I disturbi specifici e la scuola

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Presentation Transcript


1. I disturbi specifici e la scuola Dalla diagnosi al percorso personalizzato La comunicazione con i genitori La comunicazione tra i diversi livelli di scuola Strumenti compensativi e strategie operative

2. Incidenza percentuale dei tipi fondamentali di difficoltà di apprendimento scolastico Tipo di difficoltà Maschi femmine Basso rendimento scolastico 13 7 Disturbi specifici dell'apprendimento 4,5 3,5 Disturbi del linguaggio 1,5 1 Disturbi di attenzione 5 1,25 Ritardo mentale 1 1 Disturbi di personalità 1 1 Disabilità plurime 0,15 0,15 Sordità e ipoacusia 0,1 0,1

3. Qualcuno sostiene che i bambini imparano “nonostante” gli insegnanti… Tranne i bambini in difficoltà di apprendimento per i quali la presenza di un bravo insegnante è vitale! Il “bravo insegnante” è un professionista che presenta alcune caratteristiche: sapere saper fare saper essere

4. Che cosa può fare la scuola ? La scuola, per il ruolo che riveste, è la protagonista principale nella rilevazione dei DSA e nel loro trattamento. La rilevazione e la diagnosi precoce favoriscono il recupero completo (20%) e la compensazione (45% circa)

5. Intervento fonologico a scuola

6. Valutazione delle abilità (scuola dell’infanzia) CMF (valutazione delle competenze metafonologiche)ed. Erickson IPDA test (questionario osservativo) ed. Erickson TVL (test di valutazione del linguaggio) ed. Erickson

7. MATERIALI DI PREVENZIONE E DI RECUPERO Giochi fonologici Materiali IPDA (ed.Erickson) Materiali MT (La prevenzione e il trattamento delle difficoltà di lettura e scrittura) (ed. O.S.)

8. Scuola primaria classe prima: Competenza metafonologica Protocollo essenziale (di scrittura, lettura, fonologico) altre classi: prove di velocità e correttezza di lettura (MT) Prove di comprensione (MT) Valutazione della competenza ortografica prove di matematica (AC MT) solo per i bambini che ne hanno particolare bisogno

9. REGISTRAZIONE DEI DATI (è importante avere una registrazione costante dei risultati dei test somministrati) - protocollo individuale alunno - scheda di monitoraggio

10. La segnalazione Deve essere precoce ed è nostra, in modo prioritario, la responsabilità di comprendere che ci sono delle difficoltà. La scheda di segnalazione deve essere precisa e deve contenere informazioni dettagliate. (Si osservi la struttura, è proprio predisposta per i DSA, quindi è essenziale fornire le indicazioni più complete possibili al medico).

11. I genitori La comunicazione della difficoltà di apprendimento del figlio rappresenta un momento doloroso per qualsiasi genitore. Compaiono sentimenti diversi come il rifiuto, la negazione, il senso di colpa, la vergogna, fino a passare poi all’adattamento, riorganizzazione e accettazione. La parola “neuropsichiatra/neuropsichiatria” incute paura. Chiarire, illustrare che cosa avviene durante la valutazione (3 incontri, somministrazione dei test, restituzione da parte del medico). È opportuno essere precisi anche nelle indicazioni (prenotazione al CUP o in NPI, segnalazione o impegnativa del pediatra ecc) al limite creare un foglio in cui si definisce la procedura e i numeri telefonici utili. Chiedere ai genitori di comunicare la data della prima visita (a volte serve come “impegno” a fissare l’appuntamento)

12. La diagnosi I genitori non sono tenuti a fornircela ma possiamo “cortesemente chiederla” anzi, è opportuno leggerla con loro per condividere le indicazioni fornite dallo specialista. La diagnosi è il nostro punto di partenza, in essa sono indicati i “punti deboli” e i “punti di forza” del bambino. Si definisce se si tratta di un DSA o di un problema cognitivo. .

13. È importante condividere il linguaggio, molti “numeri “ sottolineano aspetti fondamentali dell’apprendimento del nostro alunno. In modo particolare è opportuno soffermarsi sul grado di disturbo e sul quoziente intellettivo: un bambino con DSA e QI nella media o superiore alla media, compenserà con maggior facilità alla sua disabilità, troverà da solo le strategie, il bambino invece con DSA ma QI che si colloca nella media inferiore dovrà essere ben supportato e gli dovranno essere fornite tutte le strategie.

14. Non banalizziamo la diagnosi perché non ci ha fornito la “ricetta magica”, i professionisti della didattica, dell’apprendere , siamo noi. Solo noi possiamo avere le abilità e gli strumenti per realizzare il miglior percorso individualizzato adeguato alla compensazione delle disabilità del bambino

15. Ed ora che è certo, è un DSA, che facciamo? Prima di tutto parliamo con i genitori, spieghiamo ulteriormente(la restituzione della diagnosi viene fatta anche in NPI) di che si tratta e che cosa si può fare. Paliamo con il bambino, anche lui vive una situazione particolare, da un lato si sente finalmente compreso, dall’altra ha la consapevolezza che in lui, “qualcosa non funziona bene” . Stabiliamo dei patti , dei codici “non verbali” per comunicare in modo che le sue richieste d’aiuto o ciò che di diverso dagli altri deve fare, non venga sottolineato continuamente.

