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Dalle reti a Facebook:

Dalle reti a Facebook:. Le reti: dal semplice al complesso Chi vince piglia tutto Ecosistemi Il Re: nascita, sviluppo Cosa si vede in Facebook Anche lui deve pur vivere: come si guadagna da vivere Altri pretendenti: guerre planetarie Poche regole per l’uso. 2 parole su questo progetto.

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Dalle reti a Facebook:

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Presentation Transcript


  1. Dalle reti a Facebook: Le reti: dal semplice al complesso Chi vince piglia tutto Ecosistemi Il Re: nascita, sviluppo Cosa si vede in Facebook Anche lui deve pur vivere: come si guadagna da vivere Altri pretendenti: guerre planetarie Poche regole per l’uso

  2. 2 parole su questo progetto Una Madrina 3 possibili obiettivi: genitori allievi insegnanti Perché Facebook? • ci tocca da vicino (è ormai un fenomeno planetario) • molti adulti sono fermi all’ABC • i ragazzi lo usano tantissimo senza conoscerne le dinamiche

  3. Fate un gioco: provate a immaginare cosa significano queste due cifre: 50.000.000.000 (50 mld) 759.000.000.000 (759 mld) Se fossero soldi, sareste capaci di spenderli tutti? Ricordate questi numeri: sulla Terra siamo +/- 6 mld prima cifra: 8,3 “unità” per persona seconda cifra: 126 “unità” per persona “E’ Facebook, ragazzi. E’ tutto qui!”.

  4. Balaklava e la sottile linea rossa C’è un sottile confine tra organizzazione e disorganizzazione. Quando un gruppo di persone che cooperano diventa un’organizzazione? E quando un’organizzazione cessa di esistere? Quante perdite può sostenere un’unità militare restando tale? Cosa sono, come emergono, come evolvono le reti? La risposta a queste domande può aiutarci a capire FB.

  5. Tutto è collegato al tutto “Oggi ci rendiamo conto sempre di più che niente succede isolatamente; fenomeni ed eventi sono perlopiù connessi con innumerevoli altri pezzi di un complesso puzzle universale, si causano l’un l’altro e interagiscono fra loro. Ci accorgiamo, ormai, di vivere in un mondo piccolo, in cui ogni cosa è collegata alle altre. È in atto una rivoluzione dove scienziati di ogni disciplina scoprono che la complessità ha un’architettura precisa. Siamo arrivati a capire l’importanza delle reti” (Albert Barabasi)

  6. Nodi, legami, supernodi (hub) Una rete è fatta di: nodi (agenti) legami tra i nodi Esistono vari tipi di reti: centralizzate, decentralizzate, distribuite. La maggior parte delle reti “vive” assume la forma di reti decentralizzate, dove emergono invariabilmente degli hub.

  7. L’invarianza di scala: l’infinito in tasca Paesaggi identici su scale differenti: a qualsiasi distanza guardiate il disegno, troverete sempre gli stessi schemi. Come i rami di una pianta che si biforcano all’infinito.

  8. Gli hub: il Vangelo delle reti Nelle reti a invarianza di scala vi sono alcuni nodi che catturano una quantità enorme di collegamenti. Questi nodi sono chiamati “hub” e diventano dei veri e propri dominatori dell’“ambiente” (altissima fitness). Questi ambienti seguono una legge evangelica: “a chiunque ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha”. Non serve esserci per primi per diventare degli hub. Il processo di “hubbizzazione” è ALTAMENTE CASUALE.

  9. il 20% della popolazione mondiale consuma l’80% di energia • l’80% della ricchezza è detenuta dal 20% della popolazione • il 20% dei clienti di un’azienda determina l’80% del fatturato • l’80% delle vendite è generato dal 20% dei prodotti • l’80% delle lamentele proviene dal 20% dei clienti • l’80% del traffico urbano occupa il 20% di strade cittadine • il 20% dei clienti “succhia” l’80% della banda larga Pareto e l’80/20 Le reti più interessanti sono quelle a invarianza di scala, che seguono una distribuzione tipica dei diagrammi di Pareto, che dimostrò come il 20% delle “cause” definisce l’80% dei risultati. Ecco alcune conseguenze:

  10. Alcune curiosità: siamo tutti vicini Un mondo così piccolo: i +/- 6 passaggi per i pacchetti di Milgram la commistione di attori (L’Oracolo di Kevin Bacon: +/- 3) e matematici (il numero di Erdos: 4,65)

  11. Ma c’è molta “fragilità” Così resistenti, eppure così fragili: le reti a invarianza di scala sono estremamente vulnerabili ad attacchi mirati: internet telecom elettricità acqua trasporti

  12. Guerra ed ecosistemi I social network sono reti collegate da tecnologie. Quindi la guerra delle tecnologie è un elemento chiave per capire cosa sta accadendo nel mondo dei social network. Da IBM a Microsoft, da Facebook a …? I competitor: Microsoft, Apple, Google, RIMM, HP. Il premio in palio: il dominio della mobilità, la prossima frontiera dei social network.

