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CONFLITTO, GESTIONE E AZIONE

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CONFLITTO, GESTIONE E AZIONE. Carlo Schenone [email protected] I livelli di coinvolgimento della Nonviolenza. Micro – personale. Meso – relazioni interpersonali/gruppo. Macro – relazioni sociali e internazionali. Differenze di caratteristiche, idee, opinioni, punti di vista. X. Y.

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Presentation Transcript
i livelli di coinvolgimento della nonviolenza
I livelli di coinvolgimentodella Nonviolenza
  • Micro – personale
  • Meso – relazioni interpersonali/gruppo
  • Macro – relazioni sociali e internazionali
la radice della violenza il sistema m m

Differenze di caratteristiche, idee, opinioni, punti di vista

X

Y

contesto

risposta aggressiva

M

squilibrio

m

La radice della violenza: il sistema M-m

Giudizi di valore

Potere

Argomentazioni

la radice della violenza il sistema m m1
La radice della violenza: il sistema M-m

L’istinto di autoconservazione, a livello fisico e dei valori, porta chi è in posizione m alla reazione aggressiva.

Per non essere inferiori si cerca di essere superiori.

E’ del tutto normale e giustificato non voler stare nella posizione inferiore, ma nel momento in cui si cerca di prevaricare altri portandosi in posizione superiore si comincia a costruire la violenza

nonviolenza e aggressivit
Nonviolenza e aggressività

La parola deriva dal latino \'ad-gredior\', faccio un passo avanti, mi affermo

L’aggressività è un\'energia di per sé neutrale, che è possibile trasformare.

L’aggressività è la capacità di reagire, di affermare se stessi

nonviolenza e aggressivit1
Nonviolenza e aggressività

La gestione dell’aggressività:

Assertività: capacità di affermare me stesso, le mie esigenze, le mie idee, ciò che sono in modo CHIARO, DIRETTO E SINCERO, con modalità ferme, gentili, centrate, non rabbiose o vendicative, come di chi non sente messo in discussione il proprio io, la propria identità.

Sublimazione: mettere i propri impulsi aggressivi al servizio di un ideale

la risposta m m al conflitto
La risposta M-m al conflitto

I MECCANISMI della VIOLENZA

a. ESCALATION– energia verso la persona che ha causato la violenza – incremento della violenza

b. CATENA della violenza – energia che si rivolge verso un terzo – propagazione della violenza

c. AUTODISTRUTTIVITA’ – energia rivolta verso il soggetto stesso che la genera

la risposta m m al conflitto1

Fase visibile

Fisica

reazione

Uso di oggetti (es.armi)

soglia

Linguaggio verbale

Fase invisibile

Psicologica verbale

La risposta M-m al conflitto

a. ESCALATION

energia verso la persona che ha causato la violenza incremento della violenza

Chi si trova nella posizione m cerca di portarsi in M (non sullo stesso piano), l\'altro però verrà a trovarsi in inferiorità e cercherà di riconquistare il terreno perduto e un po\' di più

Guerra aperta

Contatto fisico

Guerra economica

Violenza strutturale

Linguaggio del corpo

la risposta m m al conflitto2

reazione

attacco

Dirigente

Comandante

Lavoratore Soldato

La risposta M-m al conflitto

b. CATENA della violenza

energia che si rivolge verso un terzo – propagazione della violenza

b1. Catena non istituzionalizzata

b2. Catena istituzionalizzata o gerarchica

la risposta m m al conflitto3

M

m

La risposta M-m al conflitto

c. AUTODISTRUTTIVITA’

energia rivolta verso il soggetto stesso che la genera

Non si è capaci di rivolgere all’esterno l’energia aggressiva e la si scarica contro sé stessi

la risposta m m al conflitto4
La risposta M-m al conflitto

Le argomentazioni, i pretesti

Ogni parte, per mettersi in posizione M, cerca, come può, tutti gli elementi che possono rafforzare il suo punto di vista attraverso:

1. argomentazioni positive: si mettono in evidenza gli aspetti positivi del proprio punto di vista

2. argomentazioni negativi: si mettono in evidenza gli aspetti negativi del punto di vista dell’altro

3. argomentazioni glorificatrici: si mettono in evidenza gli aspetti positivi di noi stessi