16. Parlare con la classe , o meglio , lavorare su alcuni aspetti, autostima, eccellenze e disabilità (v. “Essere e benessere”)

17. L'ansia altera la prestazione (quando non concediamo il tempo per raccogliere i pensieri, il bambino altera la propria prestazione). Il miglior regalo che possiamo fare ad un bambino con DSA è dargli tempo (che significa anche eliminare le attività poco significative per lui)

18. Preconcetti 1) si pensa che il DSA riguardi solo la scuola mentre le difficoltà colpiscono ogni momento della giornata di un bambino. 2) si distrae facilmente, non ha assolutamente tempo di attenzione… Si usa distraibilità e tempo di attenzione scambievolmente parlando di due bambini assolutamente diversi -> chi ha ridotta attenzione, non presta attenzione a nulla, chi è distraibile presta attenzione a tutto contemporaneamente. Il bambino con DSA è distraibile ovvero non mette bene a fuoco le cose.

19. I bambini con DSA hanno problemi di elaborazione linguistica. Il significato è che se io faccio una domanda ad una classe,mentre gli altri bambini mi stanno fornendo la risposta, il bambino dis, senza dubbio, sta ancora elaborando la domanda, perchè ha un processo di elaborazione che è doppio rispetto a quello dei suoi compagni e anche se la lezione procede ad un ritmo normale, lui avrà la sensazione che si vada ad una velocità non raggiungibile perchè su ogni cosa avrà ragionato il doppio rispetto ad un bambino normale.

20. Differenza tra visione e percezione Il bambino con DSA (non tutti) riesce a vedere ma non a dare il giusto significato. Lui ha bisogno di un bravo maestro, di un vero insegnante che gli dia la spiegazione giusta. La motivazione può soltanto farci fare al meglio delle nostre possibilità ciò che siamo già capaci di fare. Non cambia lo stimolo, è sufficiente dare indicazioni dirette per fargli interpretare ciò che vede (perchè è lui fra tanti che non riesce, è lui l'unico a non capire).

21. Espressione orale Molti bambini con disturbo di apprendimento soffrono di disnomia ,il problema di non trovare le parole, il problema delle parole “sulla punta della lingua” Il cervello ha funzioni di: ->immagazzinamento ->recupero  i bambini con DSA hanno problemi di immagazzinamento e recupero, non riescono a recuperare le informazioni e molte volte quando le recuperano, le scovano in un posto sbagliato quindi quando ne necessitano ancora vanno nel “magazzino” ma non le trovano più perchè sono nel posto sbagliato.

22. La decodifica delle parole , fa usare un sacco di energie che impediscono la comprensione del contenuto. Ci sono bambini che possono imparare solo ascoltando perchè se la lettura prende tutte le sue energie, solo per la decodifica, non c'è possibilità per la comprensione . Sentire il brano letto da un altro, (insegnante, genitore,compagno di classe, pc)gli consente di imparare.

23. E' luogo comune che se si riesce a capire tutte le parole di un racconto, può capire tutto il brano. La comprensione ha molto più a che fare con la sua storia,con la sua preparazione che con il vocabolario posseduto. La comprensione della lettura è un compito molto complicato che i bambini non possono imparare da soli, hanno bisogno di istruzioni dirette.

24. insieme fra variano consiste una solo spesso Che riconosciuto variazione se grafico continuamente conosciuto valori isolati tabella relazione punti curva mostrare disegna variabili  

25. “Se la relazione conosciuta fra le variabili consiste in una tabella di valori corrispondenti, il grafico consiste solo nell'usare il corrispondente di punti isolati. Se è riconosciuto che le variabili variano continuamente, spesso si disegna una curva per dimostrare la variazione”.

26. Lo scorso Sernio, Flinghedoro e Pribo stavano nel nerdino treppando cami gloppi e clemando grepi borli. Ecco che un trezzo dito bufa nel tresco di Flinghedoro. Pribo glappa e glappa “oh Flinghedoro chita” io strezzo dito tunne nel tuo grappo!” 1)  questa storia quando è avvenuta? - lo scorso sernio 2)  chi c'era con Flinghedoro? -Pribo 3)  e dove stavano? - nel nerdino 4)  e stavano treppando qualcosa, che cosa? -cami

27. 5)  ma che tipo di cami -cami gloppi 6)  stavano chiamando qualcosa, che cosa? - grepi borli 7)  poi arriva un trezzo, che tipo di trezzo? -dito 8)  se lo aspettavano? -no 9)  e lui che fa? -bufa 10)                   e dove va a bufare? -nel tresco di Flinghedoro 11)                   e il primo che fa? Non lo aiuta? -gloppa e gloppa 12)                   e poi chita qualcosa -”Oh Flinghedoro!”

28. Espressione orale Molti bambini con disturbo di apprendimento soffrono di disnomia ,il problema di non trovare le parole, il problema delle parole “sulla punta della lingua” Il cervello ha funzioni di: ->immagazzinamento ->recupero  i bambini con DSA hanno problemi di immagazzinamento e recupero, non riescono a recuperare le informazioni e molte volte quando le recuperano, le recuperano in un posto sbagliato quindi quando ne necessitano ancora vanno nel “magazzino” ma non le trovano più perchè sono nel posto sbagliato.

29. BIBLIOGRAFIA lingua italiana - Margherita Orsolini e Clotilde Pontecorvo“La costruzione del testo scritto nei bambini” ed La Nuova italia -Pinto “Dal linguaggio orale alla lingua scritta: continuità e cambiamento” ed La Nuova italia -Ferreiro Teberosky “La costruzione della lingua scritta nel bambino” -De Beni Pazzaglia “ Lettura e metacognizione” ed Erickson - Cisotto “Scrittura e metacognizione” ed. Erickson -Martini “Le difficoltà di apprendimento della lingua scritta” ed. Del Cerro -De Beni Passolunghi “I test per la scuola” ed. Il Mulino -Cisotto “Psicopedagogia e didattica. Processi di insegnamento e di apprendimento” ed. Carocci

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