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Tu vuo fa l Americano

Quando ascolto questa canzone, molte cose mi vengono in mente. Le parole denunciano, in un senso, un certo tradimento da parte di quelli che vogliono

albert
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Tu vuo fa l Americano

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Presentation Transcript


    1. Tu vuo’ fa’ l’Americano Suite à l’étude de cette chanson de Renato Carosone, écrite par Nisa en 1956 , les élèves ont été amenés à réfléchir aux causes (historiques) de « l’américanisation » de l’Italie à partir des années 50 ainsi qu’à ses conséquences sur la vie économique et socioculturelle italienne. Les élèves ont pu enfin exprimer librement leur point de vue sur ce document authentique. Ayant étudié en début d’année un article de Paolo Di Stefano intitulé Addio spaghetti e mandolino, certains n’ont pas manqué de souligner que l’Italie (comme la France, d’ailleurs) n’était pas « américanisée » au sens propre du terme puisqu’elle garde son identité propre, ses spécificités et que le Made in Italy s’exporte très bien. Voici donc les productions écrites des élèves : toutes différentes, toutes très personnelles et bien exprimées. Un vrai bonheur pour un enseignant de lire de tels travaux ! C’est pourquoi, j’ai pensé vous les faire partager. Virginie Devaine, professeur d’italien Lycée Aliénor d’Aquitaine (Poitiers)

    3. Questa canzone è stata scritta da Nisa ed è cantata da Renato Carosone. Si rivolge a un giovane napoletano che vive negli anni 50 e dunque in un’epoca in cui gli americani erano un simbolo di successo e di incremento. Questo cantante non può capire che i giovani della sua epoca non vivano la loro giovinezza come ha vissuto la sua. Questa canzone sottolinea il contrasto tra due generazioni, possiamo dire due epoche: quella in cui essere italiano era una cosa importante da difendere e quella in cui i giovani seguono la moda e il modo di vita americani e dimenticano un po’ le loro radici. Ma in questa canzone, c’è un paradosso perché il cantante denuncia « l’americanizzazione » dell’Italia e dei giovani ma questa canzone è di stile jazz dunque anche lui segue la moda americana. E’ vero che gli americani hanno grazie allo sbarco e al Piano Marshall esportato i loro prodotti (sigarette, vestiti, soda) e anche la loro cultura (musica, film, lingua). Gli italiani come tutti gli europei sono « vittime » della conquista americana perché hanno lasciato fare gli americani, non si sono « battuti » per tenere la loro identità, dopo la gloriosa liberazione dell’Europa da parte degli americani. Lison Term.S il 25 aprile

    4. « Tu vuoi fare l’americano » è una bella canzone del 1956. Lo stile jazz e il ritmo swingante mi piacciono. Per di più, le parole sono semplici e un po’ comiche. Il cantante parla a un giovane napoletano che vuole seguire la moda americana e lo critica perché, secondo lui, questo giovane perde la sua identità napoletana. Ma vediamo che la canzone è di stile jazz e dunque, tutto sommato, americana ! Il cantante sapeva che tutti i giovani avrebbero ascoltato e ballato su questa canzone. Penso dunque che il cantante voglia far entrare la cultura italiana, soprattutto napoletana, nella cultura americana. Il paroliere e il cantante hanno avuto l’idea di sottolineare l’importanza degli americani e dei loro prodotti per mostrare loro che sono soprattutto italiani. Volevano mostrare loro che seguendo la moda americana erano ridicoli. Per concludere, penso che attraverso questa famosa canzone ripresa da molti cantanti (di cui Dany Brillant) il paroliere e il cantante mostrano che tutti i giovani e anche gli altri possono cercare di cambiare la loro identità ma in fondo restano italiani perché sono nati là. Questa canzone ricorda l’inizio dell’amercianizzazione che ha caratterizzato gli anni 50. Penso che dobbiamo proteggere la nostra identità nazionale, è una cosa importante. Viviamo in un paese con la propria storia, la propria cultura.   Alexia Term.S