  13. Il “cloud computing” L’architettura su cui si basano queste tecnologie è sempre più “remota”. Noi siamo sempre meno in controllo di quello che usiamo: siamo sempre più terminali “intelligenti” (?). Caratteristiche della “nuvola”: agilità bassi costi indipendenza multiproprietà affidabilità sicurezza manutenzione

  14. L’era AFB: da sempre il numero è la legge 1 In principio si generò l’Internet. 2 La sua presenza aleggiava ovunque. 3 Fu detto: «Siano i motori di ricerca!». Ed essi furono generati. 4 Si vide che i motori erano cosa buona e la gente li popolò. 5 E i motori divennero “portali”, e la gente correva ad essi. E fu sera e fu mattina: primo passo. 6 Si disse: «Siano i social network in mezzo ai siti e ai portali per separare le acque dalle acque». 7 E venne Google. E vennero i social network, e si separarono da Google.

  15. Facemash: dove tutto ebbe inizio Mark Zuckerberg, un sophomore di Harvard, mette in linea un programma per fare un gioco: “ruba” dalle reti dei dormitori le foto delle ragazze e crea un torneo a eliminazione a coppie: vota la più calda! In sole 4 ore 450 visitatori entrano a fare il gioco (22.000 photo views).

  16. Da criminale a benefattore Il sito viene bloccato dopo pochi giorni. Incriminato dal Senato Accademico, Zuckerberg viene graziato, anche perché trasforma il sito in strumento aperto a tutti per condividere opinioni su un corso di Storia dell’arte.

  17. 4 febbraio 2004: nasce “Thefacebook” Vuoi: cercare gente nella tua università? scoprire i tuoi compagni di corso? guardare chi sono gli amici dei tuoi amici? avere una visualizzazione della tua rete sociale? Inizialmente riservato agli studenti di Harvard (oltre il 50% dei frequentanti si iscrive solo nel primo mese), a marzo si apre prima a Stanford, Columbia e Yale; quindi alle università dell’Ivy League, poi Boston University, NY University, MIT, infine alla maggior parte delle università americane e canadesi.

  18. Disinvoltura? 6 giorni dopo il lancio del sito Cameron e Tyler Winklevoss, insieme a Divya Narendra, accusano Zuckerberg di averli imbrogliati, dicendosi disponibile ad aiutarli a costruire un social network chiamato “ConnectU” e, mentre tergiversava, di aver loro rubato l’idea costruendo la sua versione del sito. I tre citano Zuckerberg: la lite, momentaneamente terminata nel 2008 con un accordo di 68 milioni di dollari, è ripresa (i Winklevoss sostengono di essere stati imbrogliati sul reale valore di FB al momento dell’accordo).

  19. Una crescita esplosiva Giugno 2004: Facebook inc. Sean Parker forPresident (Napster, Plaxo) Palo Alto (Cal) 1°investimento (Peter Thiel, PayPal) Inizio 2005: 200.000 US$ per dominio “facebook.com” Settembre 2005: apertura a studenti scuole superiori; impiegati di parecchie aziende (Apple, Microsoft). 26 settembre 2006: FB per tutti (limite di 13 anni per avere profilo, email).

  20. Qualche numero: utenti E’ difficile tener dietro a FB con numeri “oggettivi”. “Oggi” FB ha 1.700 dipendenti, uffici in 12 Paesi. In Italia siamo a circa 17 milioni. Una crescita (in)finita? (dati febbraio 2008 – agosto 2010).

  21. Chi sono (siamo)? Qualche dato a livello macro:

  22. Chi sono (siamo)? … sempre a livello macro: ve lo sareste mai aspettato?

  23. Chi sono (siamo)? Italia: I giovani ci sono “tutti” (ACHTUNG: leggete il dato in alto a destra). Praticamente c’è più di metà delle persone che hanno da 30 a 45 anni. Ma anche i 46-55enni non scherzano: 1 su 3 ha la sua bella pagina! Se foste il direttore marketing di aziende che vendono prodotti ai giovani e agli adulti, vi interesserebbe questo dato?

