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CROCE ROSSA ITALIANA COMITATO PROVINCIALE DI BERGAMO DELEGAZIONE DI ALZANO LOMBARDO

CROCE ROSSA ITALIANA COMITATO PROVINCIALE DI BERGAMO DELEGAZIONE DI ALZANO LOMBARDO. NORME DI COMPORTAMENTO GENERALI NELLE VARIE EMERGENZE, NORME DI AUTOPROTEZIONE E CONCETTI ELEMENTARI DI AUTOPROTEZIONE RELATORE: Omar Vitali Soccorritore CRI.

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CROCE ROSSA ITALIANA COMITATO PROVINCIALE DI BERGAMO DELEGAZIONE DI ALZANO LOMBARDO

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  1. CROCE ROSSA ITALIANACOMITATO PROVINCIALE DI BERGAMODELEGAZIONE DI ALZANO LOMBARDO NORME DI COMPORTAMENTO GENERALI NELLE VARIE EMERGENZE, NORME DI AUTOPROTEZIONE E CONCETTI ELEMENTARI DI AUTOPROTEZIONE RELATORE: Omar Vitali Soccorritore CRI

  2. AUTOPROTEZIONE

  3. AUTOPROTEZIONE Attività di difesa, riparo da danni, pericoli, infortuni esplicata personalmente.

  4. AUTOPROTEZIONE RISCHIO: Eventualità di subire un danno. PERICOLO: Situazione in cui vi sono uno o più elementi in grado di compromettere la stabilità o la sicurezza. INFORTUNIO: Evento prodotto da una causa violenta in occasione di lavoro, da cui sia derivata una inabilità temporanea, assoluta o morte.

  5. AUTOPROTEZIONE Gli infortuni costituiscono uno dei più gravi problemi nelle attività domestiche, agricole, industriali, ludiche e del comparto sanità.

  6. AUTOPROTEZIONE UN CONCETTO ASSOLUTOSEMPRE • OPERATORI PROFESSIONALI(lgge 626) • OPERATORI VOLONTARI(lgge 626) • SOCCORRITORI OCCASIONALI

  7. PRIMA DI FARE QUALSIASI COSA SONO SICURO CHE NON CI SIANO PERICOLI ?

  8. COME FARE AUTOPROTEZIONE ? valutando la sicurezza del luogo di intervento e utilizzando i Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.) prima di intervenire sull’infortunato.

  9. COME FARE AUTOPROTEZIONE ? OSSERVO ASCOLTO SENTO E MI PROTEGGO !! (D.P.I.) DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

  10. AUTOPROTEZIONE E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (D.P.I.) • Il lavaggio delle mani è la misura più importante nella prevenzione delle infezioni, perchè le mani sono la principale sorgente continua di microrganismi. • L'uso dei guanti ha lo scopo di proteggere gli operatori di emergenza dal contatto con agenti infettivi e di ridurre la probabilità che il personale possa diffondere microbi dalle proprie mani ai pazienti suscettibili di infezione. L'uso dei guanti è una misura protettiva in aggiunta e non in sostituzione del lavaggio delle mani.

  11. AUTOPROTEZIONE E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE • Le membrane mucose che circondano l'occhio sono in grado di assorbire liquidi. Dispositivi di protezione individuale fondamentali per il soccorritore sono gli occhiali o le visiere protettive con protezione sia frontale che laterale. L'utilizzo di questi mezzi di protezione oculare impediscono che schizzi o spruzzi di liquidi biologici e non, entrino nell'occhio.

  12. AUTOPROTEZIONE E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE • Le mascherine sono un'altro importane presidio di protezione e ne esistono di due tipi diversi: Le mascherine chirurgiche per proteggersi da schizzi di sangue, altri liquidi organici o gocce contaminate da agenti infettivi. Le mascherine con filtro ad alta efficienza (N-95) in grado di bloccare le goccioline più piccole nell'ordine di micron sospese nell'ambiente. Per esempio se esiste il sospetto di contagio tubercolare, morbillo o come di recente per la S.A.R.S.

