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IPOTESI DELLA RISPOSTA AL DANNO ENDOTELIALE

PATOGENESI DELL’ATEROSCLEROSI E DELLE SUE COMPLICAZIONI Andrea Pozzati U.O. Cardiologia Bentivoglio (BO). IPOTESI DELLA RISPOSTA AL DANNO ENDOTELIALE.

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IPOTESI DELLA RISPOSTA AL DANNO ENDOTELIALE

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Presentation Transcript


  1. PATOGENESI DELL’ATEROSCLEROSIE DELLE SUE COMPLICAZIONIAndrea Pozzati U.O. Cardiologia Bentivoglio (BO)

  2. IPOTESI DELLA RISPOSTA AL DANNO ENDOTELIALE • L’attuale teoria sulla aterogenesi è stata formulata da Ross integrando la vecchia teoria lipidica con le nuove acquisizioni sulla infiammazione nell’ambito della risposta all’insulto dell’endotelio a vari stimoli locali e sistemici (Nature, 1993)

  3. CLASSIFICAZIONE DELLA RISPOSTA VASCOLARE AL DANNO

  4. FATTORI BIOLOGICI COINVOLTI NELL’INNESCO DELL’ATS

  5. ATEROGENESI:INFLUENZA DEI FATTORI DI RISCHIO

  6. LA PLACCA E’ DIVERSA IN RELAZIONE AI DIFFERENTI FATTORI DI RISCHIO? • Iperlipidemia: il contenuto di colesterolo è aumentato solo nei casi familiari • Ipertensione: non esiste correlazione tra grado di ipertensione e alterazioni locali • Fumo: incremento del TF e della erosione endoteliale • Diabete: microangiopatia associata

  7. PROGRESSIONE DELL’ATS SECONDO LA CLASSIFICAZIONE DI STARY Cellule Schiumose Strie Lipidiche Lesione Intermedia Placca Fibrosa Lesione/rottura complicata Ateroma Disfunzione endoteliale Dalla terza decade Prima decade Dalla quarta decade Trombosi Muscolo liscio e collagene Crescita dovuta principalmente all’accumulo di lipidi Stary HC et al. Circulation. 1995;92:1355-1374.

  8. La stria lipidica • Le LDL attivano la permeabilità dell’endotelio a monociti e linfociti T che migrano all’interno della parete • Accumulo di lipidi nell’intima

  9. La lesione intermedia • Trasformazione in macrofagi (cellule schiumose) e legame con lipoproteine ossidate • Secrezione di citochine infiammatorie e fattori di crescita che inducono proliferazione delle fibrocellule muscolari lisce

  10. Progressione della placca fibro-lipidica verso l’aspetto sclero- calcifico Attivazione del fattore tissutale (procoagulante), e espressione di enzimi proteolitici (metalloproteinasi) La placca fibrosa

  11. MORFOLOGIA DELLA PLACCA ATEROSCLEROTICA Arbustini E. et al, 1992

  12. Numero macrofagi Metalloproteinasi Fattore tissutale Citochine proinfiamm. Adesività leucociti Collagene interstiz. Maturazione SMC FATTORI ASSOCIATI ALLA STABILITA’ DELLA PLACCA

  13. CARATTERISTICHE DELLA PLACCA VULNERABILE • Placche relativamente piccole, ad alto contenuto lipidico con numerosi macrofagi secernenti MMP e con elevate concentrazioni di TF (Fuster 1998)

  14. RUOLO DELL’INFIAMMAZIONE NELL’INSTABILITA’ DELLA PLACCA Koenig, Eur Heart J, 1999

  15. ROTTURA DI PLACCA • LA DEGRADAZIONE DEL CAPPUCCIO FIBROSO DA PARTE DELLE MMP INDUCE L’ESPOSIZIONE DEL CORE LIPIDICO ALLA CORRENTE EMATICA CON ATTIVAZIONE DELLA CASCATA EMOCOAGULATIVA

  16. ALTERAZIONI SISTEMICHE ASSOCIATE ALLA INSTABILITA’ DELLA PLACCA • Attivazione delle cellule infiammatorie (reazione autoimmune) • Alterazioni dell’equilibrio emostatico (iperattività piastrinica) • Attivazione del SNA (prevalenza simpatica)

  17. PROGRESSIONE DELL’ATS CORONARICA IN BASE AI DATI CLINICI E ANATOMOPATOLOGICI

  18. CONCLUSIONI • L’aterosclerosi non dovrebbe essere considerata una patologia esclusivamente degenerativa • L’esposizione ai FRC induce una disfunzione endoteliale che promuove l’ingresso di lipidi nella parete vasale • La risposta infiammatoria che ne consegue induce la vulnerabilità della placca e l’attività trombogenica locale

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