4. argomentazioni distruttive: si mettono in evidenza gli aspetti negativi dell’altro come persona

come di solito si cerca di combattere la violenza
Come di solito si cerca di combattere la violenza?
  • intervenendo solo sul livello visibile pensando che se il conflitto rimane a livello invisibile va bene (sono giusto dei bisticci)
  • interrompendo o riducendo l’escalation :

- dividendo fisicamente le parti

(territori occupati in Palestina)

- rimuovendo l’oggetto del contendere

(datemi la palla così non litigate più)

- sottomettendo una delle parti per evitare che reagisca

  • eliminando fisicamente una delle parti in conflitto
la risposta e e al conflitto
La risposta E-E al conflitto

La Nonviolenza si colloca fuori dal meccanismo M-m

“La rassegnazione, la passività sono dunque più contrarie alla Nonviolenza della violenza stessa. Gandhi ha sempre affermato che se la scelta fosse unicamente tra viltà e violenza, tra passività e violenza, allora bisognerebbe scegliere la violenza”

la risposta e e al conflitto1

M

E

E

m

La risposta E-E al conflitto

Il modello E – E si fonda sui principi:

  • nessuno deve sottoporre a violenza,
  • nessuno deve accettare di essere sottoposto a violenza

Obiettivo:

  • modificare il comportamento della parte che esercita la violenza
  • modificare il comportamento della parte che subisce la violenza
la risposta e e al conflitto2
La risposta E-E al conflitto

Per raggiungere l’equivalenza è necessario percorrere un PROCESSO attraverso 3 fasi:

A. Essere in modo equivalente

B. Ricercare e comunicare i fondamenti

C. Creare una soluzione

la risposta e e al conflitto3
La risposta E-E al conflitto

A. Essere in modo equivalente

Lavorare sulla propria coscienza:

  • risvegliare l’aggressività-istinto di autoconservazione
  • potenziare l’assertività

Cercare di mettere le parti in posizione equivalente.

Abilità: affermazione positiva di sé

la risposta e e al conflitto4
La risposta E-E al conflitto

B. Ricercare e comunicare i fondamenti

I fondamenti sono i fattori che sostengono i punti di vista: sono le motivazioni, i valori, i bisogni, i timori che spingono le parti nei loro punto di vista.

Sono soprattutto elementi che coinvolgono a livello emotivo.

Sono le risposte alla catena di perché dei punti di vista.

Prescindono dai giudizi di valore, non ci sono fondamenti più importanti o meno di altri. Spesso sono le motivazioni meno dicibili ma più concrete.

Punto di vista: voglio che tu mi obbedisca

Arg. pos.: se mi ubbidisci eviti di fare errori

Arg. neg.: tutte le volte che hai fatto di testa tua è andata male

Arg. glor.: io sono un bravo educatore

Arg. dist.: tu non sei capace di decidere da solo

Fondamento: ho paura che tu mi faccia fare brutta figura

Abilità: comunicazione

slide18

F nonviolenza assoluta

Triangolo della nonviolenza

G

H

Ecompromesso

B100% parte B

Triangolo della violenza

50%

Dscontro

A100% parte A

C

C

50%

slide19

Voglio l’arancia!

Ad A serve la buccia e a B serve la polpa

La buccia ad A e la polpa a B

Tuttal’arancia a B

Triangolo della nonviolenza

100%

Triangolo della violenza

Bisogni di B

50%

Mezza arancia a testa

Ad A un’arancia schiacciata e a B il succo sulle mani

Niente ad A e a B

Tutta l’arancia a A

50%

Bisogni di A

la risposta e e al conflitto5
La risposta E-E al conflitto

C. Creare una soluzione

La soluzione che si creerà non deve essere confrontata con i punti di vista iniziali, il lavoro va svolto a livello più profondo, dei fondamenti.

La soluzione non deve necessariamente soddisfare il 100% dei fondamenti di entrambe le parti (nonviolenza assoluta) ma può soddisfarne buona parte.

