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Prof. Elio Desimoni

CHIMICA ANALITICA Analisi Strumentale (II a parte). Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari. Prof. Elio Desimoni. 1.

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  1. CHIMICA ANALITICA Analisi Strumentale (IIa parte) Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari Prof. Elio Desimoni 1

  2. SPETTROSCOPIA ATOMICA – 24A: Origine degli spettri atomici;24B: Spettroscopia atomica basata sull’atomizzazione con fiamma; 24C: Spettroscopia atomica con atomizzatori elettrotermici; 24D: Metodi di emissione atomica basati su sorgenti a plasma. INTRODUZIONE AI METODI CROMATOGRAFICI – 26A: Descrizione generale della cromatografia; 26B: Velocità di migrazione dei soluti; 26C: efficienza delle colonne cromatografiche; 26D: risoluzione di una colonna; 26E: Applicazioni della cromatografia. APPLICAZIONI DELLA CROMATOGRAFIA – 27A: Cromatografia gas-liquido; 27B: Cromatografia liquida ad alta efficienza. SELEZIONE DEI METODI DI ANALISI – Leggere e memorizzare le possibili applicazioni. Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari 2

  3. Capitolo 24 SPETTROSCOPIA ATOMICA Capitolo 26 INTRODUZIONE AI METODI CROMATOGRAFICI Capitolo 27 APPLICAZIONI DELLA CROMATOGRAFIA Capitolo 29 SELEZIONE DEI METODI DI ANALISI Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari 3

  4. CAPITOLO 24 – SPETTROSCOPIA ATOMICA Livelli energetici possibili per un atomo. Livelli energetici possibili per una molecola Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari p. 476 In spettroscopia atomica l’analita è presente sotto forma di nube atomica. Essendo impossibili vibrazioni e rotazioni, lo spettro atomico è a righe, non a bande (una banda è l’inviluppo di numerosissime righe). 4

  5. Spettro di assorbimento di atomi di silicio nell’intervallo 250 – 253 nm. Spettro di assorbimento del permanganato nell’intervallo 450 – 650 nm. Spettri atomici – a righe, e spettri molecolari - a bande Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari 5

  6. p. 477 Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari 6

  7. Atomizzazione in fiamma p. 479 Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari 7

  8. p. 479 Bruciatori a flusso laminare Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari 8

  9. Si ricordi l’eq. di Boltzmann: p. 481 Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari in cui n1 e n0 sono il numero di particelle negli stati E1 e E0, cost è una costante dipendente dai livelli coinvolti nella transizione, k = 1,38.10-23 J/°K è la costante di Boltzmann e T la temperatura assoluta. Il controllo della temperatura della fiamma è fondamentale al fine di ottimizzare la misurazione. A 2500°C, un aumento di 10°C aumenta del 3% il numero di atomi di Na aventi l’elettrone ottico nello stato 3p. Parallelamente, il numero di atomi di Na con l’elettrone nello stato fondamentale (3s) diminuisce dello 0,002%. Il controllo della temperatura è più importante in assorbimento o in emissione? 9

  10. Gli spettri di emissione in fiamma sono più ricchi di righe di quelli di assorbimento. p. 483 Si noti il contributo spettrale (a bande) del radicale MgOH. L’assorbimento da parte di specie atomiche, a righe, è detto specifico. L’assorbimento da parte di specie molecolari o radicaliche, a bande, è un assorbimento aspecifico. Quest’ultimo può essere eliminato mediante opportuni accorgimenti sperimentali (sottrazione del background). Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari 10

  11. 1,0 nm Spettroscopia di assorbimento atomico in fiamma Nella spettofotometria UV-VIS molecolare, il monocromatore permette di selezionare una stretta banda di lunghezze d’onda (per es. 0,1 – 2 nm) tra quelle emesse dalla sorgente. Questa banda passante può essere considerata monocromatica in quanto gli spettri di assorbimento molecolare sono costituiti da bande molto larghe. Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari Che significa, in pratica, radiazione monocromatica? 11

  12. Confronto di spettri di assorbimento molecolari (blu) e atomici (rosso). In AAS, la larghezza di una riga può essere dell’ordine di 10-3 nm. Non esiste monocromatore in grado di fornire una simile banda passante. Inoltre, sarebbe molto difficile isolare la lunghezza d’onda d’interesse! Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari p. 485 Al fine di produrre una radiazione sufficientemente monocromatica, è necessario modificare radicalmente la sorgente. 12

