UNIVERSITA’ DEGLI STUDI CAGLIARI
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ERIC G. FLAMHOLTZ Il controllo manageriale TEORIA E PRATICA Edizione italiana a cura di A. Spano Giuffrè, 2002 PowerPoint PPT Presentation


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UNIVERSITA’ DEGLI STUDI CAGLIARI FACOLTA’ DI ECONOMIA DIPARTIMENTO DI RICERCHE AZIENDALI CATTEDRA DI PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO PROF. ARMANDO BUCCELLATO. ERIC G. FLAMHOLTZ Il controllo manageriale TEORIA E PRATICA Edizione italiana a cura di A. Spano Giuffrè, 2002. Supporto multimediale

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ERIC G. FLAMHOLTZ Il controllo manageriale TEORIA E PRATICA Edizione italiana a cura di A. Spano Giuffrè, 2002

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Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

  • UNIVERSITA’ DEGLI STUDI CAGLIARI

  • FACOLTA’ DI ECONOMIA

  • DIPARTIMENTO DI RICERCHE AZIENDALI

  • CATTEDRA DI PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO

  • PROF. ARMANDO BUCCELLATO

ERIC G. FLAMHOLTZIl controllo managerialeTEORIA E PRATICAEdizione italiana a cura di A. SpanoGiuffrè, 2002

Supporto multimediale

A. Buccellato, M. Cucchiara


Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

Il sistema di controllo organizzativo può essere definito come un insieme di meccanismi, processi e tecniche, progettati per accrescere le probabilità che le persone si comportino in modo da raggiungere i fini organizzativi.

Il fine del sistema di controllo organizzativo è quello di influenzare il comportamento delle persone affinché pongano in essere azioniche, a loro giudizio, siano coerenti con gli scopi organizzativi.


Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

Un’organizzazione può funzionare in modo efficace se i suoi membri condividono i medesimi obiettivi.

La condizione ideale è rappresentata dalla totale coincidenza di obiettivi tra i membri dell’organizzazione e l’organizzazione.

Obiettivi individuali

=

Obiettivi di gruppo

=

Obiettivi organizzativi

Figura 1.1

Figura 1-1

Coincidenza totale di obiettivi


Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

Obiettivi individuali

Obiettivi di gruppo

Obiettivi organizzativi

La condizione ideale di perfetta identità di obiettivi tra l’organizzazione e gli individui si realizza raramente. È più probabile che si verifichi una parziale condivisione di obiettivi tra i suoi membri e l’organizzazione stessa.

Figura 1-2

Corrispondenza parziale di obiettivi


Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

Il controllo può essere esercitato tramite differenti metodi; la supervisione, la leadership o attraverso un insieme di meccanismi costruiti ad hoc. Questi metodi non sono stati progettati per interagire come un sistema.

Figura 1‑3

Tipologie di controllo


Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

La Supervisione ad hoc fa riferimento all’uso frammentario di singole tecniche di controllo quali la descrizione delle mansioni, la fissazione di regole, procedure operative standard, sistemi di valutazione, budget, ecc.

Le tecniche di supervisione ad hoc sono un metodo non pianificato di controllo personale, ovvero il controllo è operato in modo discontinuo e non strutturato.

Figura 1‑3.1

Tipologie di controllo


Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

La Leadership è un metodo personale di controllo. Si riferisce all’uso di leader formali per svolgere vari compiti di responsabilità al fine di influenzare il comportamento delle persone affinché raggiungano gli scopi organizzativi.

Dal leader ci si aspetta che fissi gli scopi di performance, faciliti il lavoro, stimoli le interazioni e le comunicazioni di gruppo e che fornisca feedback sulla performance, supporto personale e riconoscimento

Figura 1‑3.2

Tipologie di controllo


Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

Le Tecniche di controllo ad hoc sono un insieme di tecniche quali la descrizione delle mansioni, la fissazione di regole, procedure operative standard, sistemi di valutazione, budget, ecc., non progettate come sistema.

Il controllo è in questo caso non pianificato e impersonale.

Figura 1‑3.3

Tipologie di controllo


Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

Il Sistema formale di controllo è l’insieme di processi e tecniche progettate esplicitamente come un sistema per influenzare il comportamento delle persone.

Il Sistema formale di controllo è un metodo pianificato di controllo impersonale

Figura 1‑3.4

Tipologie di controllo


Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

  • Il sistema di controllo organizzativo si compone di tre parti:

    • Il sistema centrale di controllo;

    • La struttura organizzativa;

    • La cultura organizzativa.

