Conflitto gestione e azione
This presentation is the property of its rightful owner.
Sponsored Links
1 / 52

CONFLITTO, GESTIONE E AZIONE PowerPoint PPT Presentation


  • 87 Views
  • Uploaded on
  • Presentation posted in: General

CONFLITTO, GESTIONE E AZIONE. Carlo Schenone [email protected] I livelli di coinvolgimento della Nonviolenza. Micro – personale. Meso – relazioni interpersonali/gruppo. Macro – relazioni sociali e internazionali. Differenze di caratteristiche, idee, opinioni, punti di vista. X. Y.

Download Presentation

CONFLITTO, GESTIONE E AZIONE

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation

Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author.While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server.


- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - E N D - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

Presentation Transcript


Conflitto gestione e azione

CONFLITTO, GESTIONE E AZIONE

Carlo Schenone

[email protected]


I livelli di coinvolgimento della nonviolenza

I livelli di coinvolgimentodella Nonviolenza

  • Micro – personale

  • Meso – relazioni interpersonali/gruppo

  • Macro – relazioni sociali e internazionali


La radice della violenza il sistema m m

Differenze di caratteristiche, idee, opinioni, punti di vista

X

Y

contesto

risposta aggressiva

M

squilibrio

m

La radice della violenza: il sistema M-m

Giudizi di valore

Potere

Argomentazioni


La radice della violenza il sistema m m1

La radice della violenza: il sistema M-m

L’istinto di autoconservazione, a livello fisico e dei valori, porta chi è in posizione m alla reazione aggressiva.

Per non essere inferiori si cerca di essere superiori.

E’ del tutto normale e giustificato non voler stare nella posizione inferiore, ma nel momento in cui si cerca di prevaricare altri portandosi in posizione superiore si comincia a costruire la violenza


Nonviolenza e aggressivit

Nonviolenza e aggressività

La parola deriva dal latino 'ad-gredior', faccio un passo avanti, mi affermo

L’aggressività è un'energia di per sé neutrale, che è possibile trasformare.

L’aggressività è la capacità di reagire, di affermare se stessi


Nonviolenza e aggressivit1

Nonviolenza e aggressività

La gestione dell’aggressività:

Assertività: capacità di affermare me stesso, le mie esigenze, le mie idee, ciò che sono in modo CHIARO, DIRETTO E SINCERO, con modalità ferme, gentili, centrate, non rabbiose o vendicative, come di chi non sente messo in discussione il proprio io, la propria identità.

Sublimazione: mettere i propri impulsi aggressivi al servizio di un ideale


La risposta m m al conflitto

La risposta M-m al conflitto

I MECCANISMI della VIOLENZA

a. ESCALATION– energia verso la persona che ha causato la violenza – incremento della violenza

b. CATENA della violenza – energia che si rivolge verso un terzo – propagazione della violenza

c. AUTODISTRUTTIVITA’ – energia rivolta verso il soggetto stesso che la genera


La risposta m m al conflitto1

Fase visibile

Fisica

reazione

Uso di oggetti (es.armi)

soglia

Linguaggio verbale

Fase invisibile

Psicologica verbale

La risposta M-m al conflitto

a. ESCALATION

energia verso la persona che ha causato la violenza incremento della violenza

Chi si trova nella posizione m cerca di portarsi in M (non sullo stesso piano), l'altro però verrà a trovarsi in inferiorità e cercherà di riconquistare il terreno perduto e un po' di più

Guerra aperta

Contatto fisico

Guerra economica

Violenza strutturale

Linguaggio del corpo


La risposta m m al conflitto2

reazione

attacco

Dirigente

Comandante

Lavoratore Soldato

La risposta M-m al conflitto

b. CATENA della violenza

energia che si rivolge verso un terzo – propagazione della violenza

b1. Catena non istituzionalizzata

b2. Catena istituzionalizzata o gerarchica


La risposta m m al conflitto3

M

m

La risposta M-m al conflitto

c. AUTODISTRUTTIVITA’

energia rivolta verso il soggetto stesso che la genera

Non si è capaci di rivolgere all’esterno l’energia aggressiva e la si scarica contro sé stessi


La risposta m m al conflitto4

La risposta M-m al conflitto

Le argomentazioni, i pretesti

Ogni parte, per mettersi in posizione M, cerca, come può, tutti gli elementi che possono rafforzare il suo punto di vista attraverso:

1.argomentazioni positive: si mettono in evidenza gli aspetti positivi del proprio punto di vista

2.argomentazioni negativi: si mettono in evidenza gli aspetti negativi del punto di vista dell’altro

3.argomentazioni glorificatrici: si mettono in evidenza gli aspetti positivi di noi stessi

4.argomentazioni distruttive: si mettono in evidenza gli aspetti negativi dell’altro come persona


Come di solito si cerca di combattere la violenza

Come di solito si cerca di combattere la violenza?

