTI DI MARE

INGREDIENTI SONO :

  • 280g DI BIGOLI

  • 200 g DI VONGOLE VERACI

  • 200g DI FASOLARI

  • 200g DI COZZE

  • 200g DI TARTUFFO DI MARE

  • 200g DI CANNOLICHI

  • 2 CUCCHIAI DI OLIO D’ OLIVA

  • 1 CUCCHIAIO DI PREZZEMOLO TRITATO

  • SALE

    (PER 4 PERSONE ) DOPO AVER SPAZZOLATO I GUSCI, METTERE I FRUTTI DI MARE A SPURGARE

    IN ACQUA SALATA .APRIRLI RACCOGLIENDO PARTE DELLA LORO ACQUA ,RIUNIRE I MOLLUSCHI

    IN UN PIATTO FONDO QUINDI FILTRARNE L’ACQUA TENUTA DA PARTE E FARLA RESTRINGERE .

    LASCIARLA FAFFREDDARE ,QUINDI EMULSIONARLA CON UN CUCCHIAIO D ’OLIO ,VERSARLA SUI

    FRUTTI DI MARE INSIEME CON IL PREZZEMOLO E MESOARE .CUOCERE I BIGOLI IN ACQUA

    SALATA,SCOLARLI ,RAFFREDDARLI NELL’ ACQUA CRRENTE,CONDIRLI CON L’ OLIO RIMASTO E

    AGGIUNGERVI I FRUTTI DI MARE .MESCOLARE NUOVAMENTE E DISTRIBUIRE NEI PIATTI.


Tagliatelle asparagi e scampi

TAGLIATELLE, ASPARAGI E SCAMPI

GLI INGREDENTI SONO :

  • 320 gDI TAGLIATELLE

  • 20 ASPARAGI

  • 240 gDI CODE DI SCAMPI

  • 40 gDI BURRO

  • UN CUCCHIAIO DI SCALOGNO TRITATO

  • SALE E PEPE

    (PER 4 PERSONE )

    PULIRE GLI ASPARAGI TENENDONE LA PUNTA TRA IL POLLICE E L’INDICE E

    PELANDOLI CON IL PELAPATATE. TAGLIARLI A RONDELLE DI 2 MILLIMETRI CIRCA

    DI SPESSORE IN UNA PADELLA CAPACE. FARLI SALTARE CON IL BURRO E LO

    SCALOGNO, UNIRE LE CODE DI SCAMPI PULITE , SALARE PREPARARE. FAR

    CUOCERE LE TAGLIATELLE IN ABBONDANTE ACQUA SALATA ; SCOLARLE E

    AGGIUNGERLE AGLI ASPARAGI E AGLI SCAMPI. FAR SALTARE GLI INGREDIENTI

    IN PADELLA E DISPORRE IN PIATTI CALDI.


Garganelli allo speck

GARGANELLI ALLO SPECK

  • 40g DI BURRO

  • UNA CIPOLLA BIANCA ,TRITATA

  • 120g DI SPECK TAGLIATO A JULIENNE

  • 350g DI GARGANELLI ( PASTA ALL’ UOVO TIPO PENNE)

  • SALE

    IN UNA PADELLA FATE SCIOGLIERE META’ DEL BURRO E ROSOLATEVI LA CIPOLLA PER

    CIRCA 10 MINUTI A PARTE SALTATE NEL RIMANENTE BURRO LO SPECK PER POCHI

    SECONDI FINO A QUANDO RISULTA CROCCANTE .

    UNITELO ALLA CIPOLLA CUOCETE I GARGANELLI IN ACQUA ABBONDANTE BOLLENTE

    SALATA,POI SCOLLATELI BENE AL DENTE , UNITELI AL SUGO E COMPLETATE LA

    COTTURA IN PADELLA UNENDO 5 CUCCHIAI DELL’ACQUA DI COTTURA.


Fritole de pomi

FRITOLE DE POMI

INGRIEDENTI :

  • 100 g DI FARINA BIANCA 00

  • 25 g DI ZUCCHERO SEMOLATO

  • MELE RANETTE

  • UN UOVO

  • VINO BIANCO

  • LATTE

  • SALE

  • MARMELLATA DI MIRTILLI

  • OLIO PER FRIGGERE

    PELAT E E AFFETTATE LE MELE A DISCHETTI DELLO SPESSORE DI UNA MONETA DA 1 EURO. PREPARATE UNA

    PASTELLA PIUTOSTO FLUIDA CON LA FARINA , POCO LATTE , E UN PIZZICO DI SALE. IMMERGETE LE FETTINE

    DI MELA NELLA PASTELLA E FRIGGETELE NELL’OLIO BOLLENTE ,QUANDO LE “FRITOLE” SARANNO PRONTE,

    TOGLIETELE E PASSATELE SU CARTA ASSORBENTE DA CUCINA . SERVITELE SUBITO CON LA SALSA I MIRTILLI

    PREPARATA SCALDANDO SUL FUOCO LA MARMELLATA DILUITA CON UN PO’ DI VINO BIANCO .


Lavoro di gruppo

LAVORO DI GRUPPO

GIULIA

LINDA1

LINDA2

JACOPO


Il veneto

fine


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