  13. AUTOPROTEZIONE E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE • Divisa pulita e idonea: (idrorepellente, ignifuga, antisettica.). • Calzature robuste e idonee. (lgge 626)

  14. AUTOPROTEZIONE E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE • il caschetto protettivo da utilizzare ogni volta che il soccorritore è chiamato ad operare: - all'interno di aziende industriali; - nei cantieri edili; - in tutti i casi di oggetti sospesi o pericolanti; - incidenti automobilistici durante l'estricazione degli infortunati; - nella collaborazione con il personale VV.FF.; - nelle operazioni in terreni impervi; - ogni qualvolta lo si ritenga necessario;

  15. AUTOPROTEZIONE I principali Rischi del Soccorritore occasionale o professionale: Biologico; Chimico-Fisico; Movimentazione dei carichi;

  16. AUTOPROTEZIONE RISCHIO BIOLOGICO: • Rischio derivato dalla contaminazione da materiale biologico potenzialmente infetto. Contaminazione d'ago o da taglio, contaminazione di cute lesa o delle mucose da agenti infettivi. Individuazione precoce del pericolo anche in presenza di solo sospetto, adozione di efficaci misure di barriera (D.P.I.).

  17. AUTOPROTEZIONE RISCHIO BIOLOGICO: QUALSIASI ELEMENTO BIOLOGICO DI QUALSIASI PROVENIENZA E’ DA RITENERSI POTENZIALMENTE INFETTO: • SANGUE • URINA E FECI • VOMITO • LIQUIDO CAPSULE ARTICOLARI • LIQUIDO SEMINALE • SALIVA (IN PRESENZA DI SANGUE VISIBILE) • PARTI ANATOMICHE

  18. AUTOPROTEZIONE RISCHIO CHIMICO:

  19. AUTOPROTEZIONE RISCHIO CHIMICO: • Rischio derivato dalla contaminazione da sostanze chimiche: liquide, gassose o polveri, e di alcune sostanze non pericolose in grado di diventarlo per concentrazione dei vari preparati, dalle condizioni ambientali e dal rapporto tra le caratteristiche chimico-fisiche di una sostanza.

  20. AUTOPROTEZIONE RISCHIO CHIMICO: • incidenti con autocisterne coinvolte; • fumi sprigionati da incendi; • ustioni da sostanze chimiche; • interventi in cantieri edili e siti industriali; • farmaci (anche quelli escreti dal paziente come gli anti-tumorali); • sostanze disinfettanti e sterilizzanti. • Pazienti intossicati (monossido di carbonio, altri gas);

  21. AUTOPROTEZIONE RISCHIO FISICO: • radiazioni (siti industriali, incidenti stradali/ferroviari dove sono coinvolti mezzi che trasportano materiale radioattivo, reparti ospedalieri); • elettricità; • incendi; • rumore e vibrazioni; • ambienti molto umidi o molto caldi o molto freddi per particolari lavorazioni;

  22. AUTOPROTEZIONE RISCHIO CHIMICO-FISICO: Sicurezza ambientale, allertamento immediato anche se solo sospetto del 1.1.8. ed eventualmente richiesta invio VV.FF., avvicinamento alla persona solo dopo l'autorizzazione del responsabile dei Vigili del Fuoco, utilizzo dei D.P.I. (occhiali, mascherina, camice, calzature adeguate, guanti). Proteggere eventuali piccole ferite. Lavorare con attenzione, leggere attentamente le istruzioni prima di manipolare sostanze chimiche, non inalare o entrare in contatto con mucose e cute.

  23. AUTOPROTEZIONE RISCHIO CHIMICO-FISICO: Attenzione allo stato di conservazione di contenitori e prevedere possibili perdite. Togliere gli indumenti contaminati, i guanti e lavarsi scrupolosamente le mani.Attenzione a luoghi o zone delimitate da segnali di pericolo. Attenzione a cavi elettrici scoperti o ad apparecchiature elettriche pericolose. Prevenire la possibilità di incendi o esplosioni. Operare con molta attenzione.

  24. AUTOPROTEZIONE RISCHIO DA MOVIMENTAZIONE DEI CARICHI: • Rischio derivato dalle operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico che, per le loro caratteristiche (peso, dimensioni) o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli possono comportare rischi di lesioni dorso-lombari.Lesioni dorso-lombari: lesioni a carico delle strutture osteo-miotendinee e nervo-vascolari a livello dorso-lombare.