  24. Cosa è? Se siete uno dei 25 Italiani a non avere una pagina su facebook, e decidete che non riuscite a vivere più degnamente senza esserci, ecco da dove dovete partire:

  25. Alla faccia della privacy: demo tour! Iniziamo con una persona “a caso”: Giuseppe Rossi (ma siamo proprio sicuri che sia uno qualsiasi? Naturalmente no!!! Perché “lui” – FB - vi conosce … e non sceglie “a caso”). Questo Giuseppe è abbastanza attento alla propria privacy: ma andiamo a curiosare tra i suoi amici!

  26. E qui va decisamente meglio!! La storia diventa interessante! Diversamente da Giuseppe Alessandro ci svela senza problemi: nome e cognome suo e della fidanzata, età, nome della fidanzata, titolo di studio e datore di lavoro, motto, artisti preferiti (oltre ai suoi amici …).

  27. Non è finita! Non ama i libri, ma cinema e TV si!

  28. TV Mon Amour!

  29. E per finire … Nell’area “informazioni di base”, alla domanda “Informazioni su Alessandro” leggiamo: “nulla da scoprire, bisogna conoscermi”. Ma che resta da conoscere? ;-)

  30. Titoli di coda C’è anche la bacheca. Potremmo fare un gioco: fingere di essere psicologi e provare a tracciare un profilo della personalità di questo signore. L’ultima volta che ci ho provato (con un’amica che mi ha sfidato) mi sono preso dell’epigono di Hannibal Lecter. Ha detto che era impressionante: ma era un gioco da bambini.

  31. Dalla pratica … Wall: “lo” spazio che permette agli amici di scriverti Poke: se non ti vedo da un po’, ti chiamo Photo: una storia di successo! (i mammiferi sono visivi) Status: ti racconto come sto. E’ il cuore del Wall Newsfeed: decisivo per l’esplosione di FB. Non debbo refreshare, fa tutto lui Tag: tutti possono scovarti, metterti on line

  32. … alla teoria: 4 tipi di relazioni Tutti gli “amici” Relazioni “mantenute” Comunicazioni a una via Comunicazioni reciproche 300/3.000 = numero di Killworth 150 = numero di Dunbar 120 = quantità media “amici” Se Tutti gli “amici” = 100 allora: Relazioni “mantenute” = 10 Comunicazioni a una via = 5 Comunicazioni reciproche = 3

  33. Ed ecco un grafico famigliare … Ipotizzando di avere 100 amici (esempio precedente), la differenza tra le persone con cui abbiamo relazione reciproche e quelle con cui abbiamo relazioni mantenute è piccola in assoluto (rispetto alla differenza tra questi numeri – 3 e 10 – e il totale di amici – 100). Eppure questa piccola differenza crea un incredibile effetto rete!

  34. Effetti collaterali: difficile ripartire da zero! La privacy diventa un optional (come ha detto pure Mark!). Basterebbe ricordare che se lo trovate voi, potrebbe trovarlo (e memorizzarlo per sempre) chiunque. Tutto è li per tutti: potreste difendervi dagli estranei • ma diventa difficilissimo difendersi dagli “amici” • Quando avrete la prossima fidanzata sarete felici quando ”scrollando” indietro nel vostro profilo troverà le vostre foto con Giuseppina (che magari sono finite “taggate” chissà dove …).

  35. Effetti collaterali: colloquio di lavoro Supponiamo che il vostro selezionatore vi chieda di stringere amicizia con lui (se non siete come questo signore, che lascia vedere a tutti la sua bacheca …). E supponiamo anche che il selezionatore: 1) sia interista; 2) non ami il turpiloquio; 3) detesti la vita spericolata ... Auguri!

  36. Altri effetti collaterali: Hai già un lavoro e … si suppone che tu alle 11.20 (era un mercoledì) stia lavorando, non navigando nel cyberspazio pregustando la meritata vacanza!

  37. PS: se a qualcuno interessa la vita di Alessandro, possiamo divertirci a vedere cosa faceva un anno prima del giorno in cui scriviamo questa slide. E festeggiare il suo compleanno su FB: il giorno in cui crea il suo profilo è la Festa della Donna e lui è single.

  38. Ancora effetti collaterali: Ma il 1°marzo non è un giorno di scuola? Forse era una giornata da 4 ore, ma il post denota un’assidua presenza in rete.