    5. Oggi, la prima potenza mondiale (cioè gli Stati Uniti) influenza gli altri paesi del pianeta soprattutto i paesi europei e quindi l’Italia, dal punto di vista culturale. Ecco perché vedremo in una prima parte la critica di questa « invasione » culturale da parte degli americani in Italia attraverso una canzone napoletana e in una seconda e ultima parte « l’americanizzazione » più generale dell’Italia. Questa canzone scritta da Nisa che s’intitola « tu vuo’fa’l’americano » critica l’atteggiamento di un giovane napoletano che segue la moda americana. Penso che sia una reazione normale. In effetti, possiamo supporre che la gente dell’epoca abbia semplicemente paura che gli americani le impongano la loro cultura. Penso che il popolo italiano voglia solo conservare le sue abitudini, i suoi dialetti ecc…Infatti, possiamo constatare che questa canzone è cantata in napoletano. Si può dedurne che traduce forse un segno di opposizione del paroliere nei confronti dell’influenza culturale americana. Paradossalmente, la canzone è di stile jazz e il jazz è originario degli Stati-Uniti. Per quanto riguarda  l’americanizzazione, si può notare che la cultura americana si è propagata dalla liberazione dell’Italia e della Francia negli anni 40. Oggi questa cultura è quasi dappertutto. E’ un peccato che molte città e molti paesi perdano o dimentichino le loro tradizioni. Secondo me, non abbiamo la scelta, l’americanizzazione è inevitabile. Il ruolo degli Stati-Uniti è sempre più importante perché porta molte cose di cui il progresso. Quindi possiamo dire che i paesi che provano a resisterci si escludono in un senso dallo sviluppo. Per concludere, possiamo dire che la canzone che abbiamo studiato rispecchia bene le mentalità e l’opposizione di una parte degli italiani nei confronti dell’americanizzazione dell’Italia in quell’epoca. I giovani erano e sono affascinati dall’arrivo di questa nuova cultura (cioè i prodotti, la musica, le abitudini, i vestiti…) mentre altri sono piuttosto sorpresi e scettici. Ma d’accordo o no, questo fenomeno non è dominabile. Marion Term.ES

    6. E’ vero che a partire dagli anni cinquanta, l’Italia è stata influenzata dalla cultura italiana. Però vedremo che l’Italia non è stata completamente « trasformata » siccome gli italiani tengono alla loro identità e alle loro tradizioni. Penso che sia importante che Nisa, il paroliere della canzone che s’intitola Tu vuo fa’l’americano, tratti dell’importanza degli Stati-Uniti dopo la seconda guerra mondiale. Infatti, denuncia il fatto che questo modo di vita sia stato seguito dagli italiani (soprattutto dai giovani). Infatti, si rivolge a un giovane napoletano. Gli dice che porta i jeans e la coppola con la visiera alzata come i giocatori di base-ball, beve bevande americane come il whisky e il soda, fuma sigarette americane. Gli dice che balla il rock n’roll e gioca a base-ball. Secondo me, insiste molto sul fatto che numerosi italiani hanno rinnegato le loro origini per un’altra cultura ecco perché descrive precisamente l’atteggiamento di questo napoletano. Credo che anche se siamo meravigliati da un’altra cultura non dobbiamo dimenticare le nostre radici. Però, questa « americanizzazione » non è seguita da tutti gli italiani. Per esempio, il « vero » italiano dei cliché non segue la moda americana. Rimane italiano cioè guarda il calcio in TV, beve vino italiano, mangia gli spaghetti e guida una Fiat! Infine, la cultura americana si è propagata in tutta Europa e dunque in Italia. Certi italiani l’hanno seguita come questo giovane napoletano ma altri l’hanno rifiutata come l’italiano dei cliché diremmo l’italiano tipico che tiene alla sua identità. Ecco perché dico che « l’americanizzazione » ha i suoi limiti! Mouna Term.L

