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IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO

IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO. DE ROSA EMANUELA FLORIDA INFERMIERE SPECIALISTA IN EMERGENZA. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO. Il T.C. rappresenta una patologia di rilievo non solo per la frequenza, l’impiego delle risorse di cui necessita e la

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IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO

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Presentation Transcript


  1. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO DE ROSA EMANUELA FLORIDA INFERMIERE SPECIALISTA IN EMERGENZA

  2. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO Il T.C. rappresenta una patologia di rilievo non solo per la frequenza, l’impiego delle risorse di cui necessita e la complessità del trattamento ma soprattutto per l’impatto Sociale INCIDENZA • Nuovi casi su 100.000 abitanti La mortalità oscilla tra 10/20 casi su 100.000 Incidenza maschio femmina 2/3 Età più colpita 15/24 anni Ora: tra le 13/19 con picco verso le 17 I più pericolosi avvengono nelle ore notturne I

  3. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO CAUSE NEL 2005 Incidenti stradali 48% Cadute accidentali ed incidenti domestici 25% Attività sportive 10% Incidenti sul lavoro 8% Aggressioni 4% Altro 5%

  4. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO Il T.C. è definito come qualsiasi evento in grado di alterare l’equilibrio superficiale e/o profondo del capo. T.C APERTO: in cui vi è una soluzione di continuo dei tessuti di rivestimento (ferite penetranti, ferite d’arma da fuoco,ecc) T.C CHIUSO: delle lesioni scheletriche (fratture), dell’encefalo (contusioni e lacerazioni cerebrali),ematomi intracranici, ematomi sub durali,ematomi sottodurali, ecc

  5. IL TRAUMA CRANIO ENCEFALICO MECCANISMI CHE PRODUCONO UN T.C. • Meccanismodiaccelerazione:il capo immobile viene messo bruscamente in movimento dal contatto di un corpo dotato di una sua velocità • Meccanismo di decelerazione:il capo animato da un movimento proprio si arresta contro un oggetto immobile • Meccanismo di contraccolpo: contraccolpo dell’encefalo contro la teca cranica • Lesioni da missile:l’impatto con il cranio avviene contro oggetti dotati di alta velocità e ridotta sezione con grandi capacità penetranti (proiettili, schegge, ecc)

  6. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO DANNO PRIMARIO • Causato direttamente dal trauma. • Evitabile solo con la prevenzione DANNO SECONDARIO • Causato successivamente al trauma in seguito ad ipossia, ischemia ed ipotensione. • Dipende dalle prime cure effettuate sul luogo dell’evento, trasporto e cure.

  7. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO T.C. LIEVE:GCS 15/14 T.C. MODERATO:GCS 13/9 T.C. GRAVE:GCS 8 Il 10% dei pz non ricoverati, asintomatici sviluppa successivamente un danno neurologico

  8. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO

  9. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO

  10. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO

  11. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO

  12. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO

  13. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO Fratture craniche con trauma cranico aperto

  14. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO

  15. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO LE FRATTURE

  16. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICOfratture craniche visione radiologica

  17. TRAUMA CRANIOENCEFALICO

  18. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO

  19. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICOFOCOLAIO LACEROCONTUSIVO

  20. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICOFOCOLAIO LACEROCONTUSIVO

  21. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO FOCOLAIO LACEROCONTUSIVO

  22. IL TRAUMA CRANIOENCEFALIOCOFOCOLAIO LACEROCONTUSIVO

  23. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO

  24. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO EMORRAGIA EXTRADURALE O EPIDURALE Raccolta ematica tra dura madre e teca cranica EMORRAGIA SOTTODURALE O SUB DURALE Raccolta ematica tra dura madre e aracnoide EMORRAGIA SUBARACNOIDEA Raccolta ematica tra aracnoide e pia madre EMORRAGIA INTRAPARENCHIMALE Raccolta ematica intracerebrale

  25. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICOLESIOSNI DEI VASI

  26. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICOLESIONE DEI VASI

  27. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICOLESIONE DEI VASI

  28. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICOLESIONE DEI VASI

  29. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICOLESIONE DEI VASI

  30. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICOLESIONE DEI VASI

  31. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICOLESIONE DEI VASIEMATOMA SUBDURALE

  32. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO SEGNI E SINTOMI • ALTERAZIONE DELLO STATO DI COSCIENZA • SEGNI EVIDENTI DI LESIONE (FRAMMENTI OSSEI, AFFOSSAMENTI,FERITE,DEFORMAZIONE DEL CRANIO, ECC) • SEGNO DI BUTTLE (EDEMA RETROAURICOLARE) • “OCCHI DI PROCIONE” (CAMBIAMENTO COLORE TESSUTI MOLLI SOTTO GLI OCCHI) • OTORRAGIA • EPISTASSI • RINOLIQUORREA O OTOLIQUORREA • ANISOCORIA • VOMITO A GETTO/AGITAZIONE E MODIFICAZIONI DELLA PERSONALITA’