  39. FB, mon amour! Chiedete a una Prof di Matematica qual è la distanza minore tra due punti dati in uno spazio bidimensionale. Lei risponderà (probabilmente): una linea retta. Chiedete ai genitori di questa ragazzo quanti post ha pubblicato in bacheca venerdì 18 marzo 2011 tra le 13.55 e le 21.52: quarantatre. Lo sapranno? E non è il + attivo!

  40. E per ultimo: un po’ di british humor … Oggi FB serve anche da bacheca per elaborare i lutti. Manca un parente? Ecco un post in bacheca! Un’amica commossa clicca il bottone “mi piace”, ma poi ci tiene a dire: “mi dispiace che ho messo mi piace”. Un bel tacer non fu mai scritto …

  41. Ricordate questi numeri? 50.000.000.000 (50 mld) 759.000.000.000 (759 mld) La prima cifra è il valore di FB nel primo semestre 2011. La seconda è una stima dei soldi che verranno investiti in pubblicità nel 2020 (600 mld nel 2010). Quindi: sulla Terra siamo +/- 6 mld FB vale 8,3 US$ per persona Nel 2020 si spenderanno 126 US$ in pubblicità per persona “E’ Facebook, ragazzi. E’ tutto qui!”.

  42. La madre di tutte le spiegazioni Andate in homepage di FB e ben chiaro, sopra il form di registrazione, troverete questa scritta: Allora forse aveva ragione la mia Mamma a dirmi che quando ti offrono per strada qualcosa gratis, è bene chiedersi il perché! Chissà come la vedrebbe Karl!

  43. Lo avreste mai detto? Guardate bene i trend di crescita: I 600 mld di spesa del 2010 cresceranno di poco più del 25% in 10 anni. La parte di questi che finirà nella grande galassia del digitale crescerà tra il 600 e il 700% (diventando oltre il 40% del totale …). Perché? Quanto vale la pubblicità? Tanti, tanti, ma proprio tanti soldi!!

  44. Cosa significa? Se pensate che stiamo ancora parlando del futuro: 2008 decisione di rilancio del marchio RED: fatturato 15 milioni 2010 senza spendere 1 euro in pubblicità: fatturato 50 milioni

  45. Qualche numero: i più seguiti 4 Multinazionali 10 Cantanti (2+) • 5 Attori (3 virtuali) • 1 Atleta Per ora, per loro, la festa è gratis!

  46. Altri numeri: ma quanto vale FB? Nel 2007 MSFT valuta FB l’equivalente di 15 mld US$. L’ultima collocazione di azioni presso privati (02/11) fatta da GS ha di fatto valutato FB 50 mld US$. Dopo aver lavorato per anni in perdita, FB ha iniziato a generare utili nel settembre 2009. Nel mondo “normale” una società valutata 50 mld di US$ dovrebbe generare profitti annuali pari a 2,5 mld US$. Evidentemente molti sono ultraottimisti sul futuro di FB: perché?

  47. Ma allora, chi paga? Alcuni fatti: il navigatore-tipo USA passa 10% del suo tempo su FB Il 70% degli utenti USA di internet ha un profilo FB 250 milioni di persone nel mondo si loggano ogni giorno sul loro profilo FB Avete capito, vero? Pagano loro! Anche se non lo sanno! Come? Con la pubblicità!

  48. Il Sacro Graal: l’Internet ti vede! Fin dai primi giorni dell’Internet il tema bollente è: se sono un filo disinvolto (lo spirito è forte …) posso sapere TUTTO quello che fai quando navighi. Si, perché: la TV non ci vede l’Internet ci vede! L’Internet sta ai media tradizionali come i farmaci “generici” stanno a quelli “biotecnologici”.

  49. Da Grande Fratello a Grande Fratello Il 24 ottobre 2007 Microsoft annuncia di aver acquistato l’1,6% di azioni di Facebook, pagandole 240 milioni di US$. Questo acquisto valuta “de facto” FB +/- 15 miliardi di US$. Cosa ottiene MSFT in cambio di questa quota? saltare a bordo della diligenza il diritto di vendere la pubblicità “internazionale”

  50. Come? Scavando in miniera! Il gioco è molto semplice: si chiama “data mining”. Partite dal presupposto che tutto quello che fate su internet viene registrato da qualcuno. Queste registrazioni sono delle vere e proprie “miniere”, che adeguatamente scavate trasformano quei dati in oro: il vero sogno di un markettaro è sapere tutto quello che fate; vi piace; non vi piace. Con queste informazioni in mano, il markettaro è in grado di raggiungere tutte le persone potenzialmente interessate a quello che la sua azienda ha da vendere!

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