Abilità: creatività

la risposta e e al conflitto6
La risposta E-E al conflitto
  • Si possono affrontare i propri conflitti o quelli altrui.
  • Coinvolgendo tutte le parti o solo alcune.
  • Si cercano i fondamenti delle parti in causa.
  • A prima vista trovare i propri fondamenti è facile ma in effetti di solito si trovano dei pretesti per giustificare il proprio punto di vista.
  • Cercare i fondamenti dell’avversario è difficile perché si ha paura di dargli ragione
  • Cercare i propri fondamenti può essere difficile perché può richiedere di accettare cose di sé che non si apprezzano
  • Dimenticate le ipotesi di partenza si cerca una nuova situazione che rispetti la maggior quantità di fondamenti trovati per tutte le parti.
la risposta e e al conflitto7
La risposta E-E al conflitto

Punti di vista

Pretesti

Fondamenti

la risposta e e al conflitto8
La risposta E-E al conflitto

Nuova proposta

Fondamenti

slide24
Voglio che gli immigrati lavorino nella nostra città1. Sento che esista una tolleranza culturale nella nostra città 2. Abbiamo bisogno che lavorino nelle nostre aziende 3. Abbiamo bisogno che lavorino nelle nostre case 4. Non credo che stiano venendo a rubare i nostri posti di lavoro 5. Mi sento al sicuro con loro, non mi sento in pericolo 6. Mi fa pena lasciarli vivere in strada 7. Penso che abbiano il diritto di migliorare la loro condizione di esseri umani 8. Sono convinto che la loro presenza è importante per la nostra società 9. Sono convinto che possano rimanere qui anche perché ho avuto l\'esperienza di stare da loro 10. Ho la sensazione che siano produttivi e pacifici11. Temo che i miei figli diventano razzisti 12. Mi sento male quando le persone sono discriminate 13. Credo che il nostro governo sarà in grado di gestire i problemi se ci sono 14. Mi sento male quando vedo la gente mendicare 

Non voglio che gli immigrati lavorino nella nostra città 1. Ho paura di perdere la mia identità nazionale 2. Ho bisogno di essere al sicuro 3. Ho paura che gli immigrati aumentino la criminalità 4. Ho bisogno di proteggere la mia attività 5. Ho la sensazione che non siano così competenti come noi 6. Faccio fatica ad avere relazioni con gli immigrati 7. Temo che la loro comunità diventerà sempre più forte.8. Mi da fastidio condividere con loro le mie risorse9. Temo che i miei figli perderanno la nostra identità tradizionale 10. Temo che le nostre condizioni economiche peggioreranno 11. Ho paura che rapiscano i nostri figli 12. Temo che la presenza degli immigrati possa espandere la prostituzione 13. Mi sembra ingiusto che i servizi sociali siano spostati verso gli immigrati

proposte di trasformazione
Proposte di trasformazione
  • P1: A1, A8, A11, B1, B7, B9
    • Brainstorming: “quali sono i valori o le caratterisiche della nostra identità nazionale e come ti senti se vengono minacciati?”
  • P2: A5, A6, A14, B2, B3, B11, B12
    • Statistiche
    • Incontri con persone che vivono vicino a persone immigrate o con gli stessi immigrati
    • Attività per conoscersi meglio: feste, cene, film....
proposte di trasformazione1
Proposte di trasformazione
  • P3: A5, A10, B2, B3, B11, B12, B13
    • Analisi della criminalità con attenzione sui crimini compiuti per indigenza e sui rapimenti di minori.
  • P4: A6, A7, B11, B13
    • Servizi di assistenza sociale generalizzata: alloggi per persone senza fissa dimora.
    • Aumentare i servizi educativi di base
proposte di trasformazione2
Proposte di trasformazione
  • P5: A2, A3, A4, A7, A10, B4, B5, B10
    • Analisi dei lavori dove c’è più domanda ed effettiva presenza di migranti.
  • P6: A1, A11, B1, B5, B6, B9
    • Iniziative sulla lingua e la cultura italiane.
  • P7: A2, A3, A4, A7, B4, B5
    • Analisi dei titoli di studio conseguiti e delle effettive competenze dei migranti.
proposte di trasformazione3
Proposte di trasformazione
  • P8: B2, B3, B6?, B11,B12
    • Proporre di fare insieme una ricerca su chi compie i crimini contro la persona in Italia o sui reati commessi dagli immigrati (ricerca anche sul sito del Ministero dell\'Interno).
  • P9: A2, A3, A4, A7, A8, A10, A12, B4, B10
    • Responsabilizzazione degli imprenditori e di sindacati affinchè siano garantite pari condizioni di lavoro tra italiani e stranieri (che normalmente accettano di lavorare al di sotto degli standard minimi di salario ecc.).
proposte di trasformazione4
Proposte di trasformazione
  • P10: A2, A3, A4, A5, A7, A8, A10, A12, B4, B5, B8, B10
    • Esperimento: Una settimana senza gli immigrati
  • P11: A2, A4, A8, A10, B3, B4, B5, B8, B10
    • Portare entrambi i gruppi a visitare un\'azienda in cui lavorano solo immigrati (o comunque in cui la percentuale di stranieri è molto consistente).
  • P12: A6, A7, A12, A13, A14, B8, B10, B13
    • Richiesta di ampliare e intensificare l\'offerta di servizi sociali.
slide30
Voglio che gli immigrati lavorino nella nostra città