  13. A: anodo; B: corpo della lampada; C: catodo cavo; I: setti isolanti; QW: finestra di quarzo. p. 486 La lampada a catodo cavo Una lampada a catodo cavo (HCL, Hollow Cathode Lamp) moderna consiste in un tubo di vetro riempito di un gas inerte (Ne o Ar) ad una pressione di circa 5 mmHg, nel quale sono inseriti un anodo formato da un filamento, di solito di tungsteno o nichel, e un catodo a forma di cilindro cavo, contenente il metallo o, più in generale, l’elemento di cui si desidera ottenere l’emissione delle righe di risonanza. Applicando agli elettrodi un campo elettrico di alcune centinaia di volt, i pochi ioni ed elettroni presenti nel gas inerte vengono accelerati e, data la bassa pressione, riescono a raggiungere un’energia cinetica sufficiente a ionizzare per urto altri atomi. Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari Si ha quindi la formazione di un vero e proprio plasma, in cui gli ioni positivi colpiscono la superficie del catodo provocando lo sputtering (emissione di atomi da una superficie bombardata da particelle) degli atomi di cui essa è costituita. 13

  14. A: anodo; B: corpo della lampada; C: catodo cavo; I: setti isolanti; QW: finestra di quarzo. La lampada a catodo cavo p. 486 Gli atomi emessi dal catodo, passando attraverso la regione della scarica, ricca di ioni e atomi eccitati del gas nobile, sono eccitati a loro volta ed emettono le loro tipiche righe spettrali. Grazie alla costruzione della lampada e alla forma geometrica del catodo il fascio di radiazione emesso risulta relativamente ben collimato. Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari 14

  15. La lampada a catodo cavo p. 484-485 La larghezza di una riga atomica (FWHM: Full Width at Half Maximum) è determinata da tre componenti: FWHM = FWHMNat + FWHMLorentz + FWHMDoppler La larghezza naturale è determinata dalla vita media dei livelli coinvolti nella transizione (tanto più un livello è eccitato, tanto minore è la sua vita media, tanto maggiore è la sua larghezza naturale). La larghezza Doppler è originata dalla variazione di frequenza connessa con la componete della velocità dell’atomo emettitore/assorbitore nella direzione di osservazione, ed è prevalentemente funzione della temperatura. La larghezza Lorentz è determinata dalle interazioni reciproche tra gli atomi emettitori/assorbitori, ed è quindi funzione della pressione. Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari 15

  16. p. 485 La lampada a catodo cavo La HCL lavora a pressione e temperatura inferiori a quelle della fiamma. Le righe emesse dalla HCL sono quindi caratterizzate da minori allargamenti Doppler e Lorentz e hanno un’ampiezza inferiore a quella tipica delle righe di assorbimento degli atomi eccitati nell’atomizzatore. Di conseguenza queste sorgenti sono in grado di fornire FWHM adeguatamente ridotte alla lunghezza d’onda specifica dell’analita di interesse. Perché? Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari 16

  17. p. 487 La lampada a scarica senza elettrodi Fra le sorgenti utilizzate in FAAS e FAFS, le lampade a scarica senza elettrodi (EDL) mostrano le più elevate intensità radianti, e le righe di emissione più strette. Una EDL consiste in un tubo di quarzo lungo parecchi centimetri e del diametro dell’ordine di 5-10 mm. Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari Il tubo è riempito con pochi milligrammi dell’elemento di interesse (come metallo puro, alogenuro o metallo con aggiunta di iodio) sotto una pressione di argon di alcuni Torr. Il tubo è circondato dalle spire di un generatore di radiofrequenza. Questa lampada richiede quindi uno speciale alimentatore. Quando viene attivato il campo di radiofrequenza, l’energia ad esso associata causa l’evaporazione del metallo; l’urto con gli atomi del gas inerte provoca l’emissione delle righe spettrali caratteristiche. Queste lampade sono di più complessa costruzione rispetto alle lampade a catodo cavo e presentano una vita relativamente più breve. 17