  • intervenendo solo sul livello visibile pensando che se il conflitto rimane a livello invisibile va bene (sono giusto dei bisticci)

  • interrompendo o riducendo l’escalation :

    - dividendo fisicamente le parti

    (territori occupati in Palestina)

    - rimuovendo l’oggetto del contendere

    (datemi la palla così non litigate più)

    - sottomettendo una delle parti per evitare che reagisca

  • eliminando fisicamente una delle parti in conflitto


La risposta e e al conflitto

La risposta E-E al conflitto

La Nonviolenza si colloca fuori dal meccanismo M-m

“La rassegnazione, la passività sono dunque più contrarie alla Nonviolenza della violenza stessa. Gandhi ha sempre affermato che se la scelta fosse unicamente tra viltà e violenza, tra passività e violenza, allora bisognerebbe scegliere la violenza”


La risposta e e al conflitto1

M

E

E

m

La risposta E-E al conflitto

Il modello E – E si fonda sui principi:

  • nessuno deve sottoporre a violenza,

  • nessuno deve accettare di essere sottoposto a violenza

Obiettivo:

  • modificare il comportamento della parte che esercita la violenza

  • modificare il comportamento della parte che subisce la violenza


La risposta e e al conflitto2

La risposta E-E al conflitto

Per raggiungere l’equivalenza è necessario percorrere un PROCESSO attraverso 3 fasi:

A. Essere in modo equivalente

B. Ricercare e comunicare i fondamenti

C. Creare una soluzione


La risposta e e al conflitto3

La risposta E-E al conflitto

A. Essere in modo equivalente

Lavorare sulla propria coscienza:

  • risvegliare l’aggressività-istinto di autoconservazione

  • potenziare l’assertività

Cercare di mettere le parti in posizione equivalente.

Abilità: affermazione positiva di sé


La risposta e e al conflitto4

La risposta E-E al conflitto

B. Ricercare e comunicare i fondamenti

I fondamenti sono i fattori che sostengono i punti di vista: sono le motivazioni, i valori, i bisogni, i timori che spingono le parti nei loro punto di vista.

Sono soprattutto elementi che coinvolgono a livello emotivo.

Sono le risposte alla catena di perché dei punti di vista.

Prescindono dai giudizi di valore, non ci sono fondamenti più importanti o meno di altri. Spesso sono le motivazioni meno dicibili ma più concrete.

Punto di vista: voglio che tu mi obbedisca

Arg. pos.: se mi ubbidisci eviti di fare errori

Arg. neg.: tutte le volte che hai fatto di testa tua è andata male

Arg. glor.: io sono un bravo educatore

Arg. dist.: tu non sei capace di decidere da solo

Fondamento: ho paura che tu mi faccia fare brutta figura

Abilità: comunicazione


Conflitto gestione e azione

F nonviolenza assoluta

Triangolo della nonviolenza

G

H

Ecompromesso

B100% parte B

Triangolo della violenza

50%

Dscontro

A100% parte A

C

C

50%


Conflitto gestione e azione

Voglio l’arancia!

Ad A serve la buccia e a B serve la polpa

La buccia ad A e la polpa a B

Tuttal’arancia a B

Triangolo della nonviolenza

100%

Triangolo della violenza

Bisogni di B

50%

Mezza arancia a testa

Ad A un’arancia schiacciata e a B il succo sulle mani

Niente ad A e a B

Tutta l’arancia a A

50%

Bisogni di A


La risposta e e al conflitto5

La risposta E-E al conflitto

C. Creare una soluzione

La soluzione che si creerà non deve essere confrontata con i punti di vista iniziali, il lavoro va svolto a livello più profondo, dei fondamenti.

La soluzione non deve necessariamente soddisfare il 100% dei fondamenti di entrambe le parti (nonviolenza assoluta) ma può soddisfarne buona parte.

Abilità: creatività


La risposta e e al conflitto6

La risposta E-E al conflitto

  • Si possono affrontare i propri conflitti o quelli altrui.

  • Coinvolgendo tutte le parti o solo alcune.

  • Si cercano i fondamenti delle parti in causa.