1. Ho la sensazione che ci sia una tolleranza culturale nella nostra città  (P1,P6)

2. Abbiamo bisogno che lavorino nelle nostre aziende (P5, P7, P9, P10, P11)

3. Abbiamo bisogno che lavorino nelle nostre case  (P5, P7, P9, P10)

4. Non credo che stiano venendo a rubare i nostri posti di lavoro  (P5, P7, P9, P10, P11)

5. Mi sento al sicuro con loro, non mi sento in pericolo (P2, P3, P10)

6. Trovo difficile lasciarli vivere in strada (P2, P4, P12)

7. Penso che abbiano il diritto di migliorare la loro condizione di esseri umani (P4, P5, P7, P9, P10, P12)

8. Sono convinto che la loro presenza è importante per la nostra società (P1, P7, P9, P10, P11)

9. Sono convinto che possano rimanere qui anche perché ho avuto l\'esperienza di stare da loro 

10. Ho la sensazione che siano produttivi e pacifici (P3, P9, P10, P11)

11. Temo che i miei figli diventano razzisti (P1, P6)

12. Mi sento male quando le persone sono discriminate (P9, P10, P11, P12)

13. Credo che il nostro governo sarà in grado di gestire i problemi se ci sono (P12)

14. Mi sento male quando vedo la gente mendicare  (P1, P12)

B) Non voglio che gli immigrati lavorino nella nostra città

1. Ho paura di perdere la mia identità nazionale (P1, P6)

2. Ho bisogno di essere al sicuro (P2, P3, P8)

3. Ho paura che gli immigrati aumentino la criminalità (P2, P3, P8)  4. Ho bisogno di proteggere la mia attività (P5, P7, P9, P10, P11)

5. Ho la sensazione che non siano così competente come noi (P5, P6, P7, P9, P10, P11)

6. Mi riesce difficile avere relazioni con gli immigrati (P6, P8)

7. Temo che la loro comunità diventerà sempre più forte. (P1)

8. Mi sento male a condividere con loro le mie risorse (P9, P10, P11, P12)

9. Temo che i miei figli perderanno la nostra identità tradizionale (P1, P6)

10. Temo che le nostre condizioni economiche peggioreranno (P9, P10, P11, P12)

11. Ho paura che rapiscano i nostri figli (P2, P3, P4 , P8)

12. Temo che la presenza degli immigrati possa espandere la prostituzione (P2, P3, P8)

13. Mi sembra ingiusto che i servizi sociali siano spostati verso gli immigrati(P3, P4, P12)

azione nonviolenta
Azione nonviolenta
  • Azione quotidiana
    • Cerca di riparare le ingiustizie dell’avversario
        • Acquisti, relazioni, impegni, lavoro
  • Azione simbolica
    • Cerca di far cambiare l’avversario
        • Manifestazioni, spettacoli, comunicazione
  • Azione diretta nonviolenta (ADN)
    • Cerca di costringere l’avversario a cambiare
        • Blocchi, occupazioni, disobbedienza civile, boicottaggi, sabotaggi
  • Strategia nonviolenta (progetto costruttivo)
    • Cerca di cambiare le strutture e la cultura
        • Campagne (azioni coordinate), associazioni, coordinamenti
funzioni delle azioni nonviolente
Funzioni delle azioni nonviolente
  • L’azione quotidiana
    • E’ testimonianza e base di un processo collettivo
  • L’azione simbolica
    • Permette una presa di coscienza del conflitto.
    • Non ingaggia uno scontro.
  • L’azione diretta nonviolenta
    • Evidenzia il conflitto e innalza il suo livello
    • Può essere una testimonianza o un’obiezione di coscienza.
    • Può essere individuale.
  • La strategia nonviolenta
    • Ha un respiro sociale e politico.
    • Integra le prime nello spazio e nel tempo.
caratteristiche di un azione
Caratteristiche di un’azione