  18. Schemi a blocchi degli spettrometri di assorbimento atomico p. 487 Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari Schemi a blocchi di spettrometri di assorbimento atomico: a) strumento a singolo raggio/alimentazione continua; b) strumento a singolo raggio/alimentazione modulata; c) strumento a doppio raggio. La modulazione della sorgente permette al rivelatore di distinguere la radiazione proveniente dalla HCL da quella emessa dalla fiamma. La modulazione può essere elettronica (modulazione dell’intensità di corrente applicata agli elettrodi della HCl) o meccanica (mediante chopper). 18

  19. Interferenze p. 488 Le interferenze più comuni in AS sono di due tipi: Interferenze chimiche: dovute prevalentemente alla formazione di composti che influiscono sul rendimento dell’atomizzazione o a ionizzazione dell’analita. Interferenze spettrali: Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari • quelle dovute alla presenza di righe di assorbimento di atomi diversi dall’analita sono relativamente rare. • quelle dovute alla presenza di specie radicaliche o molecolari sono molto frequenti e producono generalmente un aumento del fondo (background). 19

  20. Correzione del fondo La correzione del fondo può essere eseguita dotando lo spettrometro di una lampada addizionale a deuterio. p. 489 Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari Il chopper è un disco rotante con settori vuoti alternati a settori muniti di specchio. 20

  21. Correzione del fondo mediante lampada a deuterio La HCL emette uno spettro a righe, quella a deuterio uno spettro continuo. La fenditura del monocromatore isola la riga di risonanza dello spettro emesso dalla HCL, con una FWHM dell’ordine di 0,002 nm, mentre separa dallo spettro continuo della lampada a deuterio con una FWHM dell’ordine di 0,2-0,7 nm; Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari Le intensità delle due sorgenti vengono eguagliate entro l’intervallo spettrale considerato; In presenza di assorbimenti specifici (dell’analita in esame) Icc viene ridotta proporzionalmente alla concentrazione dell’analita mentre ID non viene ridotta che di una frazione trascurabile; 21

  22. In presenza di un assorbimento aspecifico (fondo) le due correnti sono ridotte in ugual misura; In presenza di un assorbimento specifico e, contemporaneamente, aspecifico, l’intensità della radiazione emessa dalla lampada a deuterio, ridotta dal solo assorbimento aspecifico, fornisce il valore di I0 da usare nell’equazione 2.12 mentre l’intensità della radiazione emessa dalla HCL, ridotta da entrambi gli assorbimenti, fornisce il valore di I. L’assorbimento viene misurato in assenza del fondo. Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari I correttori a deuterio compensano fino a circa 0,6 unità di assorbanza del fondo. Nei casi in cui tale compensazione non è sufficiente si deve necessariamente ricorre a metodi di correzione più sofisticati. 22

  23. Analisi quantitativa mediante FAAS L’analisi quantitativa in FAAS si basa su misurazioni relative. È necessario costruire curve di taratura analizzando un adeguato numero di soluzioni standard. Il metodo più sicuro è quello dell’aggiuntastandard. Allo scopo, prima dell’analisi il campione è suddiviso in subcampioni. Uno di essi è trattato come al solito, mentre gli altri vengono processati dopo aggiunte crescenti di misurando. La determinazione analitica viene eseguita su tutti i subcampioni. Alternativamente è possibile eseguire aggiunte successive di analita nello stesso campione in esame (correggendo eventualmente le concentrazioni così realizzate per l’eventuale diluizione associata ad ogni aggiunta). In generale, lo scopo di questo modo è di compensare gli errori proporzionali che deriverebbero dall’uso di standard aventi composizione diversa da quella della matrice dei campioni in esame. Al fine di ottenere una buona stima della sensibilità, è necessario aggiungere analita in quantità sufficiente almeno a raddoppiare il segnale. Il metodo è valido se usato nel range lineare, e se il bianco non ha un segnale apprezzabile, dato che è impossibile verificare sperimentalmente la correttezza di questa condizione. Vedere equazioni a p. 491 e 492. Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari p. 491 23