  • 1. Il sistema centrale di controllo è costituito dalla pianificazione, le operazioni, la misurazione e la valutazione/ ricompensa.

  • 2. La struttura organizzativa rappresenta l’insieme di regole dell’organizzazione e le modalità attraverso le quali esse sono interrelate.

  • 3. La cultura organizzativa rappresenta i modi di pensare sistematici, tipici, propri dell’organizzazione esaminata.


  • Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

    Sistema centrale di controllo

    Ambiente

    Sociale

    Struttura organizzativa

    Cultura

    organizzativa

    Figura 2‑1

    Rappresentazione schematica del sistema di controllo organizzativo


    Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

    Sistema di valutazione

    ricompensa

    5.1 Valutazione della performance

    5.2 Sistema delle ricompense

    Feedback

    correttivo

    Sistema della

    pianificazione

    1

    Decisioni

    2

    Risultati

    Operazioni

    e azioni

    1.1 Fini

    1.2 Scopi

    4.1 Feedback

    correttivo

    Sistema delle misurazioni

    3.1 Sistema contabile

    3.2 Sistema informativo

    3

    4.2 Feedback

    valutativo

    Management Systems Corporation 1991, revised 1995. All rights reserved.

    5

    Figura 2‑2

    Modello schematico del sistema centrale di controllo


    Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

    Gli elementi base dei sistemi centrali di controllo debbono essere presenti contemporaneamente affinché il sistema funzioni in modo completo. Premesso ciò è possibile trovare, in talune organizzazioni, diverse combinazioni di uno o più elementi di controllo.

    Si può affermare che i livelli di controllo concettualmente ammissibili siano diversi e pari al numero degli elementi che formano il sistema di controllo.


    Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

    Configurazione illustrativa degli elementi del sistema di controllo

    Livelli di controllo

    Operazioni

    1° grado

    Risultati

    Figura 2‑4.1

    Livelli di controllo raggiunti con diverse configurazioni degli elementi del sistema

    Se il controllo si esercita soltanto sulle operazioni si ha la situazione di controllo di primo grado.

    In questo caso il controllo è un sottoprodotto della

    supervisione


    Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

    2° grado: 2.1

    Pianificazione

    Operazioni

    Risultati

    Operazioni

    Risultati

    2.2

    Misurazione

    Figura 2‑4.2

    Livelli di controllo raggiunti con diverse configurazioni degli elementi del sistema

    Configurazione illustrativa degli elementi del sistema di controllo

    Livelli di controllo

    Il controllo di secondo grado consiste nelle operazioni più uno qualunque degli altri elementi: pianificazione o misurazione (o valutazione/ricompensa).


    Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

    Pianificazione

    Operazioni

    3° grado

    Misurazione

    Risultati

    Figura 2‑4.3

    Livelli di controllo raggiunti con diverse configurazioni degli elementi del sistema

    Configurazione illustrativa degli elementi del sistema di controllo

    Livelli di controllo

    Il controllo di terzo grado consiste nelle operazioni più la pianificazione e la misurazione (o valutazione/ricompensa).


    Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

    Valutazione-ricompensa

    4° grado

    Pianificazione

    Operazioni

    Misurazione

    Risultati

    Figura 2‑4.4

    Livelli di controllo raggiunti con diverse configurazioni degli elementi del sistema

    Configurazione illustrativa degli elementi del sistema di controllo

    Livelli di controllo

    Il controllo di quarto grado consiste nelle operazioni più tutti gli altri elementi: pianificazione, misurazione e valutazione-ricompensa.


    Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

    Configurazione illustrativa degli elementi del sistema di controllo

    Livelli di controllo

    Operazioni

    1° grado

    Risultati

    Pianificazione

    Operazioni

    3° grado

    2° grado: 2.1

    Pianificazione

    Operazioni

    Risultati

    Operazioni

    Risultati

    2.2

    Misurazione

    Misurazione

    Valutazione-ricompensa

    Risultati

    4° grado

    Pianificazione

    Operazioni

    Misurazione

    Risultati

    Figura 2‑4

    Livelli di controllo raggiunti con diverse configurazioni degli elementi del sistema


    Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

    • La pianificazione è il processo tramite cui si decide:

      • La missione dell’organizzazione

      • Le aree chiave di risultato per la pianificazione

      • I fini e gli scopi in ciascuna area

      • I piani d’azione per raggiungerli.