Richiede il coinvolgimento personale

Può coinvolgere altri

Può essere contro la volontà dell’avversario

Può creare del danno economico e materiale all’avversario

Può creare dolore alle persone fisicamente o psicologicamente

violenta, diretta nv, simbolica, quotidiana

violenta, diretta nv, simbolica

violenta, diretta nv

violenta (diretta nv)

violenta

la strategia nonviolenta
La strategia nonviolenta
  • Progetto costruttivo
  • Disponibilità al sacrificio
  • Rispetto della verità
  • Gradualità nei mezzi
  • Consenso consapevole
la strategia nonviolenta1
La strategia nonviolenta

Gli aspetti della strategia

1. Analisi della situazione

2. Preparazione

3. Scelta dell\'obiettivo

4. Negoziato

5. Coinvolgimento dell\'opinione pubblica, le terze parti

6. Scadenze ed ultimatum

7. Azione diretta

8. Mantenimento dei risultati

la strategia nonviolenta2
La strategia nonviolenta

Analisi della situazione

Conoscenza oggettiva dei fatti

Rispetto della verità

Dossier di documentazione

Presentazione esatta dei fatti

Identificare le forze favorevoli e contrarie

Aspetti legali

Aspetti finanziari ed economici

Identificazione dei poteri e delle responsabilità

la strategia nonviolenta3
La strategia nonviolenta

Preparazione

Partecipazione consapevole

Saper scegliere i rischi

Riduce la paura

Aumenta l\'efficacia

Permette l\'organizzazione consensuale

Individuale e collettiva

Autogestita o con intervento esterno

Organizzare eventi formativi

Conferenze, Convegni, Corsi, Trainings, Campi, Simulazioni

la strategia nonviolenta4
La strategia nonviolenta

Scelta dell\'obiettivo

Deriva dall\'analisi

Preciso, limitato e possibile

Rispetta i diritti dell\'avversario

Permette una co-esistenza futura

Determinato, non richiede più di quel che si vuol ottenere

Ha obiettivi intermedi

Proporzionato alle forze

Deve essere consensuale

Prevedere le necessità economiche

la strategia nonviolenta5
La strategia nonviolenta

Negoziato

Tenta di evitare la prova di forza

Ricerca un rapporto diretto

Presentare il proprio punto di vista

Presentare l\'obiettivo della strategia

Fermezza e determinazione

Convenienza del cambiamento comune

la strategia nonviolenta6
La strategia nonviolenta

Negoziato

Evitare la minaccia

Creare un clima favorevole

Cortesia

Osservare l\'avversario

Guadagnare la fiducia dell\'avversario

Non accontentarsi delle promesse

Non rompere mai i contatti

la strategia nonviolenta7
La strategia nonviolenta

Coinvolgimento dell\'opinione pubblica, le terze parti

Presentare gli obiettivi

Controllare la veridicità dell\'informazione che circola

Non colpevolizzare l\'opinione pubblica

"Creare" fatti di cronaca

Appello all\'opinione pubblica

Organizzare manifestazioni

Osservare gli spettatori

Parole d\'ordine, slogan e canti appropriati

Atteggiamento corretto dei manifestanti

la strategia nonviolenta8
La strategia nonviolenta

Coinvolgimento dell\'opinione pubblica, le terze parti

Coinvolgere direttamente l\'opinione pubblica

Siti, Pagine di Social Networks, Lettere ai giornali, Comunicati, Petizioni, Raccolte di firme, Raccolta finanziamenti, Esposizione, Distribuzioni e vendita di simboli, Attivazioni di emittenti libere, Vendita di libri e materiale informativo, Mostre in strada, Ore di silenzio, Digiuni, Gesti simbolici, Canzoni e musiche, Esposizione di comunicati su veicoli e finestre, Volantinaggi, Spedizioni postali, Catene umane, Sfilate, Marce