  • A prima vista trovare i propri fondamenti è facile ma in effetti di solito si trovano dei pretesti per giustificare il proprio punto di vista.

  • Cercare i fondamenti dell’avversario è difficile perché si ha paura di dargli ragione

  • Cercare i propri fondamenti può essere difficile perché può richiedere di accettare cose di sé che non si apprezzano

  • Dimenticate le ipotesi di partenza si cerca una nuova situazione che rispetti la maggior quantità di fondamenti trovati per tutte le parti.


La risposta e e al conflitto7

La risposta E-E al conflitto

Punti di vista

Pretesti

Fondamenti


La risposta e e al conflitto8

La risposta E-E al conflitto

Nuova proposta

Fondamenti


Conflitto gestione e azione

Voglio che gli immigrati lavorino nella nostra città1. Sento che esista una tolleranza culturale nella nostra città 2. Abbiamo bisogno che lavorino nelle nostre aziende 3. Abbiamo bisogno che lavorino nelle nostre case 4. Non credo che stiano venendo a rubare i nostri posti di lavoro 5. Mi sento al sicuro con loro, non mi sento in pericolo 6. Mi fa pena lasciarli vivere in strada 7. Penso che abbiano il diritto di migliorare la loro condizione di esseri umani 8. Sono convinto che la loro presenza è importante per la nostra società 9. Sono convinto che possano rimanere qui anche perché ho avuto l'esperienza di stare da loro 10. Ho la sensazione che siano produttivi e pacifici11. Temo che i miei figli diventano razzisti 12. Mi sento male quando le persone sono discriminate 13. Credo che il nostro governo sarà in grado di gestire i problemi se ci sono 14. Mi sento male quando vedo la gente mendicare 

Non voglio che gli immigrati lavorino nella nostra città 1. Ho paura di perdere la mia identità nazionale 2. Ho bisogno di essere al sicuro 3. Ho paura che gli immigrati aumentino la criminalità 4. Ho bisogno di proteggere la mia attività 5. Ho la sensazione che non siano così competenti come noi 6. Faccio fatica ad avere relazioni con gli immigrati 7. Temo che la loro comunità diventerà sempre più forte.8. Mi da fastidio condividere con loro le mie risorse9. Temo che i miei figli perderanno la nostra identità tradizionale 10. Temo che le nostre condizioni economiche peggioreranno 11. Ho paura che rapiscano i nostri figli 12. Temo che la presenza degli immigrati possa espandere la prostituzione 13. Mi sembra ingiusto che i servizi sociali siano spostati verso gli immigrati


Proposte di trasformazione

Proposte di trasformazione

  • P1: A1, A8, A11, B1, B7, B9

    • Brainstorming: “quali sono i valori o le caratterisiche della nostra identità nazionale e come ti senti se vengono minacciati?”

  • P2: A5, A6, A14, B2, B3, B11, B12

    • Statistiche

    • Incontri con persone che vivono vicino a persone immigrate o con gli stessi immigrati

    • Attività per conoscersi meglio: feste, cene, film....


Proposte di trasformazione1

Proposte di trasformazione

  • P3: A5, A10, B2, B3, B11, B12, B13

    • Analisi della criminalità con attenzione sui crimini compiuti per indigenza e sui rapimenti di minori.

  • P4: A6, A7, B11, B13

    • Servizi di assistenza sociale generalizzata: alloggi per persone senza fissa dimora.

    • Aumentare i servizi educativi di base


Proposte di trasformazione2

Proposte di trasformazione

  • P5: A2, A3, A4, A7, A10, B4, B5, B10

    • Analisi dei lavori dove c’è più domanda ed effettiva presenza di migranti.

  • P6: A1, A11, B1, B5, B6, B9

    • Iniziative sulla lingua e la cultura italiane.

  • P7: A2, A3, A4, A7, B4, B5

    • Analisi dei titoli di studio conseguiti e delle effettive competenze dei migranti.


Proposte di trasformazione3

Proposte di trasformazione

  • P8: B2, B3, B6?, B11,B12

    • Proporre di fare insieme una ricerca su chi compie i crimini contro la persona in Italia o sui reati commessi dagli immigrati (ricerca anche sul sito del Ministero dell'Interno).

  • P9: A2, A3, A4, A7, A8, A10, A12, B4, B10

    • Responsabilizzazione degli imprenditori e di sindacati affinchè siano garantite pari condizioni di lavoro tra italiani e stranieri (che normalmente accettano di lavorare al di sotto degli standard minimi di salario ecc.).