  25. AUTOPROTEZIONE RISCHIO DA MOVIMENTAZIONE DEI CARICHI: • Conoscere i propri limiti e se possibile ridurre il peso da trasportare; • Mantenere il peso più vicino al corpo. • Distribuire il peso su i due arti inferiori. • Mantenere una base d'appoggio larga per avere un equilibrio stabile e una migliore distribuzione del carico. • Flettere le ginocchia e il meno possibile la colonna vertebrale. • Evitare di ruotare solo il tronco ma girare tutto il corpo. • Quando il paziente è allettato se si è chinati appoggiare un ginocchio sul letto.

  26. AUTOPROTEZIONE RISCHIO DA MOVIMENTAZIONE DEI CARICHI: • Quando si ripongono oggetti posti in alto, non inarcare la schiena ma, è corretto utilizzare una scaletta sicura. • Mantenere una base d'appoggio idonea, e se possibile appoggiare in modo alternato un piede per volta su un rialzo. • Utilizzare per quanto possibile gli ausili per lo spostamento, il sollevamento e il trasferimento. • informare il Paziente quando possibile, delle manovre che si intende effettuare, per evitare movimenti bruschi e improvvisi del Paziente stesso, sollecitando la sua collaborazione. • Non effettuare manovre veloci che possano provocare traumi a se stessi o agli altri, ricostruire mentalmente ciò che si deve fare, se è necessario non esitare a chiedere l'aiuto dei presenti.

  27. AUTOPROTEZIONE EVENTI VIOLENTI I Soccorritori che prestano soccorso nei luoghi in cui si sono verificati atti violenti (rapine, furti, omicidi, suicidi, lesioni volontarie) come prima preoccupazione, ancora prima di iniziare l'assistenza all’infortunato devono valutare i rischi e accertarsi della sicurezza del luogo.

  28. AUTOPROTEZIONE EVENTI VIOLENTI Animali, persone armate, alterate o sotto l'effetto di droghe o alcol possono creare situazioni pericolosissime. Il mantenimento dell'ordine pubblico compete alle Forze di Polizia. Polizia e Carabinieri devono garantire le dovute condizioni di sicurezza per poter permettere le operazioni di soccorso.

  29. AUTOPROTEZIONE INCIDENTE AUTOMOBILISTICO • I pericoli sulla scena di un incidente automobilistico variano dalla sporcizia, schegge di vetro a fattori molto pericolosi come: cavi elettrici e materiali caduti o pericolanti, perdite di carburante o incendi. Il traffico o le persone presenti possono diventare pericolosi se non disciplinati. • È importantissimo osservare attentamente poichè, anche in questo caso la prima cosa da fare consiste nel valutare i pericoli per attivare Polizia, VV.FF. e attuare l' auto-protezione (D.P.I.).

  30. AUTOPROTEZIONE INCIDENTE AUTOMOBILISTICO

  31. AUTOPROTEZIONE INCIDENTE AUTOMOBILISTICO

  32. AUTOPROTEZIONE INCIDENTE AUTOMOBILISTICO

  33. AUTOPROTEZIONE INCIDENTE AUTOMOBILISTICO

  34. AUTOPROTEZIONE UN SOCCORRITORE FERITO NON SERVE A NULLA, INTRALCIA LE OPERAZIONI DI SOCCORSO E PUO’ METTERE IN PERICOLO ALTRI SOCCORRITORI

  35. AUTOPROTEZIONE E’ INDISPENSABILE CHE ABBIATE CURA DI VOI STESSI MENTRE VI DEDICATE ALLA CURA DEGLI ALTRI

  36. AUTOPROTEZIONE DOMANDE ?

  37. AUTOPROTEZIONE Bibliografia: AA.VV. : Pronto soccorso e interventi di emergenza. McGraw-Hill, 2002. M. Menarini, D. Aloisi: Emergenze e Soccorsi per il soccorritore volontario. VDS Bologna, 1999. O. Anni: Cultura medico-sanitaria. Hoepli, 2006. Internet: www.ministerosalute.it www.autistasoccorritore.it

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