    • Il sistema della pianificazione è così composto da cinque componenti:

      • La missione

      • Le aree chiave di risultato

      • I fini

      • Gli scopi

      • Le fasi di azione


    Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

    MISSIONE

    AREE CHIAVE DI RISULTATO

    FINI

    SCOPI

    FASI DI AZIONE

    Figura 3‑1

    Componenti del sistema della pianificazione


    Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

    1. Missione

    Formulazione ampia di ciò che l’organizzazione vuole raggiungere durante il periodo di piano

    2. Aree chiave di risultato

    Aree di performance critiche per il raggiungimento della missione di un’organizzazione

    3. Fini

    Ciò che l’organizzazione vuole raggiungere nel lungo periodo in ciascun’area chiave di risultato

    4. Scopi

    Obiettivi specifici che l’organizzazione cerca di raggiungere in un periodo determinato

    5. Piani d’azione

    Attività che devono essere svolte per raggiungere un obiettivo specifico

    Figura 3‑1-a

    Componenti del sistema della pianificazione


    Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

    Figura 3‑2

    Diagramma di flusso delle fasi della pianificazione

    7.0 Sviluppare un business plan scritto

    6.0 Sviluppare i piani d’azione

    5.0 Sviluppare fini e scopi per le aree di risultato chiave

    4.0 Identificare e analizzare le aree di risultato chiave

    3.0 Sviluppare la missione aziendale

    2.0 Valutare la situazione futura delle attività aziendali

    1.0 Analizzare e definire la natura dell’attività dell’azienda


    Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

    Il paradigma tradizionale della misurazione

    La misurazione è una tecnologia per rappresentare le proprietà (o qualità) degli oggetti in termini numerici.

    La rappresentazione tradizionale è stata la ragion d’essere della misurazione

    La misurazione organizzativa

    La misurazione è una tecnologia per influenzare il comportamento.

    La ragion d’essere dei sistemi di misurazione organizzativa è influenzare il comportamento delle persone: le loro percezioni, la motivazione e in definitiva le loro decisioni e le loro azioni.

    Le differenti ragion d’essere della misurazione possono essere viste come punti in un continuum piuttosto che come classi discrete.


    Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

    Misurazione come fine a se stessa per esprimere qualità, valori o dati.

    Misurazione come mezzo per un fine (effetto indiretto sul comportamento).

    Misurazione che agisce come effetto diretto sul comportamento.

    Concetti alternativi del fine della misurazione.

    Figura 4‑1

    Continuum delle nozioni della ragion d’essere della misurazione

    A

    Assegnare numeri per descrivere le qualità. Es. il n° 10 nelle squadre di calcio

    B

    Descrivere le transazioni al fine delle decisioni. Es. il guadagno di una vendita

    C

    Il sistema di misurazione permette di ottenere un effetto diretto sul comportamento. Es. la media dei voti degli esami


    Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

    Le scienze fisiche e le scienze sociali richiedono la rappresentazione di oggetti in termini numerici con effetti sul comportamento ad un livello ed in proporzioni differenti.

    Figura 4‑2 Relazione tra rappresentazione e effetti

    Ambiente

    fisico

    y

    Ambiente organizzativo

    Y= Capacità di rappresentare il fenomeno

    x

    X= Capacità di modificare il comportamento


    Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

    Dominî della misurazione

    Trasmittente

    Il Trasmittente è la persona alla quale si richiede di misurare un certo oggetto o fenomeno

    Il Ricevente è la persona o le persone che ricevono le misurazioni

    Il Fenomeno misurato è l’oggetto al quale si applicano le regole della misurazione

    Ricevente

    Fenomeni misurati

    Output

    Processo

    Elementi della misurazione

    • I Sistemi Psico-Tecnici analizzano un duplice effetto della misurazione.

      • Gli effetti dell’atto della misurazione sul fenomeno misurato

      • Gli effetti dell’output del sistema della misurazione.