Proposte di trasformazione4

Proposte di trasformazione

  • P10: A2, A3, A4, A5, A7, A8, A10, A12, B4, B5, B8, B10

    • Esperimento: Una settimana senza gli immigrati

  • P11: A2, A4, A8, A10, B3, B4, B5, B8, B10

    • Portare entrambi i gruppi a visitare un'azienda in cui lavorano solo immigrati (o comunque in cui la percentuale di stranieri è molto consistente).

  • P12: A6, A7, A12, A13, A14, B8, B10, B13

    • Richiesta di ampliare e intensificare l'offerta di servizi sociali.


Conflitto gestione e azione

Voglio che gli immigrati lavorino nella nostra città

1. Ho la sensazione che ci sia una tolleranza culturale nella nostra città  (P1,P6)

2. Abbiamo bisogno che lavorino nelle nostre aziende (P5, P7, P9, P10, P11)

3. Abbiamo bisogno che lavorino nelle nostre case  (P5, P7, P9, P10)

4. Non credo che stiano venendo a rubare i nostri posti di lavoro  (P5, P7, P9, P10, P11)

5. Mi sento al sicuro con loro, non mi sento in pericolo (P2, P3, P10)

6. Trovo difficile lasciarli vivere in strada (P2, P4, P12)

7. Penso che abbiano il diritto di migliorare la loro condizione di esseri umani (P4, P5, P7, P9, P10, P12)

8. Sono convinto che la loro presenza è importante per la nostra società (P1, P7, P9, P10, P11)

9. Sono convinto che possano rimanere qui anche perché ho avuto l'esperienza di stare da loro 

10. Ho la sensazione che siano produttivi e pacifici (P3, P9, P10, P11)

11. Temo che i miei figli diventano razzisti (P1, P6)

12. Mi sento male quando le persone sono discriminate (P9, P10, P11, P12)

13. Credo che il nostro governo sarà in grado di gestire i problemi se ci sono (P12)

14. Mi sento male quando vedo la gente mendicare  (P1, P12)

B) Non voglio che gli immigrati lavorino nella nostra città

1. Ho paura di perdere la mia identità nazionale (P1, P6)

2. Ho bisogno di essere al sicuro (P2, P3, P8)

3. Ho paura che gli immigrati aumentino la criminalità (P2, P3, P8)  4. Ho bisogno di proteggere la mia attività (P5, P7, P9, P10, P11)

5. Ho la sensazione che non siano così competente come noi (P5, P6, P7, P9, P10, P11)

6. Mi riesce difficile avere relazioni con gli immigrati (P6, P8)

7. Temo che la loro comunità diventerà sempre più forte. (P1)

8. Mi sento male a condividere con loro le mie risorse (P9, P10, P11, P12)

9. Temo che i miei figli perderanno la nostra identità tradizionale (P1, P6)

10. Temo che le nostre condizioni economiche peggioreranno (P9, P10, P11, P12)

11. Ho paura che rapiscano i nostri figli (P2, P3, P4 , P8)

12. Temo che la presenza degli immigrati possa espandere la prostituzione (P2, P3, P8)

13. Mi sembra ingiusto che i servizi sociali siano spostati verso gli immigrati(P3, P4, P12)


Azione nonviolenta

Azione nonviolenta

  • Azione quotidiana

    • Cerca di riparare le ingiustizie dell’avversario

      • Acquisti, relazioni, impegni, lavoro

  • Azione simbolica

    • Cerca di far cambiare l’avversario

      • Manifestazioni, spettacoli, comunicazione

  • Azione diretta nonviolenta (ADN)

    • Cerca di costringere l’avversario a cambiare

      • Blocchi, occupazioni, disobbedienza civile, boicottaggi, sabotaggi

  • Strategia nonviolenta (progetto costruttivo)

    • Cerca di cambiare le strutture e la cultura

      • Campagne (azioni coordinate), associazioni, coordinamenti


  • Funzioni delle azioni nonviolente

    Funzioni delle azioni nonviolente

    • L’azione quotidiana

      • E’ testimonianza e base di un processo collettivo

    • L’azione simbolica

      • Permette una presa di coscienza del conflitto.

      • Non ingaggia uno scontro.

    • L’azione diretta nonviolenta

      • Evidenzia il conflitto e innalza il suo livello

      • Può essere una testimonianza o un’obiezione di coscienza.

      • Può essere individuale.

    • La strategia nonviolenta

      • Ha un respiro sociale e politico.

      • Integra le prime nello spazio e nel tempo.


