Calendari pollinici di Fagaceae, di Betulaceae, di Coryilaceae
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Calendari pollinici di Fagaceae, di Betulaceae, di Coryilaceae. Micofiti. I funghi o micofiti si riproducono e diffondono soprattutto per mezzo di spore. Essi ne producono differenti tipi che si possono originare per riproduzione sessuale o asessuale (conidi).

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Presentation Transcript

Micofiti
Micofiti Coryilaceae

  • I funghi o micofiti si riproducono e diffondono soprattutto per mezzo di spore. Essi ne producono differenti tipi che si possono originare per riproduzione sessuale o asessuale (conidi).

  • Le spore, con la respirazione, sono inalate in gran numero e una sostanziale porzione, soprattutto di quelle piccole, penetra nelle più profonde vie aeree.

  • Tra i miceti maggiormente in causa come allergeni troviamo Alternaria, Cladosporium, Aspergillus.


Micofiti1
Micofiti Coryilaceae

  • Il tipo di spora, e la sua concentrazione nell'ambiente esterno, dipende da numerose variabili come i fattori climatici stagionali, tra cui temperatura, precipitazioni, vento, umidità dell'aria e alternanza di ore di luce e di buio.

  • In ambienti interni, le spore fungine diventano aerodiffuse quando vengono sollecitate da movimenti d'aria, molto spesso causati da attività umane.

  • Tutti i tipi di materiale organico, ma anche condizionatori e umidificatori, possono rappresentare delle sorgenti indoor di spore di muffe.


Alternaria
Alternaria Coryilaceae

La diffusione di queste spore avviene prevalentemente nel periodo estivo.

Richiede un clima umido per la sua crescita, ma la dispersione delle spore è favorita da un clima secco.

Sono stati caratterizzati vari allergeni di tale micete: l'antigene maggiore di Alternaria alternata è siglato Alt a 1, con peso molecolare 28 KD.

La prevalenza di sensibilizzazione

a spore di Alternaria è stata

riscontrata nel 3-12% dei

soggetti allergici,


Cladosporium
Cladosporium Coryilaceae

Facilmente se ne conteggiano giornalmente migliaia per ogni metro cubo d’aria, con una prevalenza in giugno e in settembre-ottobre, soprattutto nelle ore centrali della mattina.

La colonia forma un caratteristico tallo compatto, scuro, visibile sulle foglie delle piante, sugli arbusti e su ortaggi.


Aspergillus fumigatus
Aspergillus fumigatus Coryilaceae

  • Aspergillus fumigatus è la specie da più

    lungo tempo nota e descritta. L'allergene

  • identificato dell'Aspergillus fumigatus è classificato come Asp f 1 (Ag 3) di peso molecolare 18 KD.

  • Più recentemente è stata caratterizzata una molecola ad azione enzimatica, trattasi della Alfa Amilasi estratta da Asperigillus oryzae (Asp o2).

  • L'Alfa Amilasi è stata coinvolta in casi di alveoliti allergiche estrinseche nei lavoratori dell'industria alimentare (prodotti a base di soia) ed in particolare nei fornai.

  • Nei soggetti sensibilizzati anche l'ingestione degli alimenti, salsa di soia e pane, porta allo scatenamento di sintomi come riniti ed asma.


Substrati outdoor per i pi comuni micofiti
Substrati outdoor per i più comuni micofiti Coryilaceae

  • Alternaria: ortaggi, frutta

  • Aspergillus: ortaggi, fiori, cereali, fieno, terreno

  • Cladosporium: piante, frutta


Substrati indoor per i pi comuni micofiti
Substrati indoor per i più comuni micofiti Coryilaceae

  • Alternaria: tessuti (tappeti, moquette, tappezzeria, ecc.)