  24. Metodo dell’aggiunta standard Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari p. 491 24

  25. Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari 25

  26. SPETTROMETRIA ATOMICA CON ATOMIZZAZIONE ELETTROTERMICA (ETAAS) In questo tipo di AS l’atomizzazione viene ottenuta mediante effetto Joule. Il campione viene introdotto in un tubicino di grafite per mezzo di una micropipetta o di un campionatore automatico. Per mezzo di un opportuno programma termico automatizzato (essiccamento, incenerimento, atomizzazione) si provoca l’atomizzazione dell’analita in presenza di minimi residui di matrice. Il segnale è transiente, non continuo come in FAAS. p. 497 Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari 26

  27. SPETTROMETRIA ATOMICA DI EMISSIONE CON SORGENTI A PLASMA Questo tipo di spettroscopia atomica di emissione sfrutta le elevate temperature (6000 – 10000 K) realizzabili con sorgenti a plasma. Gli strumenti più popolari usano un plasma ad accoppiamento induttivo. p. 501 Flusso Ar: 11 – 17 L/min Potenza: 2 kW a circa 27 MHz Ignizione: piezoelettrica Iniezione analita: come aerosol Interferenze: scarse Ionizzazione: ridotta a causa dell’elevata concentrazione di ioni Ar+ Range lineare: 3-5 ordini di grandezza Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari 27

  28. Sorgenti ICP Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari 28

  29. Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari 29

  30. CAPITOLO 26 – INTRODUZIONE AI METODI CROMATOGRAFICI DI ANALISI p. 516 Le tecniche cromatografiche permettono la separazione e quantificazione dei componenti di matrici complesse e trovano quindi numerosissime applicazioni in campo alimentare. • Nei metodi cromatografici i componenti di una miscela si separanodistribuendosi tra due fasi: • una fase stazionaria (un solido o un liquido su supporto solido inerte) • una fase mobile (gas o liquido) che fluisce in modo continuo su quella stazionaria. Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari La separazione è dovuta principalmente alle relative affinità per la fase stazionaria. Nella cromatografia liquida (LC) la fase mobile è un liquido, nella gas cromatografia (GC) la fase mobile è un gas. 30

  31. CLASSIFICAZIONE DEI METODI CROMATOGRAFICI p. 517 Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari 31

  32. Flusso del solvente Il coefficiente di ripartizione (o di distribuzione) del componente X è definito come: A B C D A:il campione viene iniettato all’entrata della colonna B  D: la fase mobile fa spostare il campione attraverso la fase stazionaria p. 518 PRINCIPI TEORICI DELLA CROMATOGRAFIA Esempio: separazione di un campione a tre componenti in una colonna chiusa. La fase stazionaria consiste di particelle solide porose contenute all’interno di un tubo lungo e sottile (colonna). Nel passaggio attraverso la colonna ogni componente X si distribuisce fra la fase stazionaria (s) e la mobile (m): Xm Xs Quale componente ha K maggiore? Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari 32

  33. tR tM p. 521 Tempo di ritenzione (tR): tempo necessario alla sostanza iniettata per essere eluita dall’inizio all’uscita della colonna. Tempo morto (tM): tempo di ritenzione di un composto che non è trattenuto e che passa attraverso la colonna alla stessa velocità con cui fluisce la fase mobile lungo la colonna. Analogamente si definiscono i corrispondenti: Volume di ritenzione (VR): volume di fase mobile necessario ad eluire l’analita dall’inizio all’uscita della colonna. Volume morto (VM): il volume di ritenzione di un composto che non è trattenuto (corrisponde al volume di fase mobile che occupa la colonna). Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari 33

  34. Un parametro importante che viene usato molto spesso per descrivere la velocità di migrazione dell’analita lungo la colonna è il fattore di capacità, k’. Si dimostra che k’ può essere ricavato dai parametri del cromatogramma: Due sostanze saranno separabili se presentano valori diversi di k’. p. 522 Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari La selettività quantifica l’entità della separazione fra due specie: riguarda la capacità di un sistema cromatografico di distinguere fra due componenti ed è dipendente dalla distribuzione relativa delle specie fra la fase mobile e quella stazionaria, con (tR)B> (tR)A. 34

  35. Le molecole di un analita non si muovono lungo la colonna con la stessa velocità: la loro dispersione ha generalmente un profilo Gaussiano. Il centro del profilo (banda di eluizione) rappresenta la velocità media. • I fattori che provocano deviazioni dal valore medio sono: • diffusione longitudinale (diffusione delle molecole dalla zona a maggiore concentrazione a quella a minore in direzione parallela all’asse della colonna); • percorsi multipli; Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari • trasferimento di massa tra fase • mobile e fase stazionaria. p. 524 35