    7. Questa canzone è « simpatica » , il ritmo swingante ci fa pensare agli anni 50. La prima volta che la sentiamo è difficile da capire perché è una canzone napoletana però con la traduzione italiana capiamo bene che la tematica principale è « l’americanizzazione ». Il cantante si rivolge a un napoletano che vuole assomigliare ad un americano e grazie all’importazione della cultura e dei riti americani questo giovane può vivere in Italia come un americano! Infatti, il sogno amerciano è ancora oggi molto presente in Europa e la moda e il modo di vita americani sono imitati perché questo paese affascina gli europei soprattutto i giovani. Possiamo osservare che ci sono tanti prodotti americani che usiamo per esempio i jeans, la coca cola, la gomma da masticare, il cioccolato. Per di più, guardiamo molti film americani, ascoltiamo musica americana e gli elettrodomestici provengono dall’America. Siamo influenzati da questa cultura. Secondo me, questo paese è un po’ troppo presente nel mondo, non si devono dimenticare le proprie origini, la propria identità perché penso che sia la ricchezza del mondo! Penso che l’America ci porti belle cose come la musica però anche cose nefaste perché la cultura americana può essere violenta e dunque pericolosa per i giovani che vogliono ilmitarla. Elise Term.ES

    8. Penso che questa canzone sia un po’ ipocrita perché il cantante critica un giovane napoletano che segue la moda americana ma anche lui lo fa poiché questa canzone è di stile jazz e il jazz viene dagli Stati-Uniti. Questa canzone è stata scritta e cantata perché la gente si ricordasse delle proprie radici anche se l’Italia deve essere riconoscente nei confronti degli Stati-Uniti perché l’hanno liberata dall’occupazione tedesca. Gli italiani non devono dimenticare che sono italiani e non americani dunque dovrebbero continuare a comprare sigarette italiane come le Fortuna, dovrebbero vestirsi con vestiti italiani e non con i jeans, dovrebbero giocare a calcio e non a base-ball! Penso che « l’americanizzazione » sia una buona cosa ma se non è eccessivo. In effetti, grazie agli americani, i paesi si sono sviluppati e la cultura si trasmette negli altri paesi. C’è un’apertura economica poiché una società dei consumi si è creata con gli elettrodomestici, i prodotti informatici, i telefonini ecc… Ma c’è anche un aspetto negativo perché la mondializzazione provoca una « sparizione » della cultura nazionale e un’iperpotenza dell’America. Angèle Term.S

    9. Questa canzone mi piace perché è swingante. Le parole sono ritmate e originali. Il tema della canzone è l’influenza della cultura americana in Italia e per quello penso che Nisa fosse visionario. Tratta dell’americanizzazione in modo un po’ caricaturale perché il ragazzo della canzone si appropria tutte le forme della cultura americana. Si veste e consuma a seconda della moda americana: compra chewing gum, fuma Camel, porta i jeans ecc.. Però, l’esagerazione approfitta alla critica dell’americanizzazione ancora presente oggi. Dopo la seconda guerra mondiale, gli Stati-Uniti erano considerati come degli eroi in Europa perché avevano liberato l’Italia e la Francia per esempio. Nello stesso tempo che l’aiuto alla ricostruzione dell’Europa, gli Stati Uniti hanno importato la loro cultura, il loro modo di consumo, i loro sport ecc… Oggi, nei paesi industrializzati, la cultura amerciana è molto presente. La si ritrova nella musica (il rap, il rock’n roll…) e soprattutto nel cinema. La maggior parte dei film sono americani. Contribuiscono a importare i modi di consumo. I fast-food, i prodotti di vasto consumo che sono importati dagli Stati-Uniti sono cose di ordinaria amministrazione…senza contare che la pubblicità è omnipresente. Però, in Italia, come negli altri paesi europei, la cultura tradizionale sta ben presente. Il paese conserva il suo cibo, le sue tradizioni. La pasta, la pizza, il Carnevale sono simboli eterni dell’Italia!!! Yvan Term.L