    Caratteristiche di un azione

    Caratteristiche di un’azione

    Richiede il coinvolgimento personale

    Può coinvolgere altri

    Può essere contro la volontà dell’avversario

    Può creare del danno economico e materiale all’avversario

    Può creare dolore alle persone fisicamente o psicologicamente

    violenta, diretta nv, simbolica, quotidiana

    violenta, diretta nv, simbolica

    violenta, diretta nv

    violenta (diretta nv)

    violenta


    La strategia nonviolenta

    La strategia nonviolenta

    • Progetto costruttivo

    • Disponibilità al sacrificio

    • Rispetto della verità

    • Gradualità nei mezzi

    • Consenso consapevole


    La strategia nonviolenta1

    La strategia nonviolenta

    Gli aspetti della strategia

    1. Analisi della situazione

    2. Preparazione

    3. Scelta dell'obiettivo

    4. Negoziato

    5. Coinvolgimento dell'opinione pubblica, le terze parti

    6. Scadenze ed ultimatum

    7. Azione diretta

    8. Mantenimento dei risultati


    La strategia nonviolenta2

    La strategia nonviolenta

    Analisi della situazione

    Conoscenza oggettiva dei fatti

    Rispetto della verità

    Dossier di documentazione

    Presentazione esatta dei fatti

    Identificare le forze favorevoli e contrarie

    Aspetti legali

    Aspetti finanziari ed economici

    Identificazione dei poteri e delle responsabilità


    La strategia nonviolenta3

    La strategia nonviolenta

    Preparazione

    Partecipazione consapevole

    Saper scegliere i rischi

    Riduce la paura

    Aumenta l'efficacia

    Permette l'organizzazione consensuale

    Individuale e collettiva

    Autogestita o con intervento esterno

    Organizzare eventi formativi

    Conferenze, Convegni, Corsi, Trainings, Campi, Simulazioni


    La strategia nonviolenta4

    La strategia nonviolenta

    Scelta dell'obiettivo

    Deriva dall'analisi

    Preciso, limitato e possibile

    Rispetta i diritti dell'avversario

    Permette una co-esistenza futura

    Determinato, non richiede più di quel che si vuol ottenere

    Ha obiettivi intermedi

    Proporzionato alle forze

    Deve essere consensuale

    Prevedere le necessità economiche


    La strategia nonviolenta5

    La strategia nonviolenta

    Negoziato

    Tenta di evitare la prova di forza

    Ricerca un rapporto diretto

    Presentare il proprio punto di vista

    Presentare l'obiettivo della strategia

    Fermezza e determinazione

    Convenienza del cambiamento comune


    La strategia nonviolenta6

    La strategia nonviolenta

    Negoziato

    Evitare la minaccia

    Creare un clima favorevole

    Cortesia

    Osservare l'avversario

    Guadagnare la fiducia dell'avversario

    Non accontentarsi delle promesse

    Non rompere mai i contatti


    La strategia nonviolenta7

    La strategia nonviolenta

    Coinvolgimento dell'opinione pubblica, le terze parti

    Presentare gli obiettivi

    Controllare la veridicità dell'informazione che circola

    Non colpevolizzare l'opinione pubblica

    "Creare" fatti di cronaca

    Appello all'opinione pubblica

    Organizzare manifestazioni

    Osservare gli spettatori

    Parole d'ordine, slogan e canti appropriati

    Atteggiamento corretto dei manifestanti


    La strategia nonviolenta8

    La strategia nonviolenta

    Coinvolgimento dell'opinione pubblica, le terze parti

    Coinvolgere direttamente l'opinione pubblica

    Siti, Pagine di Social Networks, Lettere ai giornali, Comunicati, Petizioni, Raccolte di firme, Raccolta finanziamenti, Esposizione, Distribuzioni e vendita di simboli, Attivazioni di emittenti libere, Vendita di libri e materiale informativo, Mostre in strada, Ore di silenzio, Digiuni, Gesti simbolici, Canzoni e musiche, Esposizione di comunicati su veicoli e finestre, Volantinaggi, Spedizioni postali, Catene umane, Sfilate, Marce