  36. Altezza equivalente di piatto teorico H • Numero di piatti teorici N • L = lunghezza colonna Si può dimostrare che W = larghezza del picco W p. 525 -527 Parametri che descrivono quantitativamente l’efficienza di una colonna (ampiezza dei picchi): Piatto teorico: sezione della colonna che consente di realizzare un equilibrio reversibile di ripartizione di un componente fra le fasi. Poiché in cromatografia si ha una sequenza continua di stati di equilibrio e non vi è possibilità di realizzare una singola separazione, N ha un significato puramente matematico. Più elevato è il numero di piatti teorici, più grande è la probabilità di una separazione (migliore è la capacità di separazione della colonna). N è proporzionale alla lunghezza della colonna. Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari L’altezza equivalente al piatto teorico(H = L/N) consente di confrontare l’efficienza di colonne di differente lunghezza. 36

  37. Variabili che influenzano l’efficienza di una colonna: p. 529 La principale variabile che influenza l’efficienza di una colonna è la velocità di flusso lineare (cm/s) della fase mobile. Questa infatti influenza il tempo di contatto tra fase mobile e fase stazionaria. L’altezza equivalente del piatto teorico, H, il parametro che descrive l’efficienza della colonna, dipende proprio dalla velocità di flusso della fase mobile (vedere Figura a lato). Sia in LC che in GC la velocità di flusso ottimale è piuttosto bassa. Quella ottimale della LC è inferiore a quella ottimale della GC. Per evitare tempi di analisi troppo elevati, in LC si usano velocità un po’ maggiori di quella ottimale. La LC è caratterizzata da valori di H inferiori alla GC. Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari In considerazione della lunghezza delle colonne (GC: > 50 m; LC: < 50 cm), la GC è comunque caratterizzata da valori più elevati di N, e quindi da migliore efficienza. 37

  38. La risoluzione, R, è una misura quantitativa della capacità di separare due analiti. Essa è ricavabile dal cromatogramma: p. 530 Vedere Figura 26-10 La risoluzione caratterizza la bontà di separazione fra due picchi sia con riferimento alla differenza fra i tempi di ritenzione (numeratore) sia riguardo all’efficienza di separazione (denominatore). Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari Una buona risoluzione può derivare sia da una buona efficienza (picchi molto stretti, elevato numero di piatti teorici) sia da una buona differenziazione del comportamento dei soluti (selettività)  vedere equazione successiva. 38

  39. Si può dimostrare che: p. 531 Effetto della selettività, dell’efficienza e del fattore di capacità sulla risoluzione risoluzione scarsa picchi non separati buona risoluzione dovuta a buona efficienza Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari picchi stretti buona risoluzione dovuta a buona selettività picchi distanti risoluzione scarsa dovuta ad un basso fattore di capacità 39

  40. p. 533 Le applicazioni della cromatografia vanno dall’analisi qualitativa a quella quantitativa di miscele anche molto complesse. L’analisi quantitativa sfrutta la misurazione dell’altezza o dell’area dei picchi. La misurazione dell’area è più affidabile in quanto non risente dell’eventuale allargamento dei picchi in seguito a variazione delle condizioni di lavoro. Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari I metodi di analisi sono tutti indiretti. Si costruisce prima una curva di calibrazione per ciascun analita e poi si ricava la concentrazione dell’analita nella miscela in esame mediante interpolazione. Il metodo dello standard interno è il più affidabile: una quantità nota di standard viene introdotta nelle soluzioni standard e nel campione in esame; il parametro analitico è quindi costituito dal rapporto tra le aree dello standard e dell’analita (il metodo funziona solo se il picco dello standard è vicino ma separato da quello dell’analita). 40

  41. 3 2 4 1 200 nA 6 5 min Anion-exchange chromatogram with electrochemical detection of a mixed standard solution containing 0.125 mM of: 1) glycerol, 2) meso-erythritol, 3) adonitol, 4) histamine, 5) glucose. Flow Rate 0.4 mL/min. Isocratic elution with 0.4 M NaOH. Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari I.G. Casella, M. Gatta, E. Desimoni, Determination of histamine by high-pH anion-exchange cromatography with electrochemical detection, Food Chem., 73 (2001) 367) 41