    10. Dalla seconda guerra mondiale, l’America non cessa di estendere la sua cultura nel mondo. L’Italia fu raggiunta da questo fenomeno soprattutto a partire dagli anni 50 in particolare i giovani che copiavano il modo di vita e lo stile americani come lo dice la canzone di Renato Carosone. I giovani italiani portavano i jeans timbrati USA e la coppola delle grandi squadre di base ball americane come gli yankee famosi per esempio. Questa canzone tratta in modo caricaturale questo argomento grazie a ciò è una canzone comica e divertente. La trovo piacevole, è diversa da tutte le canzoni d’amore ripetitive ed ingenue come ad esempio quelle di Laura Pausini. La trovo anche allegra grazie al suo ritmo swingante. La canzone tratta dell’americanizzazione. Trovo incredibile la propagazione della cultura americana ancora oggi. Penso che sia una buona cosa perché ci sono molti elementi interessanti nella cultura americana, nella loro musica, nei loro film e mi piace la loro cucina benché sia troppo grassa. Mi piacerebbe però che altre culture fossero « esportate » di più, delle culture che non conosciamo o poco perché è vero che la cultura americana occupa troppo posto e influenza troppo la cultura degli altri paesi. Ad esempio, i registi provano a fare film « all ’americana ». La diversità delle culture è una cosa molto buona, secondo me, ma l’America invade troppo il pianeta. Romain Term.ES

    11. Da qualche decennio, la nostra società (l’Europa) è stata vittima dell’americanizzazione. Ci sono canzoni che denunciano questo fatto fra le quali Tu vuo’fa’l’americano di Nisa. Penso che questa canzone sia ben fatta perché con lo stile jazz invita a ballare e per di più è facile da tenere in mente perché le parole non sono difficili. Per esempio, io l’ho ascoltata una volta e conoscevo già il ritmo e un po’ le parole. Con questa canzone, il paroliere rimprovera tante cose a un giovane napoletano che vuole seguire la moda americana con i jeans, il base ball, il whisky o ancora le sigarette americane. Ma c’è un antagonismo perché usa lo stile jazz che però è americano. Mi sembra che in Italia la cultura americana sia tanto diffusa quanto in Francia. Infatti gli italiani usano tante parole americane quotidianamente come « sport », « yogurt », « single », « computer », « teenager » o « fast-food ». Ma anche se l’Italia è vittima dell’americanizzazione, penso che rimanga l’Italia, che conservi la sua identità perché quando dico « Italia », penso ancora alla pizza, al calcio, alla bella lingua italiana e non penso a parole inglesi. Dunque, nella nostra società dei consumi nella quale gli americani hanno imposto la loro cultura, possiamo per fortuna ancora identificare i paesi europei grazie alle loro specificità e al loro patrimonio culturale. Laurie Term.ES

    12. Penso che questa canzone sia più uno stereotipo che la verità. Penso che il cantante esageri la realtà. Prende in giro la persona alla quale parla perché vuole fare l’americano mentre è di stile jazz, stile che viene dagli Stati-Uniti. Dove si trova la logica ? Per me, la canzone è un po’ ridicola. Il cantante vuole far capire agli italiani che non dovrebbereo dimenticare le loro origini, le loro radici.   Per quanto riguarda « l’americanizzazione », penso che comporti aspetti positivi e negativi. Il primo aspetto riguarda l’economia. Gli americani hanno fatto scoprire la società dei consumi. E’ un aspetto positivo perché migliora le condizioni di vita delle persone e fa aumentare la produzione. Il secondo aspetto riguarda la politica. Dopo la seconda guerra mondiale, l’Italia come tanti paesi si sono ispirati sempre più al modello americano. Il terzo aspetto riguarda la cultura. E’ vero che gli americani inondano il settore cinematografico e musicale con la loro arte. Utilizzano la loro immagine per creare un’infatuazione verso le loro creazioni. L’aspetto più negativo è che gli italiani non cercano molto di esportare il loro cinema, la loro musica ma per mettere una sfumatura posso dire che sono i creatori della moda dell’abbigliamento e hanno una vera cultura a livello culinario.   Alexis Term.S