    La strategia nonviolenta9

    La strategia nonviolenta

    Scadenze ed ultimatum

    Concretizzano gli obiettivi

    Dimostrano determinazione

    Per far avanzare un negoziato bloccato

    Scegliere momenti adatti alla strategia

    Non devono interrompere il contatto

    E' una prova di forza

    Sono verifiche per la strategia

    Evitare ritardi e slittamenti

    Annullati solo ad obiettivo raggiunto

    Commisurare le conseguenze alla necessità


    La strategia nonviolenta10

    La strategia nonviolenta

    Azione diretta nonviolenta

    Preparazione specifica

    I sopralluoghi, Gli scenari, La simulazione e la previsione

    Approfondimento legale

    Commisurata al contesto e solo se necessaria

    Può portare alla trasgressione della legge o di ordini

    Può portare alla costrizione o al danno materiale

    Continuare la persuasione dell'avversario

    Continuare il coinvolgimento dell'opinione pubblica


    La strategia nonviolenta11

    La strategia nonviolenta

    Azione diretta nonviolenta

    Può richiedere sacrificio personale

    Può portare repressione

    Fondamentale l'organizzazione

    Il raduno, Inizio, Gestione delle decisioni, Diffusione dell'informazione, Eventuale prolungamento, Conclusione, Emergenze, Esigenze personali

    Leadership diffusa

    Gruppi di affinità con portavoce

    Consiglio dei portavoce con facilitazione

    Considerare eventi estranei, metereologici, sociali


    La strategia nonviolenta12

    La strategia nonviolenta

    Azione diretta nonviolenta

    Non cooperazione

    Isolamento sociale o fisico dell'avversario, Sciopero a casa, Rinvio dei titoli e onorificenze, Sciopero di categorie, Boicottaggio, Creazione di disservizi all'avversario, Uso per la campagna di azione di servizi altrimenti non disponibili, Rifiuto di pagamento: affitto, servizi, Obiezione fiscale, Obiezioni di coscienza, Sciopero della fame, Sciopero generale, Disobbedienza e diserzione, Obbedienza a poteri paralleli

    Azione di intervento

    Sit-in, Die-in, Scritte e striscioni "sovversivi“, Ostruzione del transito, Occupazioni, Esposizione di simboli proibiti, Trasgressione palese e collettiva di divieti e obblighi, Sabotaggio e danneggiamento

    Non deve esaurire il movimento o la campagna di azione


    La strategia nonviolenta13

    La strategia nonviolenta

    Mantenimento dei risultati

    Richiede forza e perseveranza

    Aspetto sempre trascurato

    Bisogna prevedere dei metodi e delle regole

    Avvicendamento delle responsabilità, Funzioni di controllo determinate, Metodi di mobilitazione, Diffusione dell'informazione

    Preparazione specifica

    Richiede attenzione e disincanto

    Tramandare i risultati e l’esperienza a chi viene dopo


    Le terze parti

    Le terze parti

    La mediazione

    La terza parte resta tale, non entra nel conflitto, non si schiera ma si situa accanto alle due parti. La sua presenza deve essere voluta da entrambe le parti.

    Le sue funzioni sono:

    sviluppare il più possibile l’equivalenza nel rapporto

    rendere possibile o semplificare la comunicazione

    stimolare la creatività


    Le terze parti1

    Le terze parti

    L’interposizione

    La terza parte può entrare nel conflitto interponendosi tra le due parti. La presenza può essere richiesta solo da una delle parti ma è auspicabile che l’altra parte non veda questo come uno schieramento in contrapposizione.

    Le sue funzioni sono:

    riportare le parti al rispetto minimo vicendevole e al dialogo

    fare prendere coscienza alle parti delle ingiustizie che commettono nei confronti dell’avversario.


    Le terze parti2

    Le terze parti

    L’intervento

    Nel caso di conflitti in cui una parte è molto oppressa o così debole da non poter reagire e opporsi, se le terze parti non cercano di intervenire in qualche modo, ma si limitano al ruolo di testimoni, la parte minore le vedrà come complici della parte opprimente.

    Assumere un atteggiamento nonviolento non significa restare fuori dal conflitto né entrarci in modo tale da diventare la parte oppressa, ma stare accanto ad entrambe le parti come una terza parte.


    Bibliografia

    Bibliografia

    Pat Patfoort

    Costruire la Nonviolenza.

    Per una pedagogia dei conflitti.

    La Meridana

    Pat Patfoort

    Io voglio tu non vuoi.

    Manuale di educazione nonviolenta.

    Edizioni Gruppo Abele

    Pat Patfoort

    Dfendersi senza aggredire

    Edizioni Gruppo Abele


    Bibliografia1

    Bibliografia

    Jean Marie Muller

    Momenti e metodi dell’azione diretta nonviolenta

    Movimento Nonviolento

    Jean Marie Muller

    Il significato della nonviolenza

    Movimento Nonviolento


  • Login