  42. CAPITOLO 27 – APPLICAZIONI DELLA CROMATOGRAFIA • GASCROMATOGRAFIA • La fase mobile è un gas. Le sostanze da separare (liquidi, solidi, gas) devono essere portate ad una temperatura sufficiente a renderle gassose o comunque portarle allo stato di vapore. • Cromatografia di adsorbimento gas-solido (fase stazionaria = solido adsorbente) • Cromatografia di ripartizione gas-liquido (fase stazionaria = liquido che può essere supportato da un solido inerte o depositato sulle pareti della colonna) • A differenza della LC, la fase mobile non ha effetto competitivo: il gas di trasporto serve solo per trascinare i componenti lungo la colonna. Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari 42

  43. SCHEMA DI UN GASCROMATOGRAFO p. 538 He, Ar, N2, H2 Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari 43

  44. p. 539 Iniezione ed iniettori Il campione viene iniettato in quantità molto piccole (fino a 0,5 ml per impaccate, fino a 100 volte inf. per capillari). L’entrata deve essere ad una temperatura sufficientemente elevata da permettere l’evaporazione istantanea del campione e abbastanza grande da permettere al vapore di espandersi senza essere spinto indietro. Colonne gascromatografiche Si suddividono in impaccate e capillari. Le impaccate contengono particelle solide che vengono impaccate: diatomee o diatomee silanizzate, per ridurre la polarità mediante arricchimento superficiale di gruppi metilici. Le capillari sono tubi molto più sottili e lunghi (diametro = 0.3-0.5 mm; lunghezza = 50-300 m) in cui la fase stazionaria è depositata sulle pareti interne. Queste ultime hanno un elevato numero di piatti teorici (anche 300.000) grazie alla loro elevata lunghezza. Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari 44

  45. Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari Colonna capillare standard a fase legata 45

  46. 45° Influenza della T sui tR: più la temperatura è elevata più il soluto tende a trasferirsi nella fase gassosa  aumentando T diminuisce tR 145° Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari programma di T p. 540 -541 46

  47. controllo della corrente del filamento p. 540 cella del campione cella di riferimento registratore attenuatore a ponte Rivelatori Dovrebbero avere le seguenti proprietà: risposta lineare, stabilità, risposta uniforme per i diversi analiti (o comunque prevedibile e più o meno selettiva).Il rivelatore ideale non esiste. Rivelatore a conducibilità termica: si basa sul principio del ponte di Wheatstone. Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari 4 filamenti: 2 sono circondati da gas di trasporto che fluisce in una corrente di riferimento, l’altra coppia è circondata da gas di trasporto che proviene dalla colonna. Quando il ponte è in equilibrio tra i punti 1 e 2 non appare alcun segnale. Una variazione della conducibilità termica del gas (dovuta all’eluizione di analiti con il gas) produce un segnale tra 1 e 2 . 47

  48. - + Il rivelatore a ionizzazione di fiamma è forse il più diffuso. Si basa sul fatto che molti composti organici, quando bruciano, in una fiamma, producono intermedi ionici che possono aumentare la conducibilità della fiamma stessa. È più sensibile di quello a conducibilità termica (fino a 10-13 g/mL). Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari p. 542 48

  49. FASI LIQUIDE PER CROMATOGRAFIA GL • La fase liquida per CGL deve essere caratterizzata da • Bassa volatilità • Stabilità termica • Inerzia chimica • Caratteristiche solventi (valori ottimali di k’ e a). Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari p. 543 49

  50. C A B HPLC = CROMATOGRAFIA LIQUIDA AD ALTA EFFICIENZA Vantaggi rispetto alla LC classica: velocità, risoluzione e sensibilità superiori. p. 546 Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari • crom.classica a colonna aperta riempita con particelle grandi, porose (d > 150 mm, D = 20-50 mm, L = 50-200 cm) • HPLC con riempimento pellicolare (d = 40-70 mm, D = 1-3 mm, L = 50-100 cm) • HPLC con riempimento di microparticelle (d = 5-10 mm, D = 2-6 mm, L = 10-50 cm) • d = diametro particelle; D = diametro colonna; L = lunghezza colonna 50

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