  • Aspergillus: muri, polvere, effetti letterecci, carta, tessuti

  • Cladosporium: tessuti, frigoriferi


Dermatophagoides pteronyssinus
Dermatophagoides pteronyssinus Coryilaceae

  • Acaro molto diffuso nelle abitazioni;

  • Si trova soprattutto nei materassi, moquette, tappeti, divani, tende, dentro gli armadi, nei vestiti, tappezzeria delle auto, ecc.

  • Condizioni ottimali di crescita: temperatura 15-30°C e umidità relativa 70-80%.


Gli allergeni degli acari
Gli allergeni degli acari Coryilaceae

  • Gli allergeni possono essere emessi nell'ambiente con le sostanze prodotte dalle ghiandole tegumentali allo scopo di impermeabilizzare il rivestimento corporeo, oppure possono essere espulsi con il materiale fecale;

  • Si può ritenere che il 95% dell’allergene riscontrabile nelle colture di acari sia derivato dalle particelle fecali;

  • Le particelle costituite da allergeni possono essere di dimensioni grandi (>10m) o piccole (<5m) e solo queste ultime hanno la possibilità di penetrare nelle vie bronchiali.


Allergeni di origine animale
Allergeni di origine animale Coryilaceae

  • Gli allergeni responsabili delle manifestazioni allergiche ai cani e ai gatti hanno origine, oltre che dalla forfora, dalle ghiandole sebacee, dalla saliva e dalle urine


Gatto
Gatto Coryilaceae

  • L’allergene Fel d I, uno degli allergeni maggiori del gatto, è veicolato dalla saliva e dal sebo e poi spalmato dall’animale sulla propria pelliccia durante le operazioni di toilette;

  • Successivamente, dopo essiccazione della saliva, l’allergene si stacca dal pelo e passa nell’aria sotto forma di particelle di dimensioni molto piccole;

  • Per le piccole dimensioni, queste particelle penetrano con facilità nelle vie respiratorie inferiori, mentre il loro bassissimo peso determina il perdurare in sospensione per un tempo protratto, prima di depositarsi sulle superfici.


Cavallo
Cavallo Coryilaceae

  • La forfora che si libera in grande abbondanza dal cavallo rimane adesa agli abiti e può quindi essere responsabile di gravissimi accessi asmatici in soggetti sensibilizzati che venissero a contatto con tali indumenti, prima della accurata rimozione dei derivati epidermici dell’animale.


Allergene Coryilaceae


Reazione allergica
Reazione allergica Coryilaceae

Legame dell’allergene

Citochine

Chemochine

Leucotrieni

Prostaglandine

Mast cell

Mast cell

Vasodilatazione

Molecole di adesione (ICAM-1)

Reclutamento cellulare

Istamina

Fase precoce

RINORREA

PRURITO

STARNUTAZIONI

CONTRAZ MUSC LISCIO

Fase tardiva

INFIAMMAZIONE

OSTRUZIONE


100 Coryilaceae

10

allergene (µg/g di polvere)

soglia dei

sintomi

1

0,1

0

2

4

6

8

10

12

mesi

infiammazione

minima

persistente

sintomi

infiammazione

Flogosi Minima Persistente

L’esposizione ad un allergene a cui un soggetto è sensibilizzato provoca un’infiammazione delle vie aeree detta flogosi minima persistente (MPI) caratterizzata da aumentata espressione di ICAM-1

ALLERGENE

ALLERGENE


Flogosi minima persistente mpi priming
Flogosi Minima Persistente (MPI) Coryilaceae“Priming”

Fenomeno per cui ripetute esposizioni all’allergene abbassano la soglia di ipersensibilità allergica, ma contemporaneamente incrementano anche la reattività e quindi l’intensità della sintomatologia


FASE Coryilaceae

PRECOCE

FASE

TARDIVA

ALLERGENE

Flogosi Minima Persistente (MPI)“Priming

SINTOMI

SOGLIA SINTOMATOLOGICA

FLOGOSI MINIMA

PERSISTENTE

TEMPO

ALLERGENE

Canonica GW, 1985


Sintomi Coryilaceae