    Figura 4‑3

    Relazione tra dominî ed elementi della misurazione


    Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

    Figura 4‑4

    Elementi della misurazione

    Funzioni di output:

    -Decisioni

    -Valutazioni (feed-back)

    Sistema della misurazione

    Oggetti misurati

    • Funzioni di processo:

    • Dettare Criteri

    • Creare Attenzione

    • Modificare l’ambiente

    • Motivare


    Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

    • Il processo della misurazione svolge le seguenti funzioni:

    • La funzione criterio. Fornire un criterio operativo o un set di criteri per guidare le decisioni;

    • 2.La funzione catalizzatrice. Effettuare l’esame sistematico dei parametri sottostanti la misurazione.

    • La funzione di ambiente. Condizionare l’ambiente, in tal modo è possibile influenzare le variabili o i criteri usati nel processo decisionale.

    • La funzione motivazionale. Influenzare la motivazione, indipendentemente dai numeri che da essa derivano.

    • L’ output della misurazione svolge le seguenti funzioni:

    • Fornire informazione per l’assunzione di decisioni;

    • Fornire informazioni per il feed-back correttivo e valutativo.


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    Tipo 1

    Funzioni di processo

    Descrizione della funzione di processo

    Grado di effetto sul comportamento

    1. Criterio

    Mezzo per semplificare i requisiti cognitivi per l’elaborazione delle informazioni. Fornire uno scopo operativo per guidare le decisioni.

    Debole

    Le funzioni di processo possono essere viste come composte da due differenti dimensioni. La prima dimensione è la funzione di criterio (tipo1).

    Figura 4‑5.1

    Gradi di effetto delle funzioni di processo di tipo 1 sul comportamento


    Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

    Tipo 2

    Funzioni di processo

    Descrizione della funzione di processo

    Grado di effetto sul comportamento

    1. Ambiente

    Mezzo per influenzare la percezione

    Debole

    2. Catalizzatore

    Mezzo per indurre pensiero sistematico

    Semi forte

    Figura 4‑5

    Gradi di effetto delle funzioni di processo di tipo 2 sul comportamento

    3. Motivazionale

    Mezzo per influenzare azioni o decisioni

    Forte

    Le funzioni ambiente, catalizzatrice e motivazionale appartengono alla seconda dimensione (tipo2). Queste possono essere lette come gradi differenti dell’effetto della misurazione sul comportamento.


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    Scopi della misurazione

    Tipi di criteri

    Rappresentativo

    Comportamentale

    Validità

    Affidabilità

    Validità

    Affidabilità

    1. Esprimere il fenomeno con un valore numerico

    Alto

    Basso

    Basso

    Basso

    2. Influenzare il comportamento

    Basso

    Basso

    Alto

    Alto

    Il processo di misurazione deve essere in grado di condurre ai comportamenti che esso si prefigge di indurre; ed inoltre deve avere la caratteristica dell’affidabilità comportamentale. Ovvero che le ricadute comportamentali volute siano generate sistematicamente. Quando lo scopo della misurazione è l’influenza diretta sul comportamento il peso assegnato ad ogni criterio comportamentale è maggiore rispetto a quello assegnato ai criteri di rappresentazione.

    Figura 4‑6

    Differente peso dei criteri di misurazione per finalità


    Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

    • Criteri cui deve rispondere il sistema di controllo.

    • Criterio fondamentale: incrementare la probabilità che le persone si comportino in modo da raggiungere i fini organizzativi.

    • Criterio secondario: capacità di controllare tutti gli aspetti rilevanti della performance.

    • Criterio strumentale: validità con cui conduce ai comportamenti per i quali è stato progettato e in quale misura ne è coerente.

    Figura 9‑1

    I criteri di efficacia dei sistemi di controllo

    Criterio

    secondario

    Criterio fondamentale

    Criteri strumentali

    Validità comportamentale

    Affidabilità comportamentale

    Corrispondenza obiettivi

    Completezza del controllo della performance


    Eric g flamholtz il controllo manageriale teoria e pratica edizione italiana a cura di a spano giuffr 2002

    Il sistema di controllo organizzativo del Sistema Scolastico

    SISTEMA DI

    INCENTIVAZIONE

    8

    Feedback rafforzativo

    ORGANIZZAZIONE

    &

    BUDGETING

    PIANIFICAZIONE

    &

    PROGETTAZIONE

    AMMINISTRAZIONE

    &

    PRODUZIONE

    2

    3

    1

    RISULTATI

    Feedback correttivo

    4

    7

    5

    VALUTAZIONE

    DELLE

    PERFORMANCE

    SISTEMA DI

    MISURAZIONE

    6

    CONTROLLO DI

    GESTIONE


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