la strategia nonviolenta9
La strategia nonviolenta

Scadenze ed ultimatum

Concretizzano gli obiettivi

Dimostrano determinazione

Per far avanzare un negoziato bloccato

Scegliere momenti adatti alla strategia

Non devono interrompere il contatto

E\' una prova di forza

Sono verifiche per la strategia

Evitare ritardi e slittamenti

Annullati solo ad obiettivo raggiunto

Commisurare le conseguenze alla necessità

la strategia nonviolenta10
La strategia nonviolenta

Azione diretta nonviolenta

Preparazione specifica

I sopralluoghi, Gli scenari, La simulazione e la previsione

Approfondimento legale

Commisurata al contesto e solo se necessaria

Può portare alla trasgressione della legge o di ordini

Può portare alla costrizione o al danno materiale

Continuare la persuasione dell\'avversario

Continuare il coinvolgimento dell\'opinione pubblica

la strategia nonviolenta11
La strategia nonviolenta

Azione diretta nonviolenta

Può richiedere sacrificio personale

Può portare repressione

Fondamentale l\'organizzazione

Il raduno, Inizio, Gestione delle decisioni, Diffusione dell\'informazione, Eventuale prolungamento, Conclusione, Emergenze, Esigenze personali

Leadership diffusa

Gruppi di affinità con portavoce

Consiglio dei portavoce con facilitazione

Considerare eventi estranei, metereologici, sociali

la strategia nonviolenta12
La strategia nonviolenta

Azione diretta nonviolenta

Non cooperazione

Isolamento sociale o fisico dell\'avversario, Sciopero a casa, Rinvio dei titoli e onorificenze, Sciopero di categorie, Boicottaggio, Creazione di disservizi all\'avversario, Uso per la campagna di azione di servizi altrimenti non disponibili, Rifiuto di pagamento: affitto, servizi, Obiezione fiscale, Obiezioni di coscienza, Sciopero della fame, Sciopero generale, Disobbedienza e diserzione, Obbedienza a poteri paralleli

Azione di intervento

Sit-in, Die-in, Scritte e striscioni "sovversivi“, Ostruzione del transito, Occupazioni, Esposizione di simboli proibiti, Trasgressione palese e collettiva di divieti e obblighi, Sabotaggio e danneggiamento

Non deve esaurire il movimento o la campagna di azione

la strategia nonviolenta13
La strategia nonviolenta

Mantenimento dei risultati

Richiede forza e perseveranza

Aspetto sempre trascurato

Bisogna prevedere dei metodi e delle regole

Avvicendamento delle responsabilità, Funzioni di controllo determinate, Metodi di mobilitazione, Diffusione dell\'informazione

Preparazione specifica

Richiede attenzione e disincanto

Tramandare i risultati e l’esperienza a chi viene dopo

le terze parti
Le terze parti

La mediazione

La terza parte resta tale, non entra nel conflitto, non si schiera ma si situa accanto alle due parti. La sua presenza deve essere voluta da entrambe le parti.

Le sue funzioni sono:

sviluppare il più possibile l’equivalenza nel rapporto

rendere possibile o semplificare la comunicazione

stimolare la creatività

le terze parti1
Le terze parti

L’interposizione

La terza parte può entrare nel conflitto interponendosi tra le due parti. La presenza può essere richiesta solo da una delle parti ma è auspicabile che l’altra parte non veda questo come uno schieramento in contrapposizione.

Le sue funzioni sono:

riportare le parti al rispetto minimo vicendevole e al dialogo

fare prendere coscienza alle parti delle ingiustizie che commettono nei confronti dell’avversario.

le terze parti2
Le terze parti

L’intervento

Nel caso di conflitti in cui una parte è molto oppressa o così debole da non poter reagire e opporsi, se le terze parti non cercano di intervenire in qualche modo, ma si limitano al ruolo di testimoni, la parte minore le vedrà come complici della parte opprimente.

Assumere un atteggiamento nonviolento non significa restare fuori dal conflitto né entrarci in modo tale da diventare la parte oppressa, ma stare accanto ad entrambe le parti come una terza parte.

bibliografia
Bibliografia

Pat Patfoort

Costruire la Nonviolenza.

Per una pedagogia dei conflitti.

La Meridana

Pat Patfoort

Io voglio tu non vuoi.

Manuale di educazione nonviolenta.

Edizioni Gruppo Abele

Pat Patfoort

Dfendersi senza aggredire

Edizioni Gruppo Abele

bibliografia1
Bibliografia

Jean Marie Muller

Momenti e metodi dell’azione diretta nonviolenta

Movimento Nonviolento

Jean Marie Muller

Il significato della nonviolenza

Movimento Nonviolento

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