  33. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO SEGNI E SINTOMI • ALTERAZIONE DELLE CARATTERISTICHE RESPIRATORIE • AMNESIA • EMIPARESI • DOLORE IN SEDE DI TRAUMA • DISTURBI DEL VISUS • EQUILIBRIO INSTABILE • AUMENTO DELLA PRESSIONE ARTERIOSA • SEGNI DI TRAUMA FACCIALE • ALTERAZIONE DEL RIFLESSO FOTOMOTORE

  34. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICOD-VALUTAZIONE PUPILLE VALUTARE SE PUPILLE: • ISOCORICHE O ANISOCORICHE • ISOCICLICHE • FOTOREAGENTI • MIOTICHE O MIDRIATICHE SI PUO’ UTILIZZARE L’ACRONIMO:PERLA • P = PUPILLE • E = EGUALI • R = ROTONDE E REAGENTI ALLA • L = LUCE • A = ARTIFICIALE

  35. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICOSEGNI E SINTOMI

  36. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICOVALUTAZIONE PUPILLE • MIOSI: (PUNTIFORME)LESIONE DELL’ORTOSIMPATICO (IPOTALAMO,TRONCO ENCEFALICO, RADICI DI D1-D2, SIMPATICO CERVICALE) • MIDRIASI:LESIONE DEL SISTEMA PARASIMPATICO (LESIONE DEL TERZO NERVO CRANICO)

  37. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO SEGNI E SINTOMI

  38. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICOSEGNI E SINTOMI SEGNO DI BUTTLE OCCHI DI PROCIONE

  39. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICOLA GLASGOW COMA SCALE (GCS) • MESSA A PUNTO NEL 1974 DA DUE NEUROCHIRURGHI SCOZZESI TEASDALE E JENNETT • STRUMENTO FONDAMENTALE PER LA VALUTAZIONE DELLO STATO DI COSCIENZA • FONDAMENTALE PER INDICAZIONE ALL’INTUBAZIONE PRECOCE GCS <8 • IL PUNTEGGIO VA DA UN MINIMO DI 3 AD UN MASSIMO DI 15 • SI TIENE CONTO DEL PUNTEGGIO MIGLIORE DAL LATO MIGLIORE • SI DA UN PUNTEGGIO AD OGNI SINGOLA AREA VALUTATA: MOTORIO, VERBALE,APERTURA OCCHI

  40. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICOGCS NELL’ADULTO

  41. METODOLOGIA DEL GCSSTIMOLAZIONE DOLOROSA • RISPOSTA MIGLIORE DAL LATO MIGLIORE • ALLO STIMOLO DOLOROSO DEVE SEMPRE SEGUIRE IL RICHIAMO VERBALE • LO STIMOLO DEVE ESSERE DI DURATA E INTENSITA’ ADEGUATI • GCS TOTALE E SCOMPOSTO NELLE SUE TRE COMPONENTI

  42. METODOLOGIA DEL GCSSTIMOLAZIONE DOLOROSA

  43. METODOLOGIA DEL GCS

  44. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICOPIC PRESSIONE INTRACRANICA

  45. TRAUMA CRANIOENCEFALICO PIC

  46. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICOPIC

  47. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICOPIC MAP PRESSIONE DIASTOLICA+1/3 DELLA PA DIFFERENZIALE PA DIFFERENZIALE DIFFERENZA TRA PA SISTOLICA E PA DIASTOLICA ESEMPIO:PA 120/80 80+1/3 (120-80)=93mmhg (PAM) CPP=93(MAP)-15(PIC)=78mmHg Valori normali CPP=70/80mmhg PIC= 0/10mmhg

  48. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICOPIC QUANDO MONITORARE LA PIC? • TC SEVERI (GCS =<8) • TAC POSITIVA PER LESIONI PER LE QUALI NON VI E’ UN ATTUALE INDICAZIONE CHIRURGICA • PAZ CON TAC NEGATIVA CHE PRESENTANO 2 DEI SEGUENTI FATTORI DI RISCHIO: Età>A 40 a Pas<90 Postura decerebrata/decorticata mono/bilaterale

  49. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO VALUTAZIONE PRIMARIA

  50. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO VALUTAZIONE PRIMARIA • Ac- mantenimento pervietà vie aeree e stabilizzazione del rachide cervicale (NON iperestensione ma sub lussazione della mandibola o sollevamento del mento) • B- valutazione e controllo del respiro • C- valutazione del circolo • D- disabilita’ neurologica (AVPU,GCS) EVITARE ASSOLUTAMENTE IPOSSIA E IPOTENSIONE

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