    13. Tu vuo’ fa’ l’americano è una canzone napoletana di Nisa (il paroliere) e Renato Carosone (il cantante). Questa canzone è stata diffusa nel 1956. Tratta dell’americanizzazione dell’Europa e più particolarmente dell’Italia mettendo in scena un giovane napoletano che si fonda sulla cultura americana. Tu vuo’fa’l’americano è una canzone ritmica che allega perfettamente la critica all’umorismo. Insomma, una canzone ironica. Secondo me, Renato Carosone ha ragione di ricordarci da dove veniamo e dove viviamo, così non dobbiamo dimenticare o rinnegare le nostre origini come lo fa il giovane napoletano. Per altro, Renato Carosone canta in napoletano, il suo dialetto. Avvisa gli italiani (e anche gli europei) di non soccombere all’influenza americana… senza offendere né in maniera sgradevole. Tuttavia, la canzone è di stile jazz (originario degli Stati-Uniti) così la presa di posizione del cantante è paradossale perché anche lui è influenzato dalla cultura americana. Per di più, Nisa e Renato Carosone criticano l’atteggiamento degli italiani meravigliati dall’onda americana dimenticando tutti i benefici che gli americani hanno portato in Europa. (…)

    14. Dopo la seconda guerra mondiale, l’Italia non ha derogato alla norma ed è stata « conquistata » culturalmente dagli Stati-Uniti. Questa influenza portata dagli americani negli anni ’50 in Europa si risente ancora ai nostri giorni. Per esempio, la lingua italiana è composta da parola inglesi (computer, …), gli italiani ascoltavano il rock and roll e ascoltano il Rap, vanno al cinema per vedere film americani, portano i jeans e guardano sempre più reality show in Tivù. Dov’è l’identità nazionale in tutto questo? Certo, gli americani hanno contribuito allo sviluppo del paese, all’instaurazione della democrazia ma c’è un rischio per l’identità, per le radici del paese che sono sempre più dimenticate anzi sepolte! Per di più questo incita alla progressione di movimenti nazionalistic e alla paura dell’apertura e dello straniero (i movimenti razzisti negli stadi per esempio). Fortunatamente, l’identità dei paesi resiste e si vedono ancora dei film, dei cantanti, dei prodotti …Made in Italy (La Vita è bella, Luciano Pavarotti…) Per concludere, un paese può avere una cultura allo stesso tempo universale e locale. La diversità culturale è effettivamene fonte di arricchimento. Thibault Term. ES

    15. Il fenomeno che chiamiamo « americanizzazione » si è diffuso in molti paesi. Ma che cosa vuole dire « americanizzazione »? La definizione che personalmente ne trattengo è che i nostri modi di vita, di consumo si avvicinano sempre più a quello degli americani. A quando risale questo fenomeno? Direi a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. Con la liberazione, gli americani sono stati visti come degli eroi e chi non ha mai pensato ad assomigliare al suo eroe? Più tardi, gli Stati-Uniti escono vincitori dalla guerra fredda quello che rinforza la loro « bella immagine ». L’America infatti è la seduzione della potenza « dorata », il « sogno americano ». Questo fenomeno si concretizza col cinema, la musica, i vestiti, il cibo, la lingua ecc… Provi giusto a fare il rapporto su una giornata: canzoni anglofone ascoltate/anzoni ascoltate.! Non so per Lei, ma per me il tasso sarebbe molto elevato! Non sono però totalmente convinta dal termine « americanizzaione ». Direi che è la nascita di una cultura mondiale negli Stati Uniti. La Terra diventa uno spazio sempre più mondializzato e chi dice mondializzazione dice uniformazione dei modi di vita. E all’ora di oggi, la cultura che seduce di più, che si esporta meglio è la cultura americana. Penso che il fenomeno fosse già iniziato durante la seconda guerra mondiale, la mondializzazione ha rinforzato la supremazia culturale americana. Ma relativizziamo, non ne siamo ancora alla crisi identitaria!!! Margaux Term.ES

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